lunedì 29 ottobre 2012

L'istante

In questo momento, in questo istante, in questo mondo, nella notte, le parole dell'incubo, del sogno, dell'infanzia, della morte, non sono mai quelle che uno vuole dire. Ne pensa altre e altre ancora. La lingua ti castra, organo di conoscenza ma ti castra. Del fallimento di ogni poesia, poema, il detto è castrato dalla sua stessa lingua.
Lingua, organo della ri-creazione, del ri-conoscimento. Illuso, non quello della ri-surrezione.
Dice e offre, la negazione degli orizzonti di sofferenza con il suo tutto.
Forse una promessa ma nulla è promessa
Per tutto il detto, dicibile equivale alla menzogna, ché si può dire è bugia.
Il resto è silenzio nel tempo e nello spazio. Solo che il silenzio non esiste: no.
L'essenza delle parole non fanno l'amore ma fanno l'assenza.
se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questo momento, in questo istante, in questo mondo, in questa notte.
Straordinaria la notte con il suo silenzio
Quello che succede nell'anima non si vede
Quello che succede nella mente non si vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa cospirazione dell'invisibilità?
Nessuna parola è visibile.

venerdì 19 ottobre 2012

Ovunque, dovunque

Ovunque, dovunque una volta mi è bastato sapere, vedere:
strada, casa, mare con te mi salutano
il mondo insieme, giorno e notte. Tutto dappertutto, tu mi tempesti,
mi scaturisci sempre quel grido silenzioso: tanti dovunque sono ovunque in...nessun luogo!
La verità? Il principio e la fine di ogni giorno sei tu. Il mio pensiero sei tu. Potrebbe annientarsi tutto e tu restare, io continuerei ad essere. Ma se tutto persistesse e tu annientata, tutto diverrebbe a me estraneo: non mi sentirei più parte.

giovedì 18 ottobre 2012

Mito


Quel ch’è stato e che sarà non è la realtà. (R.R.)

Che assurdo e terribile abbandono, all'idea dell'eterno ritorno dell'uguale. Non c'è nulla di più terrificante di questa realtà. Tutto si ripete in eterno, senza che alcuna cosa riesca a mutare. Quel che è accaduto ieri, accade oggi e così per innumerevoli volte nel gioco del giorno e della notte. Destinato a ripetersi. Si avvita su sé stesso ed è paralisi nell'istante privo di senso. Il qui ed ora sono per sempre, con tutto il loro assurdo, insostenibile peso. Poi arriva il Mito e tutto cambia.
Solo una ed unica via d'uscita: il mito.
Non  dobbiamo rigenerare un epoca, basta il mito. Considerate i miti antichi, non sono altro che gli archetipi di eventi che sono collocati in un principio antecedente l’inizio stesso. Gli avvenimenti non si dipanano lungo una linea cronologica, ma si collocano in un spazio metafisico. A questo punto gli eroi, sconfitto il tempo, incarnato da creature spaventose, ascendono al cielo. Lassù i semidei, i miti, sono trasfigurati in scintillanti costellazioni.
Il mito è al di fuori del tempo. Le avventure dei semidei risaltano significati esemplare: la caducità trascesa nell'infinito. Così, e ne abbiamo bisogno, si avvera il sogno di un mondo salvato dal disfacimento o dalla perennità della caduta che non tocca mai il fondo. La vita si emancipa, si annulla, difronte all'errore primigenio, è redenta dalla sua insignificanza.


Che cos'è il mito, se non la verità che rifiuta di degradarsi nel verosimile?

lunedì 15 ottobre 2012

A me stesso!


Adesso lo puoi fare
Adesso senti che è giunto 
Adesso puoi fare ciò che ti piace.
Adesso e non aspettare domani.
Adesso e non allungare le ore del tempo
Adesso hai finito di calpestare i tuoi sogni
Adesso non puoi fermarti
Adesso non puoi avere più paura
Adesso non far si che la morte mangi la tua vita
Adesso non illuderti
Adesso non farti fagocitare dalla speranza, vera menzogna!
Adesso sei più forte della sorte

Adesso la tua energia è la tua vita
Adesso il tuo sogno deve diventare realtà
Adesso gli devi dare forma, 
Adesso, come calpestando l'erba formi il sentiero, 
Adesso, come il vento sulle dune
Adesso, come la pioggia sulla roccia
Adesso, puoi plasmare il tempo e se tutto in te senti che è come tu vuoi
adesso, fai le regole del gioco e... Cazzo!

Adesso, converti il tuo autunno in primavera.

venerdì 12 ottobre 2012

Ragazzi

Mi piaceva, quando eravamo ragazzi, ogni nostro male ci pareva come un castigo divino e io e tu e gli altri ci potevamo consolare. Allora parlare era diverso da quello che è in genere parlare, io smettevo di essere soltanto io e tu smettevi di essere soltanto tu e il tempo smetteva di essere quella cosa che deve passare in fretta perchè arrivino le vacanze o la domenica o l’essere grandi. Il tempo diventava con te una cosa da fermare in tanti attimi perfetti. In tanti momenti da ricordare e raccontare e tenere fra me e te come una specie di garanzia.

mercoledì 10 ottobre 2012

Qualcuno

Qualcuno twitta qualcosa riguardo ombre che riempiono le ore,lo scorrere dell'esistenza.

Qualcuno twitta di come ci si addormenti verso il mattino
ed il mattino passi.

Qualcuno twitta dicendo
di come il vento gonfi le tende ma non portano da nessuna parte.

Qualcuno twitta di come fermare il tempo ma il tempo continui.

Anche se qualcuno twitta così, invano in questa esistenza virtuale, qualcuno s'incontrerà e si amerà.

domenica 7 ottobre 2012

A noi, no!

Ti serve aiuto per cambiare il mondo
per risarcire il danno
per essere riconosciuto
per imprigionare l'ansia
per donare carità
per custodire le emozioni

A noi, no!
Per quelli come noi che hanno lottato, che come noi hanno creato, sognato
Che come noi hanno amato, odiato
che hanno lasciato.
Per quelli come noi che sono restati che hanno visto il prodigio,
un miracolo,
che hanno atteso la nostra voce,
da una stella,
non so da dove.
Le nostre parole sono più potenti e più grandi di noi due.
Le lasceremo e da lì la gente scoprirà la tua bellezza e la mia follia.

sabato 6 ottobre 2012

Non mi lasciare fuori

Non mi lasciare fuori,
non sbarrare la porta.
Entrerò nei tuoi sogni,
cercherò nel buio di vederti: quando sarò sazio, ti darò un bacio e me ne andrò.

Non vuoi amicizia.
Non vuoi amore perché è caos, perché fa vacillare la mente come lampioni scossi dal vento.
Tu ami tanto contrapporti alle cose.
Io amo essere per le cose.
La marea dell’amore, la notte, ti soffoca.

venerdì 5 ottobre 2012

Abitudini



Nel giorno, dalla mattina alla sera, gli eventi sono significativi ma i rumori lo sono di più, poiché scandiscono le ore, i minuti, i secondi della nostra giornata: il borbottio della caffettiera e il profumo del caffè che esce al mattino, l'acciottolio dei piatti nella lavapiatti nel primo pomeriggio, quel brusio che sovviene dalla strada nel crepuscolo. Tutti suoni familiari che accompagnano la nostra vita, forse simili a messaggi indecifrabili e altre volte a voci amichevoli, fraterne: nella realtà del giorno queste cose possiedono un non so ché di rassicurante e sono dei puntini sulle "i" di abitudini. 

giovedì 4 ottobre 2012

Non basta


L'estate è andata, fuggita
nulla ne rimane che un ricordo.
Era bello starsene al sole.
Eppur questo non basta.

Una foglia, una zanzara
un frammento d'aria
si è posata sulla mia mano.
Eppur questo non basta

Tutto è passato
il bene, il male
tutto passa invano,
forse chiaro e luminoso
Eppur questo non basta.

La sorte nella vita mi prendeva,
come la mamma con il suo bimbo mi proteggeva,
era intenta a salvarmi ed io ero davvero fortunato.
Eppur questo non basta.

Nulla è cambiato né fuoco è divampato
a bruciare sterpi e foglie
Nessuna vita e rami  spezzati
Il bianco cristallino del giorno
la notte fluorescente
Eppur questo non basta.

mercoledì 3 ottobre 2012

Cosa resta

È certo che noi siamo fantasmi, coloro che credono solo al loro passato.
Così a parlar di cieli da qui,
è una pagina strappata
dove stelle e comete si conficcano, schegge di grafite.
Cola via l'inchiostro e si spande, denso, nello spazio.

Arriverà il modo e tempo e mi domanderai: cosa resta?
Solo cadaveri di parole, come mosche e moscerini morti, ora lì, sullo stagno nero, galleggiano, nel nulla.