giovedì 22 settembre 2011

Il tempo

Avete mai provato a fare attenzione ai momenti che vivete, a quello che accade intorno a voi o a quello che il vostro corpo avverte appoggiato ad una sedia o al braccio al contatto su un bracciolo? Avete mai provato a quando viaggiate fare attenzione agli alberi che scorrono al vostro passare o alla semplice aria che si insinua nei vostri capelli e, gli stessi, al solletichio che provocano sulla vostra fronte? Avete mai provato a fare attenzione a quando camminate e cosa la vostra pianta del piede sente. Alla sensazione che avverte il piede quando lo stesso, passo dopo passo, ha nella scarpa? Che sensazione, quando camminate, il pantalone che struscia sulla vostra gamba o a quando siete seduti cosa la vostra schiena o il vostro sedere avverte? È probabile che avete fatto caso a tutto questo solo quando avete male o siete scomodi. Ma non nel semplice modo di vivere quel momento intensamente così come ci viene proposto.
Magari provate a fare questo esercizio e sentire cosa la vostra mano avverte sul mouse o al peso dei vostri occhiali appoggiati sul vostro naso. Provate a fare attenzione, mentre cucinate, agli ingredienti che utilizziamo a come si mescolano tra loro, al vapore che fuoriesce dalla pentola e a seguire con attenzione il suo viaggio verso il soffitto. Purtroppo il più delle volte non viviamo mai i momenti della nostra vita con la semplice attenzione a tutto ciò che accade poiché siamo sempre proiettati a pensare a ciò che deve avvenire e cosa ci aspetta in quell'incontro o a come reagire nell'affrontare un problema che ci affligge.
Senza peraltro fare caso che tutti quei momenti di vita non avranno ritorno e non saranno altro che persi definitivamente, facendone cibo prelibato per la morte che, del nostro passato, è padrona incontrastata. Molti di noi pensano che fa parte del nostro futuro, accadimento di là da venire: No essa è nella nostra vita, presente più di ogni ogni altro/a e ha appena divorato il secondo appena passato.
Il tempo è l'unico dono che la vita ci dà. E il presente è l'unico tempo dove possiamo interagire e vivere:Dove il passato è morte e il futuro immaginazione, il presente è luce, e con essa diamo vita agli oggetti e alla nostra quotidianità. Il futuro, con l'immaginazione, oscura il nostro presente, obbligando noi stessi a ridurre al minimo il tempo della nostra vita.
La maggior parte del nostro tempo lo dedichiamo ad aspettare e a pensare, immaginando, come fare del male a chi ci ha tradito, a chi ha osato oltrepassare il confine della nostra libertà.È un danno incalcolabile che non ha prezzo. La vera fortuna è vivere i nostri secondi il più intensamente possibile e non lasciarci sovrastare da ciò che domani o a li a poco dobbiamo affrontare.

Vivere come si pensa e non pensare come vivere.

Guido Gaeta

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