Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
giovedì 30 agosto 2012
Ti voglio bene
Sei tu che Ti sbagli.
Credi di esserti allontanata,
e che io ti cerchi ansiosamente e non riesca più a trovarti?
No mia cara.
Ti tocco con i miei occhi,
con questi occhi, che sono buio e una stella.
La verità è che Ti trascinai sotto questa palpebra,
la chiusi e sei lì prigioniera, nei miei occhi.
Come credi di poter fuggire ai miei sensi?
(Come in una rete del cacciatore a cui
non sfugge mai una preda).
Scordatelo! Non mi lascerai più cadere dalle tue mani
come un mazzo di fiori appassiti,
Così, gettati per strada e calpestati
e da tutti infangati.
Ti ho voluto e ti voglio Tanto bene.
Ho pianto, con preghiere.
E ti amo ancora di più, intensamente, perché per te ho sofferto,
quando i tuoi pensieri non scrissero più lettere, non più lettere per me.
Ti chiamavo amica e signora e guardiana del mio faro
sull'isola, poiché tu eri l'isola.
Tu, l'ortolana del del mio frutteto,
e ce n’erano mille buone, e nessuna era quella giusta.
In piedi Ti fissavo e
non mi accorsi che il vaso
che conteneva la mia giovinezza, s'infranse e piccoli soli,
gocce ch’essa stillava, si dispersero nella sabbia.
Il tuo non è solo un ricordo ma un passaggio che è rimasto nei miei giorni,
come un profumo sta attaccato ad un abito,
(come quando entri in profumeria)
che inconsapevolmente lo accoglie solo
per portarlo sempre addosso.
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