martedì 16 settembre 2014

Di diverso, dall'amore...



"Non sarà certamente Vladimir Putin a vincere la guerra né tanto meno Obama o Rockfeller ma neanche il Papa, Maometto o Mao, Adolf Hitler o Josif Stalin o la Banca Rothschild. No! La guerra è stata vinta da l’unica vera Troika che davvero conta sul pianeta: David Zuckerberg, insieme a Mr.Google e Mr. Amazon insieme anche a Mr.Yahoo e Mr.Chong- questi complessivamente, hanno interessi azionari corposi dentro tutte le più importanti agenzie finanziarie del pianeta, alle quali gestiscono, attraverso consociate e sottomarchi, per lo più anonimi, la parte tecnologica e di diffusione dei dati, unica al mondo.

Immaginate -tanto per fare un esempio banale- una futura prossima mattinata, diciamo da qui a venti giorni, in cui i tre giovanotti della Troika insieme agli altri due, si incontrano in una modesta stanzetta per fare una telefonata. Quando si sentono pronti, chiamano la segretaria e le ordinano: “Signorina, tra dieci minuti esatti chiami Rockfeller, Rothschild, Hitler, Mao e Stalin e gli altri dieci della lista e dica loro che dobbiamo fare un comunicato della massima urgenza in video-conferenza criptata”.
Si bevono un buon caffè e poi li chiamano. Annunciano loro. “Signori, tra cinque minuti esatti, noi stacchiamo la spina, arrivederci….a meno che….”
E così il pianeta rimane senza facebook, senza twitter, senza i collegamenti della rete, senza posta elettronica, senza wikipedia e la gente va fuori di testa. Oltre al fatto che vengono bloccate le transazioni finanziarie in tutto il globo. Senza neppure sparare un colpo di pistola, i nostri amici costringerebbero tutti, da Obama a Putin e l’intera compagnia cantante del globo, a scendere a patti con loro.
Forse si è già verificato, ma io non ne sono al corrente.
Certo non ce lo vengono a dire, se è accaduto.

Lo scenario è basato su una ipotesi fantascientifica e comunque penso che questo sia lo scenario dentro al quale viviamo.
C’è chi se ne accorge e chi non se ne accorge, chi si adatta e chi non si adatta, e chi sta già provvedendo a munirsi di adeguata strumentazione interna per vivere (come umano pensante) a dispetto dei vincitori.

La guerra in Medio-Oriente, quella dell’Isis, quella in Ucraina, più le altre di cui non si parla, le ha vinte già la Troika che gestisce la multimedialità in rete, mica i soldati. Basti vedere le reazioni di massa (vere e proprie ondate) sui social network a seconda di certi accadimenti specifici.

La particolarità di questa guerra è unica nella Storia della Civiltà: per la prima volta i vincitori non si manifestano. 

Per la prima volta non si pavoneggiano, non si mostrano, non divulgano.
Anzi.

Meno si parla dei loro affari, meglio è per loro.

Se pensate che tutte queste guerre siano davvero per i motivi che ci dicono, vi sbagliate di grosso; questa era una modalità da anni’80 che è saltata nel 1992.
Tutto qui.

Fine del post e buon tutto a tutti

mercoledì 22 gennaio 2014

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge


Dai un appuntamento ad una ragazza che spende il suo denaro in libri anziché in vestiti. Lei ha problemi di spazio nell’armadio perché ha troppi libri. Dai un appuntamento ad una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la tessera della biblioteca da quando aveva dodici anni. 

Trova una ragazza che legge. Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro ancora da leggere nella sua borsa. È quella che guarda amorevolmente sugli scaffali di una libreria, quella che tranquillamente emette un gridolino quando trova il libro che vuole. La vedi odorare stranamente le pagine di un vecchio libro in un negozio di libri di seconda mano? Questo è il lettore. Non può resistere dall’odorare le pagine, specialmente quando sono gialle. Lei è la ragazza che legge mentre aspetta in quel caffè sulla strada. Se dai una sbirciatina alla sua tazza, la sua panna non proprio fresca galleggia in superficie perché lei è già assorta. Persa nel mondo dell’autore. Siediti. Potrebbe darti un’occhiataccia, poichè la maggior parte delle ragazze che leggono non amano essere interrotte. Chiedile se le piace il libro. Offrile un’altra tazza di caffè.

Falle sapere ciò che tu davvero pensi di Murakami. Vedi se sta leggendo il primo capitolo di Fellowship. Cerca di capire che se dice che ha compreso l’Ulisse di Joyce, lo sta solo dicendo perché suona intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere Alice. 

È semplice dare un appuntamento ad una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e gli anniversari. Falle il dono delle parole, in poesia, in musica. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che tu comprendi che le parole sono amore. Capisci che lei sa la differenza che c’è fra i libri e la realtà ma che per dio, lei sta cercando di rendere la sua vita un poco simile al suo libro preferito. Se lo fa, non sarà mai colpa tua. Ha bisogno di essere stuzzicata in qualche modo. Mentile. Se comprende la sintassi, capirà che hai la necessità di mentirle. Oltre le parole, ci sono altre cose: motivazione, valore, sfumature, dialogo. Non sarà la fine del mondo. 

Deludila. Perchè una ragazza che legge sa che il fallimento conduce sempre al culmine. Perché le ragazze come lei sanno che tutto è destinato a finire. Che tu puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi iniziare ancora e ancora ed essere nuovamente l’eroe. Che nella vita si possono incontrare una o più persone negative. Perché essere spaventati da tutto ciò che tu non sei? Le ragazze che leggono comprendono che le persone, come i caratteri, si evolvono. Eccetto che nella serie di Twilight. 

Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due di notte stringere un libro al petto e piangere, falle una tazza di the e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore ma tornerà sempre da te. Lei parla come se i personaggi del libro fossero reali perché, per un po’, lo sono sempre. 

Chiedile la mano su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto casualmente la prossima volta che lei sarà malata. Mentre guardate Skype. Le sorriderai apertamente e ti domanderai perché il tuo cuore ancora non si sia infiammato ed esploso nel petto. Scriverete la storia delle vostre vite, avrete bambini con strani nomi e gusti persino più bizzarri. Lei insegnerà ai bimbi ad amare Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Camminerete insieme attraverso gli inverni della vostra vecchiaia e lei reciterà Keats sottovoce , mentre tu scrollerai la neve dai tuoi stivali. 

Dai un appuntamento ad una ragazza che legge perché te lo meriti. Ti meriti una ragazza che possa darti la più variopinta vita immaginabile. Se tu puoi solo darle monotonia, e ore stantie e proposte a metà, allora è meglio tu stia da solo. 
Se vuoi il mondo e i mondi oltre ad esso, dai un appuntamento ad una ragazza che legge.
O, ancora meglio, dai un appuntamento ad una ragazza che scrive. 


Rosemarie Urquico

giovedì 5 settembre 2013

Vero

"Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una parola, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Quindi egli chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto che lo era.

Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso. Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.

Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all'interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime 'si'. '

Il professore estrasse quindi due birre da sotto il tavolo e versò l'intero contenuto nel barattolo, effettivamente si riempirono gli spazi vuoti. Gli studenti iniziarono a ridere ..

'Ora', disse il professore non appena svanirono le risate 'Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita. Le palle da golf sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni preferite - e se tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita sarebbe ancora piena. I sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la macchina.. La sabbia è tutto il resto - le piccole cose.

'Se mettete la sabbia nel barattolo per prima,' ha continuato, 'non c'è spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso vale per la vita.

Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose che sono importanti per voi.

Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità.

Trascorrere del tempo con i vostri bambini. Trascorrere del tempo con i tuoi genitori. Visita i nonni. Prendete il vostro coniuge a portatelo a cena fuori. Gioca un altro 18 anni. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa e falciare il prato.

Prenditi cura delle palle da golf prima - le cose che veramente contano. Stabilisci le tue priorità. Il resto è solo sabbia.

Uno degli studenti alzò la mano e chiese cosa rappresentasse la birra. Il professore sorrise e disse: 'Sono contento che hai chiesto.' Le birre dimostrano che non importa quanto piena possa sembrare la vostra vita, c'è sempre spazio per un paio di birre con un amico."

martedì 27 agosto 2013

Colpo di stato.

"Colpo di Stato: manuale pratico". 

L'autore è Edward Luttwak, un esperto militare che è stato anche consigliere di Ronald Reagan, guerrafondaio e tiranno.

Egli spiega, in questo libro, come il colpo di Stato non debba essere per forza incentrato sull'uso della forza e delle masse, non un golpe militare, ma uno di tipo silenzioso che si appropri degli apparati dello Stato dall'interno.

Perché mi riferisco a questo libro? Perché spiega anche come trattare gli oppositori.

Nel Capitolo 4 l'autore afferma che è "essenziale evitare spargimenti di sangue, perché questo può avere ripercussioni negative".

Ancora...

"Le masse... il loro atteggiamento verso il nuovo regime dopo il golpe sarà, alla lunga, decisivo. Il nostro compito immediato sarà di imporre l'ordine pubblico, ma il nostro obiettivo di lungo termine sarà guadagnare l'accettazione delle masse, sì che L'USO DELLA COERCIZIONE FISICA NON SIA NECESSARIO."... il nostro STRUMENTO in questa direzione sarà il CONTROLLO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE di massa...".

"L'azione dei media sarà mirata a convogliare la realtà e la forza del colpo, anziché giustificarlo"

Qui viene la parte migliore:

"Ogni individuo che si oppone dovrà operare in isolamento. Quindi dobbiamo fare ogni sforzo per sopprimere quel genere di notizie. Se qualche resistenza compare, dobbiamo SOTTOLINEARE CON FORZA CHE ESSA VIENE DA ISOLATI, OSTINATI INDIVIDUI, MAL INFORMATI E DISONESTI, che non sono affiliati a nessun gruppo o partito importante. Il lavoro costante sul tema dell'isolamento farà APPARIRE LA RESISTENZA INUTILE E PERICOLOSA".

"Faremo uso di SELEZIONE adatta di FRASI SGRADEVOLI (per esempio ANTI-AMERICANISMO, ANTISEMITISMO... oppure, aggiungo io, SCIACHIMISTA... PARANOICO OSSESSIONATO.... ) Anche se il loro significato è stato oscurato dal loro normale uso costante e deliberato, esse restano utili come indicatori del nostro impeccabile nazionalismo".

In queste frasi qualcuno si è forse riconosciuto?

Tu, ventenne, non hai ancora colpe, vattene!

E tu che colpe hai. Che colpe hai tu che hai ormai superato gli ottanta anni, tu che hai visto la guerra e sofferto la ricostruzione e maneggiato la povertà e pietrificato lo sguardo su angosce e mistificazione e ascoltato il dubbio e atteso l'eroe che ti conducesse per mano. Tu, che colpe hai, tu. Tutte. 
E tu che colpe hai. Tu che hai superato i settant'anni, tu nato nella libertà, nella repubblica dei coscienti che hai dato vita alla costituente, che hai operato nell'incerto per il certo, che hai fomentato la tolleranza; che colpe hai tu che hai sempre aiutato e continui ad aiutare i tuoi figli che altrimenti vivrebbero sotto i ponti. Che colpe hai, tu. Tutte. 
E tu sessantenne o cinquantenne di sta cippa, figlio dei baby boomers, che hai solo usato e strausato la macchina del progresso, che hai goduto al meglio dei vantaggi, che hai operato diseguaglianze e generato infinite categorie, che ascolti Ballarò e ti fai un'idea con Vespa, che sei affetto della più terribile malattia di questo e dello scorso secolo: l'indifferenza. Che colpe hai, tu. Tutte. 
E tu quarantenne, generazione degli esausti, che colpe hai. La chiamano lost generation, quelli che arrivano troppo tardi, che decidono di fare i figli proprio nel momento di svettare, che si ritrovano con incombenze troppo stressanti. Che non trovano lavoro e una volta trovato, devono tirare la carretta soli, a metà tra figli piccoli da accudire e genitori anziani, apparentemente arzilli e senza rughe, in realtà bisognosi eccome di cure. Senza godimento alcuno, sofferente e basta. Che colpe hai, tu. Le tue, sono tutte tue. 
E tu trentenne ma soprattutto tu, ventenne... beh, te lo dico con parole rubate in altro giardino ma se proprio guardi bene,  sono anche nel mio, dal profondo del mio cuore: 

“Se hai vent’anni vattene dall’Italia. A un ragazzo che oggi compie 20 anni direi di andare via dall’Italia. Gli direi di prendere la borsa, il cellulare, due libri e un po’ di musica e lasciare questo paese. Vattene perché se hai vissuto i tuoi primi 20 anni in questa nazione non hai visto niente dei cambiamenti del mondo. Sei rimasto indietro. Hai vissuto 20 anni di dibattito pubblico schiacciati sullo scontro pro o contro Berlusconi. Uno scontro fatto di puttane, “giudici comunisti” e Nesta/Balotelli. Uno scontro che ha lasciato un manipolo di anziani a dibattere in tv di un paese che non c’è. Spegni la tv, non imparerai niente da Ballarò o da Servizio Pubblico. E chiudi anche le dispense, la cultura non è una pillola da mandar giù. Ti direi di andartene perché hai vissuto 20 anni con le stesse metro – ah no a Roma hanno aperto la B1 –, con gli stessi palazzi, con gli stessi Intercity – il Frecciarossa non è alla portata di un ventenne -, con gli stessi regionali. Dovresti andare via per guardare come sono cambiate Londra, Parigi, New York in questi 20 anni. Sei nato all’alba della primavera dei Sindaci ma nel frattempo sei diventato maggiorenne e attendi ancora la linea C a Piazza San Giovanni in Roma. Per te non è cambiato nulla ma il resto del mondo ha corso. Come non mai. Se fossi partito avresti visto la più grande biblioteca d’Europa traslocare da un Palazzo del XVII secolo ad uno consono alla fruizione della cultura. Perché i libri, i reperti, non servono a nulla se non possono essere fruiti. Avresti visto una metropolitana che viaggia a 90km/h senza conducente costruita in 5 anni. Avresti visto un paese – il Sud Africa – passare dalla segregazione razziale ad ospitare i Mondiali. Fai una cosa: vattene. Non ascoltare chi ti dice che solo chi resta resiste davvero. Lascia questo paese, meticciati. Scopri la bellezza di altri corpi e di altri odori. Di altri cibi. Fai politica. Sì, fai politica. Perché non è tutto una “merda”. Ma scegliti altri maestri. Un buon politico non è un imbonitore ma un uomo che si carica sulle spalle la visione di un paese, nonostante i voti. Guarda Invictus. Dimentica Genova. Lì hanno ucciso una generazione, non farti fermare anche tu. Non ascoltare quella canzone “poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare” è bellissima ma viene da un’altra epoca. Ho amato Peppino e la Sicilia ma ho anche imparato che le catene non coincidono con questo sentimento. Eduardo avrebbe detto Fujetevenne. Io ti scrivo vattene. Vattene per imparare che non è vero che una laurea ti forma. Vattene perché la festa che i tuoi vogliono organizzare è una pagliacciata di cui non hai bisogno. Ciò che hai in mano è un pezzo di carta, non conta niente. Non c’è nulla da festeggiare. Si festeggia il futuro, non il passato. Vattene via perché altrimenti anche a quarant’anni ti diranno che sei giovane. Non è vero. Vattene perché non devi leggere i giornali che aprono con le violenze per una partita di calcio. Non è giusto. Il calcio è solo uno sport. Parti, lasciaci qui, come i dannati di un inferno da noi stessi generato. Va via! Prendi un volo per il nord e respira la bellezza del senso di comunità. Perché la vicina che ti dà lo zucchero non c’entra nulla con l’empatia. E’ un modo per sperare che un giorno anche tu farai lo stesso… Se così non fosse non ci sarebbe il vociare dei condomini al tuo passaggio. Perché essere più di sé stessi, essere una collettività è la condivisione costante e silenziosa delle regole che consentono a tutti di andare avanti. E questo noi non sappiamo neanche cosa sia. Collettività non è svegliarsi una mattina e ricostruire ciò che è andato in fumo ma lavorare ogni giorno nel silenzio. Non ascoltare gli eroi. Questa nazione non ha bisogno di loro. E’ il contrario, sono loro a nutrirsi di questo paese perché senza i suoi mali non potrebbero vivere. Parti e torna solo se sarai convinto che è giunto il tuo tempo. Torna solo se hai visto il cambiamento e pensi sia giusto riportarlo indietro. Torna con i sogni di un ventenne e le spalle di un adulto.”

giovedì 22 agosto 2013

Minuetto

Improvvisamente arriva e tu, ti oscuri diventando sospettosa.
E' una storia antica, una storia gentile, dei tempi lenti, quando c'era il tempo.
Un uomo e una donna, si corteggiano delicatamente.
Con i desideri nelle mani e sogni tra le labbra.
Ogni gesto del corteggiamento è un inchino del minuetto.
Mentre tutt'intorno è un generale vaffanculo.
Semplici parole, semplici gesti che vogliono solo dire "quanto sto bene con te"
Questo è il momento purissimo, quando niente è stato detto e gli altri non lo sanno.
Non sottrarre gioia alla gioia con i sospetti, la naturalezza è la linfa del corteggiamento.
In altri tempi le cose andavano diversamente, oggi siamo noi a decidere...
del nostro minuetto.

sabato 20 luglio 2013

La mattina

La mattina, mi perdo nelle parole
Scriverti è come recitare una preghiera.
Non posso far di peggio,
anche se io so fare di meglio.
Ciò accade la mattina presto,
mentre l'odore dei fiori
mi tiene il viso tra le mani,
mentre tutti dormono,
mentre i miei pori si dilatano,
mentre sogno di contenere il mondo
come un barile senza fondo,
succhiandomi le dita di tanto in tanto.
Mentre rassetto la cucina
cerco di tappare l'universo con una penna.
La prendo,
nascondendomi dietro il profumo del caffè
cercando di adeguarmi nell'assurdo
mentre il mio corpo e la mia mente si aprono.
Con la penna cucio un vestito di luna, di sole
rubo la vita che non mi appartiene
come un ladro prenderebbe
la chiave di un forziere,
e scrivo un pensamento
per raggiungere te che,
contro ogni legge,
considero mia.