Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
giovedì 30 agosto 2012
Ti voglio bene
Sei tu che Ti sbagli.
Credi di esserti allontanata,
e che io ti cerchi ansiosamente e non riesca più a trovarti?
No mia cara.
Ti tocco con i miei occhi,
con questi occhi, che sono buio e una stella.
La verità è che Ti trascinai sotto questa palpebra,
la chiusi e sei lì prigioniera, nei miei occhi.
Come credi di poter fuggire ai miei sensi?
(Come in una rete del cacciatore a cui
non sfugge mai una preda).
Scordatelo! Non mi lascerai più cadere dalle tue mani
come un mazzo di fiori appassiti,
Così, gettati per strada e calpestati
e da tutti infangati.
Ti ho voluto e ti voglio Tanto bene.
Ho pianto, con preghiere.
E ti amo ancora di più, intensamente, perché per te ho sofferto,
quando i tuoi pensieri non scrissero più lettere, non più lettere per me.
Ti chiamavo amica e signora e guardiana del mio faro
sull'isola, poiché tu eri l'isola.
Tu, l'ortolana del del mio frutteto,
e ce n’erano mille buone, e nessuna era quella giusta.
In piedi Ti fissavo e
non mi accorsi che il vaso
che conteneva la mia giovinezza, s'infranse e piccoli soli,
gocce ch’essa stillava, si dispersero nella sabbia.
Il tuo non è solo un ricordo ma un passaggio che è rimasto nei miei giorni,
come un profumo sta attaccato ad un abito,
(come quando entri in profumeria)
che inconsapevolmente lo accoglie solo
per portarlo sempre addosso.
martedì 28 agosto 2012
Cinquantanni
I cinquant'anni sono come
L'ultima ora del pomeriggio,
quando il sole tramontato
ci dispone spontaneamente alla riflessione.
Nel mio caso, tuttavia,
il crepuscolo mi induce al peccato.
Forse per questo,
arrivata alla cinquantina,
medito sul mio rapporto
con il cibo e l'erotismo,
le debolezze della carne,
che più mi tentano,
anche se, a ben guardare, non sono quelle
che più ho praticato.
"Quanto mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità. Quanto rammarico per tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana.
Ora che passeggio per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai miei sensi.
Mia zia Maria, quella che si trasformò lentamente in angelo e che quando morì aveva germogli di ali sulle spalle, aveva un profumo di lavanda e il suo ricordo è legata per sempre a quel profumo e a l'altro odore delle pastiglie alla violetta che immancabilmente aveva con se.
Quando andavo a trovarla o quando quell'incantevole signora faceva capolino per una visita, con il vestito a fiorellini di campo su fondo nero, illuminato con discrezione da un collier di perle e il capo regale, noi bambini le correvamo incontro e lei apriva con gesti rituali la sua vecchia borsetta, sempre la stessa, estraeva una scatoletta di latta dipinta e ci dava una caramella color malva."
28/08/2012
Adesso che ho superato questa soglia, che ha dir il vero pensavo fosse non raggiungibile per uno come me, adesso, dicevo, che ho superato anche tante gioie e soprattutto dolori e posso leggere ciò che è stato della mia esistenza, come una mappa piena di errori, adesso che sento una strana e scarsa compassione di me stesso e posso passare in rassegna la mia vita senza tanti sentimentalismi, perché ho trovato una relativa e strana pace, c'è una cosa che sinceramente lamento: la perdita dell'innocenza.
Mi manca quell'idealismo che mi faceva affrontare tutti gli ostacoli della gioventù, quando decidevo e riuscivo ancora a comprendere quella linea divisoria tra il bene e il male e mi faceva credere che potevo agire sempre e soltanto in accordo con principi inamovibili.
giovedì 23 agosto 2012
Il dolore
Il dolore è insinuante,
ti coglie impreparato,
nei tuoi punti deboli,
nelle tue false certezze
ed annulla la tua personalità,
negandoti ogni possibilità di fuga,
sei spiazzato e completamente nudo,
il dolore poi si posa, ci convivi,
fai pace con esso e ti diventa pure amico,
cominci a trovare nuovi stimoli,
nuove compromessi con lui,
sopravvivi e scopri che un giorno vivi,
il dolore resta ma fa parte di noi,
come una seconda pelle
e la vita riprende il suo ciclo di sempre,
Il dolore è disarmante,
ti penetra fino a stordirti,
fino ad annebbiarti e confonderti,
ti annulla, spiazzandoti
rendendoti vulnerabile, indifeso, fragile
assurdo e ridicolo.
Cerco Qualcuno ma non so chi è quello?
Scorrono i minuti, sparisce la primavera e non so chi è quello.
Con il cuore scoraggiato corro sempre,
cerco qualcuno nell'immensità,
corro sempre.
Le lacrime mi scorrono - eppoi si seccano: le nostalgie mi rapiscono sempre più lontano - eppoi si seccano!
L'anima mia vola verso l'Infinito
più lontano e ho nostalgia solo di quell'Infinito.
"Il dolore
Il dolore è un grigio taciturno postino,
col viso scarno e gli occhi celesti,
lisa la giacca scura e la borsa
che gli pende dalle gracili spalle.
Nel petto gli batte un orologio malandato.
Sbuca timido per le strade,
cammina lungo i muri delle case,
scompare in qualche porta.
Poi bussa: ecco una lettera."
Attila Joszef (poeta ungherese,1905-1937)
ti coglie impreparato,
nei tuoi punti deboli,
nelle tue false certezze
ed annulla la tua personalità,
negandoti ogni possibilità di fuga,
sei spiazzato e completamente nudo,
il dolore poi si posa, ci convivi,
fai pace con esso e ti diventa pure amico,
cominci a trovare nuovi stimoli,
nuove compromessi con lui,
sopravvivi e scopri che un giorno vivi,
il dolore resta ma fa parte di noi,
come una seconda pelle
e la vita riprende il suo ciclo di sempre,
Il dolore è disarmante,
ti penetra fino a stordirti,
fino ad annebbiarti e confonderti,
ti annulla, spiazzandoti
rendendoti vulnerabile, indifeso, fragile
assurdo e ridicolo.
Cerco Qualcuno ma non so chi è quello?
Scorrono i minuti, sparisce la primavera e non so chi è quello.
Con il cuore scoraggiato corro sempre,
cerco qualcuno nell'immensità,
corro sempre.
Le lacrime mi scorrono - eppoi si seccano: le nostalgie mi rapiscono sempre più lontano - eppoi si seccano!
L'anima mia vola verso l'Infinito
più lontano e ho nostalgia solo di quell'Infinito.
"Il dolore
Il dolore è un grigio taciturno postino,
col viso scarno e gli occhi celesti,
lisa la giacca scura e la borsa
che gli pende dalle gracili spalle.
Nel petto gli batte un orologio malandato.
Sbuca timido per le strade,
cammina lungo i muri delle case,
scompare in qualche porta.
Poi bussa: ecco una lettera."
Attila Joszef (poeta ungherese,1905-1937)
lunedì 20 agosto 2012
Perché tante stronzate
Perché l'orgasmo brucia tutto.
Perché quell'istante non si perpetua nell'infinito del tempo.
Perché attendo che me lo prenda in bocca come se fosse la cosa più meravigliosa del mondo e poi... poi mi aumenta il disprezzo.
Perché uso le parole, intrise di bugie, per accaparrarmi tutto quello che di lei ho necessità e voglia.
Perché una volta provato l'amore e le sue meraviglie, arrivo al punto di odiare, tanto da destabilizzare ogni rapporto.
Perché ho quell'amaro in bocca che non mi permette di continuare ma di troncare.
Perché non resto e sfuggo come se mi avessero dato calci in bocca.
Perché uso il Ti Amo come se fossero parole di suggello e poi ne diventa un triste fardello, e malinconia, e angoscia, e tutto il pentimento per averle osate.
Perché quell'istante non si perpetua nell'infinito del tempo.
Perché attendo che me lo prenda in bocca come se fosse la cosa più meravigliosa del mondo e poi... poi mi aumenta il disprezzo.
Perché uso le parole, intrise di bugie, per accaparrarmi tutto quello che di lei ho necessità e voglia.
Perché una volta provato l'amore e le sue meraviglie, arrivo al punto di odiare, tanto da destabilizzare ogni rapporto.
Perché ho quell'amaro in bocca che non mi permette di continuare ma di troncare.
Perché non resto e sfuggo come se mi avessero dato calci in bocca.
Perché uso il Ti Amo come se fossero parole di suggello e poi ne diventa un triste fardello, e malinconia, e angoscia, e tutto il pentimento per averle osate.
mercoledì 15 agosto 2012
La bugia
Per essere onesto, se dicessi la verità, sarebbe una bugia in più.
Quanto ci sarebbe di onesto? D'altra parte anche l'amore normale è una bugia.
Amare qualcuno è il desiderio di amare i propri desideri e l'amore è quell'invenzione dell'anima che ne diviene il bene più vero: il piacere dei sensi. Voglio dire che l'altra persona è come uno specchio dove facciamo riflettere i desideri, anche quelli più inconsci, che desideriamo amare. Tutto ciò che amiamo dell'altro non sono altro che i nostri desideri. E' questa la condizione perché possa nascere l'amore. Perché l'amore, l'innamoramento è l'invenzione di quella parte spirituale che abbiamo dentro. Ognuno di noi, inconsciamente,non accetta di essere schiavo del sesso: il piacere dei sensi. E inconsapevolmente lo nobilita, invischiandoci i sentimenti. E' una patologia, una malattia della mente. Gli uomini, senza saperlo, si raccontano una bugia.
Forse è bello ammalarsi di innamoramento, è bello sì, quando davanti a te c'è una persona.
Quando incontri lei, non riuscirai più a godere, poiché solo con lei avrai un orgasmo, che solo con lei riesci ad avere e che ti rende perdutamente innamorato. Si sostituisce ad ogni cosa. lei è il tuo specchio, il tuo cazzo, la sua fica: il piacere dei sensi. Diventa unica e insostituibile. Ti permette di illuderti, di fare l'amore in maniera normale con altri, mentre lo fai, ma ride alle tue spalle.
Abbiamo sempre bisogno di vivere in un mondo che ci tenga lontano dalle nostre frustrazioni
venerdì 10 agosto 2012
Innamorarsi
Innamorarsi è come guardare un cielo stellato dove c'è una stella che brilla più di ogni altra e, rubandoti lo sguardo, ti lascia attonito, a bocca aperta, vulnerabile agli occhi degli altri.
È l'ennesima prova di delirio che ridicolmente ti riduce schiavo di ineffabili prove che solo la tua anima concepisce, perseverando in un limbo primitivo e portandoti a calpestare il tuo io irrimediabilmente e perdutamente
È l'ennesima prova di delirio che ridicolmente ti riduce schiavo di ineffabili prove che solo la tua anima concepisce, perseverando in un limbo primitivo e portandoti a calpestare il tuo io irrimediabilmente e perdutamente
giovedì 9 agosto 2012
Parole
Ci sarà un mare da scoprire,
un punto di incontri e di parole,
dev'esserci un posto dove la chiave apra,
nell'infinito blu, questa porta.
Ci sarà un isola più a sud,
una corda più tesa e più vibrante,
una altro piano che suona in altra stanza
un altro tono più cantante.
Parole tarde, che non riescono a dire la metà di quel che sanno:
arrivano quando vogliono,
non sconfessano questo corpo vecchio e inadeguato.
domenica 5 agosto 2012
lascia...
E mi lasci così a rimirar le fluidi caduchi degli ulivi a terra
A fagocitar il tempo per sperar nel cambiamento
A rivoltar l'accadimento per ritrovar l'uscita
A perpetuar la menzogna dell'effimera speranza.
Tutto quello che ho diluisce nell'immenso mare
come ghiaccio al sole,
come erba fresca in arida steppa
come sale in acqua che bolle.
A fagocitar il tempo per sperar nel cambiamento
A rivoltar l'accadimento per ritrovar l'uscita
A perpetuar la menzogna dell'effimera speranza.
Tutto quello che ho diluisce nell'immenso mare
come ghiaccio al sole,
come erba fresca in arida steppa
come sale in acqua che bolle.
sabato 4 agosto 2012
Il dubbio
Tu pensi di saperlo?
Non puoi, noi non possiamo saperlo! Sogniamo e ci incantiamo ma siamo oppressi da pensieri, da un manto d'ignoranza e di auguste chimere!
Dispettose scimmie d'uomini caduti dalla vulva delle madri, convinti di conoscere di sapere ma la nostra pallida ragione ci nasconde l'infinito!
Non andiamo oltre e ci soffermiamo in superficie senza che, incauti, ne comprendiamo il senso. Ci lasciamo pervadere da effimeri coinvolgimenti e
non vogliamo guardare.
Allora viene il dubbio e ci punisce!
Il dubbio, brutta bestia, uccello lugubre, che ci colpisce con la sua ala...e l'orizzonte si dilegua in un'eterna fuga!
Non puoi, noi non possiamo saperlo! Sogniamo e ci incantiamo ma siamo oppressi da pensieri, da un manto d'ignoranza e di auguste chimere!
Dispettose scimmie d'uomini caduti dalla vulva delle madri, convinti di conoscere di sapere ma la nostra pallida ragione ci nasconde l'infinito!
Non andiamo oltre e ci soffermiamo in superficie senza che, incauti, ne comprendiamo il senso. Ci lasciamo pervadere da effimeri coinvolgimenti e
non vogliamo guardare.
Allora viene il dubbio e ci punisce!
Il dubbio, brutta bestia, uccello lugubre, che ci colpisce con la sua ala...e l'orizzonte si dilegua in un'eterna fuga!
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