Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
martedì 28 agosto 2012
Cinquantanni
I cinquant'anni sono come
L'ultima ora del pomeriggio,
quando il sole tramontato
ci dispone spontaneamente alla riflessione.
Nel mio caso, tuttavia,
il crepuscolo mi induce al peccato.
Forse per questo,
arrivata alla cinquantina,
medito sul mio rapporto
con il cibo e l'erotismo,
le debolezze della carne,
che più mi tentano,
anche se, a ben guardare, non sono quelle
che più ho praticato.
"Quanto mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità. Quanto rammarico per tutte le occasioni di fare l'amore che ho lasciato correre per occuparmi di lavoro in sospeso o per virtù puritana.
Ora che passeggio per i giardini della memoria, scopro che i miei ricordi sono associati ai miei sensi.
Mia zia Maria, quella che si trasformò lentamente in angelo e che quando morì aveva germogli di ali sulle spalle, aveva un profumo di lavanda e il suo ricordo è legata per sempre a quel profumo e a l'altro odore delle pastiglie alla violetta che immancabilmente aveva con se.
Quando andavo a trovarla o quando quell'incantevole signora faceva capolino per una visita, con il vestito a fiorellini di campo su fondo nero, illuminato con discrezione da un collier di perle e il capo regale, noi bambini le correvamo incontro e lei apriva con gesti rituali la sua vecchia borsetta, sempre la stessa, estraeva una scatoletta di latta dipinta e ci dava una caramella color malva."
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