Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
giovedì 18 ottobre 2012
Mito
Quel ch’è stato e che sarà non è la realtà. (R.R.)
Che assurdo e terribile abbandono, all'idea dell'eterno ritorno dell'uguale. Non c'è nulla di più terrificante di questa realtà. Tutto si ripete in eterno, senza che alcuna cosa riesca a mutare. Quel che è accaduto ieri, accade oggi e così per innumerevoli volte nel gioco del giorno e della notte. Destinato a ripetersi. Si avvita su sé stesso ed è paralisi nell'istante privo di senso. Il qui ed ora sono per sempre, con tutto il loro assurdo, insostenibile peso. Poi arriva il Mito e tutto cambia.
Solo una ed unica via d'uscita: il mito.
Non dobbiamo rigenerare un epoca, basta il mito. Considerate i miti antichi, non sono altro che gli archetipi di eventi che sono collocati in un principio antecedente l’inizio stesso. Gli avvenimenti non si dipanano lungo una linea cronologica, ma si collocano in un spazio metafisico. A questo punto gli eroi, sconfitto il tempo, incarnato da creature spaventose, ascendono al cielo. Lassù i semidei, i miti, sono trasfigurati in scintillanti costellazioni.
Il mito è al di fuori del tempo. Le avventure dei semidei risaltano significati esemplare: la caducità trascesa nell'infinito. Così, e ne abbiamo bisogno, si avvera il sogno di un mondo salvato dal disfacimento o dalla perennità della caduta che non tocca mai il fondo. La vita si emancipa, si annulla, difronte all'errore primigenio, è redenta dalla sua insignificanza.
Che cos'è il mito, se non la verità che rifiuta di degradarsi nel verosimile?
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