lunedì 19 settembre 2011

Petrarca: «La vita fugge e non s'arresta un'ora / e la morte vien dietro a gran giornate».

La vita: uno squarcio di luce che la morte, fulmineamente richiude. È importante riflettere sulla vita e sul suo significato profondo. Gioiamo per la nascita, soffriamo per la morte ma...perché non viviamo? Il moralista, La Bruyère, nei suoi Caratteri osservava: «Per l'uomo ci sono solo tre avvenimenti: nascere, vivere, morire. Non si accorge di nascere, soffre a morire e si dimentica di vivere». Forse è facile dimenticarsi di vivere perché la vita è fulminea, nonostante l'apparente lentezza del suo scorrere e la distesa degli anni. Bufalino, uno scrittore siciliano, ce lo ricorda nei suoi Pensieri a perdere. Brillante è l'immagine della «chiusura lampo»: con una mossa rapida la si apre e la si chiude. Ad aprirla, nella metafora della vita, è la nascita che ci depone nella luce del sole. A chiuderla con uno scatto repentino è la morte. In quel lungo istante che è l'esistenza, si cela tutta la nostra storia.
Non c'è, quindi, tempo per divagare e disperdersi in cose secondarie: anche se i giorni, i mesi e gli anni sembrano tanti e lenti a scorrere, in realtà sono veloci e repentini e alla fine ci si ritrova a mani vuote.



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