martedì 20 settembre 2011

I giovani, la scuola e la Costituzione secondo Aristotele

La nostra costituzione si ispira alla concezione aristotelica della scuola. Essa è pilastro dello Stato e meritevole di tutela. Ma essa si ispira alla Costituzione di Atene.


Per Aristotele, il grande filosofo di Stagira,

“il legislatore deve preoccuparsi soprattutto della educazione dei giovani e cioè della scuola: è questo che, negletto dallo Stato, rovina la democrazia. Bisogna che l'educazione dei giovani sia conforme e si adatti alla Costituzione democratica; in tal modo si difende la Costituzione stessa e la si attua fin dall'origine”. In altre parole, secondo Aristotele, insegnando ai giovani, fin dall'inizio, nelle scuole la Costituzione democratica, si difende la democrazia.


Aristotele afferma la necessità di difendere la scuola pubblica, per il bene generale

”poiché lo Stato, nella sua totalità, ha come unico fine il bene comune, è evidente di necessità che anche l'educazione deve essere unica e uguale per tutti, e che la cura della scuola deve essere pubblica e non privata, come invece adesso fa ognuno, prendendosi cura in privato dei proprio figli, impartendo loro l'insegnamento che gli piace (Aristotele deplorava che molti si rivolgessero ai sofisti per l'educazione dei figli). Egli prosegue “Delle cose comuni, comune deve essere anche l'esercizio. Nello stesso tempo nessuno dei cittadini deve ritenere di appartenere a se stesso (optando per la scuola privata), ma tutti allo Stato, perché ciascuno è parte dello Stato, e la educazione di ciascun giovane deve tener conto della educazione di tutti i giovani”.


Aristotele conclude riaffermando la supremazia della scuola pubblica come interesse dello Stato e della collettività, dicendo:

“Bisogna lodare gli Spartani: essi infatti prestano il più grande interesse all'istruzione dei giovani e dunque alla scuola, e la perseguono in comune attraverso la scuola pubblica. E' evidente che deve esserci una scuola statale sulla scuola e che questa deve perseguirsi in comune” (Aristotele Politica , editori Laterza. Libro ottavo p 263-264)

Il genio di Aristotele aveva compreso 2500 anni fa che lo Stato deve rifiutare del tutto la scuola privata e dedicare le maggiori risorse possibili alla scuola pubblica nell'interesse generale.


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