venerdì 30 settembre 2011

È proprio vero che vedere il bicchiere mezzo pieno aiuta ad affrontare i problemi in un mondo più che mai pieno di stronzi mezzi vuoti.

Osserviamo così come i nostri occhi sono abituati ad osservare e vediamo solo quello che siamo abituati a vedere facendoci delle opinioni limitate a ciò che memorizziamo e che limitatamente abbiamo visto e osservato. La nostra finestra che si affaccia sul mare, difficilmente potrà avere lo stesso panorama sui monti e viceversa. Ma se noi decidiamo di muovere il culo e andare sui monti, avremo la possibilità di vedere tutte le finestre e panorami messi insieme.

© riproduzione riservata


giovedì 29 settembre 2011

Si può morire nel trionfo, così come la polvere da sparo e il fuoco che si consumano al primo bacio?

L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante.

Ieri ero con amici e mi sono reso conto quanti di questi la mattina quando si svegliano vedono la vita come un fuoco spento. Li esorto a guardare sotto la cenere perchè lì forse, c'è ancora un pò di brace che arde; ma loro non guardano non hanno voglia o la forza di soffiare.
Quando queste anime giungono a questa apatia, sono ormai giunti in un limbo tenebroso e sono come «ombre che passeggiano».
Non hanno più il desiderio di ricominciare, già cadaveri ambulanti e privi di vigore per pensare, creare, donare.
In un ideale doppia partita a volte ci ritroviamo ad alencare i beni ed i mali accaduti nella nostra vita ma siamo oltremodo privi di riconoscenza verso i beni positivi e lamentosi verso i mali oscuri. Una tiritera di lamenti che ci vomitiamo quando c'incontriamo. Riusciamo ad intravedere solo il peggio, che ci infligge il coltello nell'anima e nella carne. Mentre tutte le gioie sono come acqua che scorre sulla pelle, come dovuto. Così i valori dei favori che consideriamo ovvi e scontati: l'aria, l'acqua, la bellezza del mondo, le amicizie.
Dopo tutto dobbiamo essere solo grati per tutto ciò che la sorte ci ha donato.

Ma io li pungolo così come quando anche a me è capitato di attraversare questi momenti oscuri e loro, con fare amichevole, mi hanno spinto a prendere a piene mani il giorno.
Sì, perché ogni alba che si schiude è un inizio verso l'avventura della vita.
Io, per primo, ogni mattina mi sveglio e sò che la giornata che si apre, non è quasi mai uguale alla precedente, in una sorta di autostrada delle immagini dove le sorprese sono sempre mutevoli.

Sono certo che, pur se tutto può sembrare monotono nel ritmo casa-lavoro, anche molti di chi mi legge, ricominciano le loro giornate con una carica implicita, quella ad esempio dell'amore per la loro famiglia, per i loro cari, a cui stanno donando il loro tempo e le loro energie.

Ricordiamoci che se osserviamo bene troveremo quella forza che dona e moltiplica il vigore. Che darà le energie ai giovani che faticano e si stancano, agli adulti che inciampano e cadono.
Quella forza mette le ali a chi la cerca e li aiuterà a camminare.
© riproduzione riservata

martedì 27 settembre 2011

Voglio

Io voglio! Voglio e voglio con tutto me stesso. 
Provo uno slancio straordinario verso gli obbiettivi più belli. 
Non ho tempo da perdere solo a questa condizione la vita sarà finalmente un beneficio; 
altrimenti sarà una perdita di tempo e per giunta priva di significato.

Devo assumermi un comportamento tale, in modo che il tempo sia tutto mio; ma affinchè lo sia, devo prima essere padrone di me stesso. E questo avverrà quando disprezzerò la buona e la cattiva sorte e riuscirò a sedare tutte le passioni riducendole ad un unico dominio: il MIO! ed esclamare: "Ho vinto!" 

Ho vinto l'avarizia, l'ambizione... il timore della morte.


lunedì 26 settembre 2011

innamorarsi

Innamorarsi è come guardare un cielo stellato dove c'è una stella che brilla più di ogni altra e, rubandoti lo sguardo, ti lascia attonito, a bocca aperta, vulnerabile agli occhi degli altri.

È l'ennesima prova di delirio che ridicolmente ti riduce schiavo di ineffabili prove che solo la tua anima concepisce, perseverando in un limbo primitivo e portandoti a calpestare il tuo io irrimediabilmente e perdutamente.

Gg

Semplice

Semplice non forbito, sacrificandomi per ciò che scrivo.
Forse una via di fuga.
Giusto, sbagliato cosa importa, se non l'averlo ritrovato?
Loro pasteggiano con le mie parole.
Ma alla fine rimangono pensieri e qualche volta, forse, arrivano a chi non mastica e ha il dono dell'ascolto, nel silenzio.
Gg

Con le sceneggiature, le scenografie, le musiche

si sono montate idee e pensieri di meraviglia attonita. Li abbiamo visti e vissuti: ci hanno strappato e trasportato lì dove le emozioni vivono d'immenso, dall'inizio alla fine. E quando la mente ha finito di viverli, il cuore ha iniziato il suo sogno.
Con gli sguardi, le parole, i sensi si sono montati Amori. Follemente ci hanno fatto scalare montagne, attraversare deserti, solcare oceanici e quando la mente ha iniziato il suo sogno, il cuore ha decretato la sua fine.




Solo se affondi lo sguardo al cielo, sia essa o no notte di stelle,capisci quanto il tuo animo di bimbo è ancora in te e

quanto ancor puri i tuoi sogni.



venerdì 23 settembre 2011

La folla

Eppure ci sono uomini che hanno sempre la folla dalla loro parte. Sono talmente sicuri di sé quanto lo sono del mondo. Ma perché alla folla piacciono questi uomini? Perché la folla non cerca prove ma asserzioni? Perché alla folla le prove la inquietano, tanto da metterla in soggezione?
La folla è semplice e ha bisogno solo di cose semplici. Non bisogna spiegarle nulla, né per un motivo né per un altro. La folla vuole sapere solo il si e il no.
È talmente parca nelle sue decisioni che preferisce, nel suo appiattimento celebrale, le asserzioni esemplificative, che l'addentrarsi in discussioni dove c'è bisogno di documentare e con coerenza argomentare. Preferisce che taluni uomini gli dica si o no, così anche banalmente. Con la convinzione che la verità è nell'asserzione netta e che questo parlar chiaro sia il suo sinonimo. Con l'illusione anche di essere intelligente e dotata.
La folla non comprende, invece, quanto le faccende dell'umanità hanno bisogno di ricerca e approfondimento.

Io ho bisogno di un segno, di un piccolo segno di rispetto, nei confronti della dignità e dell'intelligenza delle persone.


Gg



Volete comprendere qual è il momento giusto per prendere una decisone?



Avete la necessità di liberarvi da quelle attività attraenti e dannose ma non ne conoscete il modo?
Vi sono delle scelte e delle verità che per essere ben dimostrate o prese, richiedono la viva voce della persona presente nel momento e posto giusto. Non può un medico sapere se il nostro male viene dallo stomaco o dalla gola, se non ci ausculta i polmoni o ci tocca il polso. Anche un antico proverbio dice che il gladiatore prende le sue decisioni quando scende nell'arena e osserva l'avversario negli occhi e i suoi movimenti.

Si può prescrivere e scrivere ciò che di solito c'è e si deve fare. E sulle cose solite, quotidiane si possono dare consigli che valgono per tutti. Altra cosa è invece capire quando e come, quella cosa debba essere fatta. In questo caso nessuno può dare un consiglio da lontano ma solo con l'attento esame dei fatti puoi deliberare una scelta. Anzi non solo bisogna essere presenti ma con gli occhi ben aperti per cogliere l'occasione e il momento giusto.

Guardiamoci dunque intorno, cerchiamo questa occasione e se l'abbiamo veduta, cogliamola con tutto l'impeto e con tutte le forze e liberiamoci da quegli incarichi attraenti e dannosi.

QCHS!

Quello che ho scritto



  • Gli occhi inondati, gli sguardi lacerati!

Ma avete visto quegli occhi?

Forse no altrimenti non avreste chiuso i vostri e girato le spalle. Un consiglio: Per capire quegli occhi, dovete cambiare i vostri!

  • Solo se affondi lo sguardo al cielo, sia essa o no notte di stelle, capisci quanto il tuo animo di bimbo è ancora in te e quanto ancor puri i tuoi sogni

Solo il Profumo emanato da queste parole, ti danno la certezza assoluta della meravigliosa opera della mente umana. Leggerle, della profondità dell'intelletto. Ripensarle, ...a respirarle nel tuo cuore!

  • La sensazione, che la descrizione di un attimo, è la certezza di una risposta imminente, di un fuoco che arde con la legna bagnata.

Verra un giorno e avrà i Tuoi occhi!

  • Aspetterò con ansia la sceneggiatura della tua vita e spero che io possa musicarla.

Ho cercato di dipingerti con le parole, sul quadro del mio infinito Amore. Tu hai preferito appenderle, in una stanza buia e serrarle, affinchè niente e nessuno potesse costringerti a leggerle.

  • Ma perché non me lo hai detto!? Avrei provveduto a dare il meglio di me. Adesso ti accontenterai di ció che io desidero negarmi.

Non capisco. Non riesco più a mettere a fuoco. Praticamente vedo tutto sfocato. Con il passare degli anni e l'esperienza acquisita, invece di essere capace a discernere il bene dal male, mi ritrovo a non distinguere come al mio solito riesco. Passeggiare in un mondo sfocato dove riflessi e figure, appaiono come ombre non ben identificate. Cerco , mi sforzo. Che strano mondo quello del cecato.

  • M'insegnerete ancora tante cose con il vostro affetto. M'insegnerete a cancellare per riscrivere, a osservare e non guardare, a camminare e non correre, a raccogliere e non gettare. Sarà una conferma continua, poiché si vive essenzialmente delle cose che si toccano solo con il cuore.

CERCHERO’ DI COMPRENDERE MEGLIO QUELLO CHE TU DICI. Anzi procederò a pormi meno domande e fare di quella manciata di parole che mi hai trasmesso, oro colato. Vorrei ma non credo di potercela fare a rimproverare più di tanto l’animo. Mi assumerò dapprima il ruolo di accusatore, poi di giudice, da ultimo quello di intercessore; e talvolta mi punirò.

  • Il linguaggio è importante per esprimere un concetto o una verità. Le parole da utilizzare devono essere semplici e sommesse poiché rimangono indelebili nella mente di chi ti legge e ascolta. Poi se cadono in un terreno adatto e fertile sono come semi che attecchiscono e crescono. Da semplici e sommesse parole, diventano grandi parole, sprigionando tutta la forza insita nel loro significato, raggiungendo il massimo sviluppo. Così è anche per la ragione: se la osservi non è grande e cresce solo nell'agire. Sono poche le cose che dobbiamo dire ma se il tuo animo le accoglie bene, acquistano forza e si sviluppano. E così anche i precetti le massime, sono come semi, danno grandi risultati, pur essendo così piccoli. Però il tutto è importante che venga assorbito da una mente adatta e sicuramente i frutti si vedranno. Al contario, anche la filosofia può portare a gesti fuori di senno. Altre volte il silenzio giova di più.

L'unica libertà che ha conquistato la mia generazione, non è la libertà come scelta ma la libertà come revoca di tutte le scelte. E il dramma è che l'abbiamo trasmessa ai nostri figli.

  • Meraviglia...Si, questo è stato, nell'attimo che mio figlio ha visto la barca originata dal foglio di carta. La gioia nel vederlo felice e di comprendere le mosse per realizzarla. Che semplice la vita nelle scoperte dell'adolescenza. Quanto ci commuove il loro sorriso e sguardo di stupore e... una lacrima che ne suggella il candore

Devo assolutamene cercare di fare in modo che ogni giorno corrisponda a tutta una vita e perbacco, mica perchè sia l'ultimo ma lo considero come se potesse anche, essere l'ultimo.

  • Non mi piace dormire. È uno stato del corpo e della mente rubato al tempo concessomi. Preferisco, se devo proprio riposare, appartarmi in luoghi quieti e li con i miei occhi ben aperti, sognare e volare. E forse, tra un battito e l'altro ci potresti essere anche Tu.

É proprio vero che il tono con cui mi si parla è fondamentale. Mi si può dire tutto con tono giusto. Con tono sbagliato nulla. L'unica difficoltà consiste nel trovare il tono? Comprendo che chi non mi conosca possa avere delle difficoltà ma porca vacca, chi mi conosce no eh! È insopportabile.

  • Vi confesso qual'è il mio stato d'animo quando leggo Platone, Seneca o Epicuro: Ho voglia di sfidare tutti gli eventi, ho voglia di gridare. Desidero imbattermi o in un cinghiale con la bava alla bocca o in un leone inferocito. Avere qualche ostacolo da vincere ed esercitarvi la mia fermezza. Questo è quello che mi piace.

Una lacrima è come se un pezzo di Cuore scivolasse via. Una dopo l'altra rischi di rimanere definitivamente senza

  • Non essere compreso è come essere preso in ostaggio. Districarmi dal labirinto di un linguaggio che con affanno cerca di liberarmi.

Quante effrazioni ogni giorno commetto, quante violazioni di domicilio nello scrivere sulle bacheche di altri. Invado continuamente la loro solitudine quello che ha di più sacro. Li obbligo a rinunciare ai loro pensieri per pensare ai miei.

  • Quando decidi di scrivere una storia e ha pagine che si voltano, è inevitabile che tu volti pagina.

Con le sceneggiature, le scenografie, le musiche si sono montati idee e pensieri di meraviglia attonita. Li abbiamo visti e vissuti: ci hanno strappato e trasportato li dove le emozioni vivono d'immenso dall'inizio alla fine. E quando la mente ha finito di viverli, il cuore ha iniziato il suo sogno.

Con gli sguardi, le parole, i sensi si sono montati Amori. Follemente ci hanno fatto scalare montagne, attraversare deserti, solcare oceanici e quando la mente ha iniziato il suo sogno il cuore ci ha decretato la sua fine.

  • Raccontare bugie può anche avere un fine e una logica e alla fine credere, sta al nostro buon senso. Raccontarle a noi stessi è determinare la nostra ignoranza e fragilità: pretendiamo di nasconderci dietro un dito. Ma il buon senso ci rammenta che siamo degli emeriti idioti.

Il commento non è altro che un pensiero colorato su un pensiero, dello stesso o di altro colore. È il successivo che già di perse non è classificabile, in quanto ha perso parte del colore. Tutti gli altri sono solo colori, pensieri, sbiaditi. Come la copia, che dalla terza in poi ne intravedi appena la struttura fino a perdere definitivamente l'immagine.

  • Perciò che mi riguarda il santuario non ha scopi di redenzione ma di diaboliche messe-in-scena.

Il Nilo ha un suo triste nero la notte, che non si differenzia dal giorno. Se lo osservi attentamente, racconta le vicende dei paesi che attraversa. Le sento le urla di dolore. Anche se il vocio, contamina i suoi rumori. Attende un'ultimo slancio e si diluirà nell'immenso mare.

  • Perché l'Egitto? Semplice è l'unico paese che nella sua realtà mi ha concesso, se pur con tanto sacrificio, la possibilità di girarci una soap opera.

Semplice non forbito, sacrificandomi per ciò che scrivo.

Forse una via di fuga.

Giusto, sbagliato cosa importa, se non l'averlo ritrovato?

Loro pasteggiano con le mie parole.

Ma alla fine rimangono pensieri e qualche volta, forse, arrivano a chi non mastica e ha il dono dell'ascolto, nel silenzio.

  • Il cuore non vuole ciò che desidero ma ciò che desidera. I suoi desideri sono impossibili, non finiscono mai e durano per sempre.

Innamorarsi è come guardare un cielo stellato dove c'è una stella che brilla più di ogni altra e, rubandoti lo sguardo, ti lascia attonito, a bocca aperta, vulnerabile agli occhi degli altri.

È l'ennesima prova di delirio che ridicolmente ti riduce schiavo di ineffabili prove che solo la tua anima concepisce, perseverando in un limbo primitivo e portandoti a calpestare il tuo io irrimediabilmente e perdutamente.

  • È proprio vero che vedere il bicchiere mezzo pieno aiuta ad affrontare i problemi in un mondo più che mai pieno di stronzi mezzi vuoti. Osserviamo così come i nostri occhi sono abituati ad osservare e vediamo solo quello che siamo abituati a vedere facendoci delle opinioni limitate a ciò che memorizziamo e che limitatamente abbiamo visto e osservato. La nostra finestra che si affaccia sul mare, difficilmente potrà avere lo stesso panorama sui monti e viceversa. Ma se noi, decidiamo di muovere il culo e andare sui monti, avremo la possibilità di vedere tutte le finestre e panorami messi insieme.

Per noi che ci amiamo

condividiamo tutto,

ci piace respirarci.

Abbiamo tutto insieme, mio dolce Amore,

anche lo stesso cielo ma...

purtroppo non lo stesso orizzonte!

  • Scoprire che è più il male che ci facciamo da soli che quello ci fanno gli altri, ci porta a considerare il sadismo una virtù e non un vizio.

Te lo dice il semplice pensiero, ciò che veramente è per te. Se ci pensi solo una volta è conoscenza, due volte è Amore, tre è follia!

Senza la follia non potremmo realizzare i nostri sogni! È lei l'unica ragione folle di questa folle vita!

  • Perché bello non significa soltanto bello ma anche terribile profondo. Anzi le più grandi bellezze a questo mondo, forse stanno proprio qui, nel dolore, nel rimpianto di ciò che è stato e che non sarà più

Dico semplicemente che la vita è una sola. Non esiste Dio, regole, giudizi morali tranne quelli che accetti e crei per te stesso... e quando è Finita...E' FINITA! Un sonno senza sogni in eterno. Perchè non provare ad essere felici!? PENSACI.

  • Per noi che ci amiamo condividiamo tutto, ci piace respirarci. Abbiamo tutto insieme, mio dolce Amore, anche lo stesso cielo ma...non lo stesso orizzonte!

GUIDO GAETA

Mind Your Step

Nella vita, non bisogna essere come su un tapirulan di un aeroporto, che ci trasporta da un punto all'altro e osserviamo passivi ciò che ci circonda.
Poi è facile inciampare... alla fine.
Ebbene osservare con attenzione e soprattutto essere attenti al momento giusto, per conoscere il piede con il quale iniziare il cammino.


"mind your step".

Sono stufo io non voglio sms, e-mail, tag, richieste d'amicizia, dediche su youtube,

e tantomeno cuoricini in chat.
Tempo fa, quando ci si doveva guardare negli occhi mi piaceva di più.
Dobbiamo ricominciare a guardarci negli occhi.


Caro Guido

mi scrivi che sei afflitto dagli impegni e che essi ti obbligano a venir meno agli insegnamenti che ti ho impartito. mi scrivi che non riesci ad uscirne da tale oblio e mi poni delle domande alle quali tu hai già delle risposte. caro mio, nella mia precedente ti esortavo a distogliere il mero accanimento della tua mente, a beni futili e ingannevoli e cercavo di condurti per mano, e per meglio visualizzare il contesto in cui vivi, con il semplice ritorno alle origini. sei lì che ti obblighi a risolvere un rompicapo vizioso e non appena giungi alla sua risoluzione, o parvenza di tale specie, ti butti a capofitto in altri impegni. Ma non ti rendi conto che la tua vita è una rincorsa continua a ritrovar te stesso? non comprendi quanto il tempo raggira il tuo spazio e ti riduce ad un affanno continuo? non ti poni delle domande ma delle risposte. il tempo fugge a gran giornate, diceva Petrarca. nessun ti ridarà quei giorni, quelle ore, minuti, secondi. la morte ha già divorato l'ultimo tuo secondo vissuto ed essa è presente nella tua vita. ci fai i conti tutti i giorni. altri pensano che sia un accadimento del futuro ma non lo è. essa è con te, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto, secondo per secondo. tu non vivi e come un automa aggiorni la tua agenda, per impegni futuri, con il solo intento di porre il sigillo. ma a quale scopo, con quale futuro? la sorte tutto ciò che ti dona ti toglie. nulla è tuo, se ti è stato donato dalla sorte ed essa t'inganna con regali sfavillanti e beni di dubbia morale. niente ci appartiene, solo il tempo è nostro. così sfuggente e labile. e il dramma è, che chiunque può privarcene. nessun uomo pensa che i beni materiali, sciocchi e insignificanti ottenuti, non hanno valore e accettano che vengano messi in conto. nessuno è consapevole di dover nulla per il tempo ricevuto, quando questo è l'unica cosa che neppure la persona più riconoscente e leale, ti può restituire.


giovedì 22 settembre 2011

lasorte

esiste un momento nella vita di tutti noi, che ti ritrovi a fare una stima su cosa effettivamente hai o su cosa puoi effettivamente pensare di contare. certamente non intingo il mio essere al dolore vissuto nanco voglio istigarti all'inerzia, che pure potrebbe somigliare all'ozio. ma credo che abbisogni, mio caro Guido, arrivare e decidere se tutto quello che desideriamo è fondamentale per la nostra esistenza o solo ornamento del nostro costume. sapere se per cibo si intende mangiare per gola o per chetar la fame e per tenere in salute il corpo e quanto basta. se per bere intendi quando hai sete e dissetarti. se per casa intendi salvaguardarti dall'intemperie. non importa se il tetto avrà tegole d'oro o frasche di campo, poichè copre bene alla stessa maniera. ornamenti e fregi che tanto ti hanno distolto e con fatica hai ottenuto, devi disprezzarli tutti. nulla c'è di più straordinario dell'anima e per un'anima grande nulla è grande. devi gridare con tutto il fiato che hai in gola e liberarti di tutto ciò che piace al popolo e che la sorte ti può donare. devi stupirti di ogni bene che viene dal caso poichè il caso ti tende una trappola e ti ci vuole invischiare. devi vivere una vita serena e tutto quello che viene dalla sorte lo devi evitare. stanne alla larga. essi sono beni che tradiscono. se pensi di possederli, no, essi possiedono te. e una volta entrato in quel circolo vizioso non si può più resistere: la propserità ti devia e alla fine o prosegui diritto o precipiti una volta per tutte. la sorte non solo ci travolge ma ci annienta e ci oscura l'animo.
pertanto lascia agli altri i presidi e i fori, lascia agli altri di porre il siggillo e appartati per trovare qualcosa da donare ai posteri. come consiglio o come semplice medicamento per una vita sana e serena.
alla fine fai più tu che sembra che non fai niente: ti curi nello stesso tempo delle faccende divine e di quelle umane.

Comporre

Basta un piccolo cm2 per racchiudere un mondo da comporre e da donare. E allora io, Ti dono questo sfarfallio di lettere, affinchè tu possa comporre un inno di lode.
Prova e divertiti a realizzare la frase di una vita.


«Reciterò ogni giorno al mattino e alla sera l'alfabeto ebraico per cinque volte e tu, Signore, che conosci tutte le nostre preghiere, metterai insieme le lettere perché compongano le orazioni che non so più ricordare e dire».

Acciuffare l'aria!

Mi trovo in quel letto e respirar mi duole, sensazione di mancamento e di vuoto sotto le lenzuola. Il peso del mio corpo, abbandonato a se stesso, mi pone un dubbio come se mi guardassi riflesso. Dai piedi in su, fino su la testa, una fredda aria avvolge le mie gesta.
Mi alzo...ma il mio corpo è ancora li che non mi segue: rigido. Osservo che mi guarda come per implorar il ricongiungimento estremo. Vorrei ma non riesco ad allungare la mano per afferrar la sua. Non riesco. Sono bloccato. Mi sembra di acciuffar l'aria. Solo essa è nella mia, nient'altro che aria. Comincio a gironzolar per la stanza, per cercare di intraprendere l'uscita ma anch'essa al mio avvicinar si allontana. Tornando indietro mi volto, per attinger dal mio corpo che giace sul letto, l'ultima forza sospirata. Lo vedo, vorrebbe, mi guarda con terrore, di chi ha un enorme peso, un masso immaginario, che blocca, che non permette il più semplice movimento. Come incollato, come se le lenzuola avessero piccole braccia che lo costringono, lo reprimono, lo annientano.

La disperazione è in me e il panico nel mio corpo. Respiro profondamente, cerco di rilassar la mente per ragionar e portar l'azione a giusta via. Allora comincio a parlar, a incitar le mie ragioni, a distoglierlo dalle sue paure, per prender tempo e cercar un ragionamento che incuta osservazione:
"Non puoi rifiutar la realtà, essa fa parte di noi, del nostro presente. Ostinarsi a non collaborar con chi ti vuol aiutar, riduce il nostro tempo a vagare nell'Assenza. Ti prego... aiutiamoci a vicenda, accetta ciò che la vita ci ha regalato. Le esperienze sono la linfa divina. Non questa sarà l'unica che riusciremo a superar. Vedo nel nostro futuro, oltre le ardue imprese, una strada dolce e luminosa.
Devi smetterla di chiuderti a riccio e vittimizzare la nostra sorte. Non certo è il nostro letto che blocca i nostri arti ma la paura, il terrore di un mondo ostile, che fuori da qualche parte attende i nostri errori. Ma non c'è vita senza errori, non c'è felicità senza una vera sofferenza. Devi convincerti che non siamo unici a questo mondo, costretti dalla sorte a modificar la via.
Alzati, saremo sempre in due e riusciremo,... ce la faremo!


Guido Gaeta

Dileggiato

Che meraviglia da semplici lettere insieme, semplici parole che poi insieme, semplici frasi che poi insieme, un pensiero una poesia una canzone che con semplici lettere, parole frasi, intrecciano Amori, discussioni, trattati.
Allora cerchi di esprimerle, così a poco a poco, quelle semplici lettere parole frasi. E i tuoi pensieri le tue poesie le tue canzoni prendono vita e si intrufolano nei cuori e nella profondità metafisica della mente di colei o colui che ha aperto uno spiraglio, che ha voglia di leggerti, ascoltarti. Sono bastate delle lettere intrecciate, legate fra loro, per comporre una frase una poesia una canzone, per sconvolgere una vita e appassionare un cuore.
E sempre con la paura di essere dileggiato. Si dileggiato!
Vivere un'intera vita a incastrare lettere per formare parole frasi e canzoni e donarle a chi ha inzuppato il tuo cuore di quel semplice sentimento che cupido ti ha donato. Ma quanti fiumi di lettere, parole, frasi, abbiamo bisogno di usare, scrivere, recitare, per dire semplicemente: Ti Amo!

guìman

Giro giro tondo...



Cosa un uomo e una donna quando vivono le emozioni che li coinvolgono.

Giro giro tondo...

Cosa un uomo ha nel suo cuore quando sa che Lei lo ama. Cosa lei, quando il suo Lui l'abbraccia e con si fare la protegge.

Giro giro tondo...

Cosa le guerre rispetto all'amore provato. E il male rispetto alla forza dell'amore di due innamorati.

Giro giro tondo...

Cosa un bimbo appena nato, rispetto ad una vita cessata.

Giro giro tondo...

Cosa una passeggiata con la tua lei, su una spiaggia dove solo il suo e il tuo amore ascolti, le sue mani che accarezzano le tue e l'incontro delle labbra che respirano il cuore.

Giro giro tondo.

Cosa quella musica che ha accompagnato i suoi primi sorrisi e il suo primo bacio quando ha giurato amore.

Giro giro tondo...

Cosa in una notte di stelle, il dondolio di una luna illuminando di argenteo le foglie e l'amore appena sbocciato.

Giro giro tondo...

Cosa una candela che accende il suo viso nel tepore di una stanza.

Giro giro tondo...

Cosa una parola, una poesia, un gesto o una semplice tazza di caffè in un fresco mattino accompagnato da un vento di levante.

Giro giro tondo...

Cosa un sorriso, un profumo, un fiore colto in un verde prato, un'ape che sfaccenda su un petalo.Un giardino in fiore con i suoi alberi di limoni e il suono delle fronde scosse dal vento.

Giro giro tondo...

Cosa... gli occhi di un bimbo stupiti, appiccicato ad una vetrata di un aeroporto, che contemplano l'aereo che decolla. I suoi giochi, le manine sporche di colori che imbrattano quel foglio bianco. Le sue corse per rincorrere chissà quale sua fantasia e la sua vocina, quando con altri bimbi intona la melodia:

"giro giro tondo

casca il mondo

casca la terra

tutti giù per terra".

Lacrime

Poi le lacrime sono il risultato intermedio di un percorso del tuo Io che vergognosamente si esprime e ti lacera. Quelle lacrime possono essere tradotte in parole e musica e sono sicuro che sono Belle parole e Bella musica.
E quel cinguettio di uccellini, alla fine, è una cosa nuova che hai provato e sarà un dolce ricordo di un giorno qualunque dove il tuo seganlibro mentale ha messo un puntino sulla "i" di amore "mio".

Lettera ad un sogno finito

Guido•Gaeta

Il tempo

Avete mai provato a fare attenzione ai momenti che vivete, a quello che accade intorno a voi o a quello che il vostro corpo avverte appoggiato ad una sedia o al braccio al contatto su un bracciolo? Avete mai provato a quando viaggiate fare attenzione agli alberi che scorrono al vostro passare o alla semplice aria che si insinua nei vostri capelli e, gli stessi, al solletichio che provocano sulla vostra fronte? Avete mai provato a fare attenzione a quando camminate e cosa la vostra pianta del piede sente. Alla sensazione che avverte il piede quando lo stesso, passo dopo passo, ha nella scarpa? Che sensazione, quando camminate, il pantalone che struscia sulla vostra gamba o a quando siete seduti cosa la vostra schiena o il vostro sedere avverte? È probabile che avete fatto caso a tutto questo solo quando avete male o siete scomodi. Ma non nel semplice modo di vivere quel momento intensamente così come ci viene proposto.
Magari provate a fare questo esercizio e sentire cosa la vostra mano avverte sul mouse o al peso dei vostri occhiali appoggiati sul vostro naso. Provate a fare attenzione, mentre cucinate, agli ingredienti che utilizziamo a come si mescolano tra loro, al vapore che fuoriesce dalla pentola e a seguire con attenzione il suo viaggio verso il soffitto. Purtroppo il più delle volte non viviamo mai i momenti della nostra vita con la semplice attenzione a tutto ciò che accade poiché siamo sempre proiettati a pensare a ciò che deve avvenire e cosa ci aspetta in quell'incontro o a come reagire nell'affrontare un problema che ci affligge.
Senza peraltro fare caso che tutti quei momenti di vita non avranno ritorno e non saranno altro che persi definitivamente, facendone cibo prelibato per la morte che, del nostro passato, è padrona incontrastata. Molti di noi pensano che fa parte del nostro futuro, accadimento di là da venire: No essa è nella nostra vita, presente più di ogni ogni altro/a e ha appena divorato il secondo appena passato.
Il tempo è l'unico dono che la vita ci dà. E il presente è l'unico tempo dove possiamo interagire e vivere:Dove il passato è morte e il futuro immaginazione, il presente è luce, e con essa diamo vita agli oggetti e alla nostra quotidianità. Il futuro, con l'immaginazione, oscura il nostro presente, obbligando noi stessi a ridurre al minimo il tempo della nostra vita.
La maggior parte del nostro tempo lo dedichiamo ad aspettare e a pensare, immaginando, come fare del male a chi ci ha tradito, a chi ha osato oltrepassare il confine della nostra libertà.È un danno incalcolabile che non ha prezzo. La vera fortuna è vivere i nostri secondi il più intensamente possibile e non lasciarci sovrastare da ciò che domani o a li a poco dobbiamo affrontare.

Vivere come si pensa e non pensare come vivere.

Guido Gaeta

Temporary

Il tempo, come fosse venuto è rigido nel suo vestito, goffo nel suo andar ma intransigente nel suo passar. Gli occhi ormai stanchi, cedon le membra del canto antico: bianco è cristallino. S'intravede appena. Ma il soffio del vento rippicciolisce la sua mole, che con fare attonito, spinge lontano.
La mente è satura, la rabbia inconstante, la pazienza finita. L'unica via di scampo, la forza sprigionata che carica il giorno di umori secolari.


Così, come l'ulivo ai raggi solari argenteo appare e il suo arbusto, con tenacia, attorciglia le sue vesti fino allo sprofondare nel terreno ormai arso, così io che di tanto ardor, con le radici sprofondo e toccandosi come un dolce abbraccio, di beltà rincuoro... Le orme sulla sabbia che al passar dell'onda, cancellate sono e malinconicamente, al voltarsi le vedi appena, non più due ma solo una, la più incisiva, che della mia vita ha segnato il passo.

Guido Gaeta

Lo spirito

Si!... il mio cuore il mio spirito sempre si veste per pudore.
Ahh!... lo spirito è inutile in Amore.
E da canaglia prolungare in Amore l'inutile battaglia.
Il momento poi viene senza un ripensamento e compiango coloro cui non tocca un tal momento quando sentiamo in noi un amore nobile che esiste e che anche un lieve cenno lo può rendere triste.


Edmond Rostand

mercoledì 21 settembre 2011

Cyrano

Ma tutto, tutto, tutto, così come sarà darò ciuffo per ciuffo senza farvene un fascio.

Vi amo, e mi ci tuffo, t'amo! Son pazzo, non ne posso più, è troppo! Ed il tuo nome in gola è un nodo, un cappio, un groppo.

Di te io mi ricordo ogni fatto, tutto ho amato. Io so che un giorno, il dodici maggio l'anno passato, cambiasti, per uscire al mattin, pettinatura. Fu come un nuovo sole, la tua capigliatura.

Ti è chiaro allora adesso? Infin lo vuoi capire? Senti l'anima mia nell'oscurità salire?

Oh, è vero che stasera c'è un sogno intorno a noi. Io che vi dico questo, voi mi ascoltate, voi.

Be', è troppo. Nella speranza più modesta mai ho sperato tanto. Per questo non mi resta null'altro che morire.

E' per i miei sussurri ch'ella trema furtiva lassù, tra i rami azzurri? Scende il tremor bramato dalla tua mano insino all'ultimo dei fili di questo gelsomino.


Edmond Rostand

martedì 20 settembre 2011

Il commento

Il commento non è altro che un pensiero colorato su un pensiero, dello stesso o di altro colore. È il successivo che già di per sé non è classificabile, in quanto ha perso parte del colore. Tutti gli altri sono solo colori, pensieri, sbiaditi. Come la copia, che dalla terza in poi ne intravedi appena la struttura fino a perdere definitivamente l'immagine.


B-u-g-i-e

Raccontare bugie può anche avere un fine e una logica e alla fine credere, sta al nostro buon senso. Raccontarle a noi stessi è determinare la nostra ignoranza e fragilità: pretendiamo di nasconderci dietro un dito. Ma il buon senso ci rammenta che siamo degli emeriti idioti.


Non mi piace dormire.



È uno stato del corpo e della mente rubato al tempo concessomi. Preferisco, se devo proprio riposare, appartarmi in luoghi quieti e li con i miei occhi ben aperti, sognare e volare. E forse, tra un battito e l'altro, ci potresti anche essere Tu.



CERCHERO’ DI COMPRENDERE MEGLIO QUELLO CHE TU DICI.

Anzi procederò a pormi meno domande e fare di quella manciata di parole che mi hai trasmesso, oro colato. Vorrei ma non credo di potercela fare a rimproverare più di tanto l’animo. Mi assumerò dapprima il ruolo di accusatore, poi di giudice, da ultimo quello di intercessore e talvolta mi punirò.



Ho cercato...



Ho cercato di dipingerti con le parole, sul quadro del mio infinito Amore. Tu hai preferito appenderlo in una stanza buia e serrarlo, affinchè niente e nessuno potesse costringerti a leggerle.

Gg

I giovani, la scuola e la Costituzione secondo Aristotele

La nostra costituzione si ispira alla concezione aristotelica della scuola. Essa è pilastro dello Stato e meritevole di tutela. Ma essa si ispira alla Costituzione di Atene.


Per Aristotele, il grande filosofo di Stagira,

“il legislatore deve preoccuparsi soprattutto della educazione dei giovani e cioè della scuola: è questo che, negletto dallo Stato, rovina la democrazia. Bisogna che l'educazione dei giovani sia conforme e si adatti alla Costituzione democratica; in tal modo si difende la Costituzione stessa e la si attua fin dall'origine”. In altre parole, secondo Aristotele, insegnando ai giovani, fin dall'inizio, nelle scuole la Costituzione democratica, si difende la democrazia.


Aristotele afferma la necessità di difendere la scuola pubblica, per il bene generale

”poiché lo Stato, nella sua totalità, ha come unico fine il bene comune, è evidente di necessità che anche l'educazione deve essere unica e uguale per tutti, e che la cura della scuola deve essere pubblica e non privata, come invece adesso fa ognuno, prendendosi cura in privato dei proprio figli, impartendo loro l'insegnamento che gli piace (Aristotele deplorava che molti si rivolgessero ai sofisti per l'educazione dei figli). Egli prosegue “Delle cose comuni, comune deve essere anche l'esercizio. Nello stesso tempo nessuno dei cittadini deve ritenere di appartenere a se stesso (optando per la scuola privata), ma tutti allo Stato, perché ciascuno è parte dello Stato, e la educazione di ciascun giovane deve tener conto della educazione di tutti i giovani”.


Aristotele conclude riaffermando la supremazia della scuola pubblica come interesse dello Stato e della collettività, dicendo:

“Bisogna lodare gli Spartani: essi infatti prestano il più grande interesse all'istruzione dei giovani e dunque alla scuola, e la perseguono in comune attraverso la scuola pubblica. E' evidente che deve esserci una scuola statale sulla scuola e che questa deve perseguirsi in comune” (Aristotele Politica , editori Laterza. Libro ottavo p 263-264)

Il genio di Aristotele aveva compreso 2500 anni fa che lo Stato deve rifiutare del tutto la scuola privata e dedicare le maggiori risorse possibili alla scuola pubblica nell'interesse generale.


“Sulla tirannide” da ‘La Repubblica’ di Platone – libro VIII -


  • «Ora», ripresi, «ci resterebbe da descrivere la più bella forma di governo e il migliore individuo: la tirannide e il tiranno».
«Certamente», disse.
  • «Ebbene, caro amico, qual è il carattere della tirannide? è pressoché evidente che si tratta di un trapasso dalla democrazia».
«Sì , è evidente».
  • «Quindi la tirannide nasce dalla democrazia allo stesso modo in cui questa nasce dall’oligarchia?»
«In che modo?»
  • «Il bene che i cittadini si proponevano», spiegai, «e per il quale avevano istituito l’oligarchia era la ricchezza eccessiva: non è vero?»
«Sì ».
  • «Ma l’insaziabile brama di ricchezza e la noncuranza d’ogni altro valore a causa dell’affarismo l’hanno portata alla rovina».
«E’ vero» disse.
  • «E anche la disgregazione della democrazia non è provocata dall’insaziabile brama di ciò che si prefigge come bene?»
«E che cosa, secondo te, si prefigge?»
  • «La libertà», risposi. «In una città democratica sentirai dire che questo è il bene supremo e quindi chi è libero per natura dovrebbe abitare soltanto là».
«In effetti si ripete spesso questa sentenza», osservò.
  • «Come stavo per chiederti», proseguii, «non sono dunque la brama insaziabile e la noncuranza d’ogni altro valore a trasformare questa forma di governo e a prepararla ad avere bisogno della tirannide?»
«In che senso?», domandò.
  • «A mio parere, quando una città democratica, assetata di libertà, viene ad essere retta da cattivi coppieri, si ubriaca di libertà pura oltre il dovuto e perseguita i suoi governanti, a meno che non siano del tutto remissivi e non concedano molta libertà, accusandoli di essere scellerati e oligarchici».
«Sì », disse, «fanno questo».
  • «E ricopre d’insulti», continuai, «coloro che si mostrano obbedienti alle autorità, trattandoli come uomini di nessun valore, contenti di essere schiavi, mentre elogia e onora in privato e in pubblico i governanti che sono simili ai sudditi e i sudditi che sono simili ai governanti. In una tale città non è inevitabile che la libertà tocchi il suo culmine?»
«Certo che no»

Il bene è secondo natura


Il bene è secondo natura. Il bene è la conoscenza. La conoscenza della realtà. Il male
l'ignoranza.
Il bene è lo spirito sano.

Non un tetto d'oro ripara dalla pioggia ma semplici foglie danno lo stesso risultato. I precetti le massime aiutano ma non risolvono se non sono parte di noi.

Non serve un pensiero letto se non persegui il pensiero nell'attività. Il bene è l'attività. Le semplici cose secondo natura sono il bene. Ricercare ogni giorno la virtù affinché sia perfetta con coerenza di pensiero. E il tutto non è possibile se manca la conoscenza della realtà. Per arrivare al sommo bene, la strada da percorrere è secondo natura. Essa ci ha fornito tutto l'occorrente per raggiungerlo e non certo il superfluo, potrà fare altrettanto. Il vero bene non conosce ostacoli e non si guasta nel tempo.

Qual'è? Lo spirito retto e onesto.

Se lavoriamo o governiamo un popolo onestamente, senza arricchire le nostre tasche o trarne dei propri frutti oltre il dovuto. Se portiamo avanti il nostro scopo senza distoglierci dall'obbiettivo secondo natura, questo è un bene. L'uomo è un animale dotato di un bene prezioso: l'anima. È nell'anima la ragione perfetta. All'uomo può essere tolto tutto ma non l'anima, se adempie al fine per cui è nato. Quello che esige la ragione è una cosa facilissima: che si viva secondo natura che gli è propria. La follia comune lo rende difficile e ci trasciniamo l'un l'altro nei vizi. Se riusciamo a distinguere il bene dal male senza farci influenzare dalla massa, se riusciamo a vedere il fine senza occuparci dei mezzi usati, poiché non l'origine che importa, ma il fine delle cose, saremo veramente degli uomini liberi e felici. Tutto ciò che può rendere felice la vita, è una sicura tranquillità e una inalterata fiducia in essa. Vivere secondo natura, uniformarsi alle proprie leggi e le sue regole è l'uomo al quale nessuna forza può strappare i propri beni.

Noi tutti continuiamo ad ingannarci poiché il nostro male, non viene dall'esterno ma è dentro di noi ed è difficile guarirne: vogliamo ignorare di essere ammalati. E il bello che non cerchiamo nessun medico che ci guarisca, che ci possa ricondurre alla natura delle cose. Ci vergogniamo di voler apprendere la saggezza.

Ma perché il cieco chiede una guida per condurlo e noi andiamo errando ciechi nella giungla della vita con scuse tipo: " no non sono ambizioso ma come si può vivere a questo mondo senza di essa? No non sono uno spendaccione ma sai è la mia città a richiedere tali spese. No non sono nervoso, ma è la mia giovane età che mi ci porta o lo stress della vita".

Tuttavia non dobbiamo disperare e cominciamo a plasmare il nostro spirito prima che il male si incallisca. Uno spirito secondo natura, impara le virtù e disimpara i vizi. È questo il sommo bene. Una volta che arriviamo alla conoscenza e ottenuto il bene, lo possederemo per sempre poiché le virtù non si disimparano. La virtù è secondo natura e attecchisce su un terreno adatto e mette salde radici. Ma così semplice e facile tenerla stretta e salda una volta raggiunta, che altrettanto difficile all'inizio accostarvisi poiché è una caratteristica di uno spirito debole e malato, temere ciò che non si conosce.

Ma quando sai che lo sciroppo se pur amaro ti porta giovamento, ti sarà gradito man mano che ti risana.



L'altro lato: KAIROS

Paura di volare.
Paura di essere al pari della divinità come logica intercomunicante tra te e la loro saggezza. Poiché l'Uno incontra il Primo e il fecondo mostra il pari.
Volare, essendo lo stato di liberazione da quei preconcetti e illusori palcoscenici che i media e tutti i sistemi di potere ci inondano la mente. Quanto una banalissima televisione può condizionare e stravolgere una esistenza e porla alla mercé di pochi. Una massa imprigionata nelle caverne del potere che occultamente infligge una falsa sorte, come se il divino ti avesse dato una possibilità. Una possibilità che ti conduce su una falsa via e, irrimediabilmente, fa ciò che esso ha imposto. Tenendoti in pugno. Illusione di una vita vissuta all'insegna del piacere e dei propri istinti.
Ma come può una giovane vita, credere, essere soddisfatta e percorrerla, se non ha valori di fondo che la conducono per mano verso il fecondo. Dove mistificazioni, orrori nichilismo e dove l'unica certezza è un cubetto di ghiaccio su un carbone ardente.


Sono stato strappato e costretto a volare via come un foglio di carta nella tempesta.
Sono rimasto attonito e stupito dal meraviglioso viaggio che il vento del potere, ha predisposto per la mia anima.
Sono stato malmenato e sbattuto sulle rocce.
Sono stato calato e innalzato fino a toccare il cielo con un dito.
Sono stato costretto ad utilizzare i loro mezzi per ottenere il fine ...che si allontanava al mio avvicinare.
Sono stato proiettato al successo e ricondotto a forza nelle ombre delle mie tenebre.
Sono stato capace di osservare, capire e nonostante la sabbia negli occhi, ho visto che c'era una possibilità.
Il tempo opportuno.
L'ho colto al volo e anche se il sole ora sorge alle mie spalle, uno slancio mi conduce.
Vedo tutto da un altro lato.

IL MODO

Vi auguro di trovare il modo.
Si vi auguro di trovare il modo di ascoltare, al risveglio, il cinguettio e risate di bimbo; il modo di dimenticare ciò che deve essere dimenticato e di non dimenticare ciò che non deve essere dimenticato; il modo di rispondere alla vostra anima e l'anima rispondere alle vostre inquietudini; il modo di comprendere più di essere compresi; il modo di giocare e di non perdere il bimbo che gioca dentro di voi; il modo di ascoltare la natura e il piacere della sua musica; il modo di essere liberi di realizzare alcuni dei vostri sogni e che possiate dialogare con il vostro cuore e che vi indichi la via.
Vi auguro di trovare il modo d'incontrare il silenzio e lasciarvi avvolgere dai suoi rumori; il modo di osservare il tempo nello stesso tempo che si impadronisce di voi. Poiché bisogna sempre trovare il modo di intrufolarsi, di inneggiare e avere la voglia di percorrere strade non asfaltate.
Vi auguro che nulla e nessuno vi auguri il vostro bene poiché è il momento che avverrà il vostro male.
E al figlio che vi chiederà perché? Voi possiate sempre dargli una risposta.
Vi auguro di trovare il modo di accettare le sconfitte e tramutarle in vittorie e che il giorno che arriverà la vostra ora, abbiate portato a compimento l'idea di una vita.

GUIDO GAETA

Domus

Via Domus


Ci dimentichiamo sempre dei nostri difetti anche quelli fisici, che pure ci angosciano ogni giorno. Nonché di quelli spirituali che più sono immensi e più rimangono nascosti.
Se hai una leggera e mite febbriociattola, la puoi anche tenere nascosta ma quando divampa una febbre importante, anche l’uomo più forte, abituato a soffrire, deve per forza di cose ammetterla. Il contrario invece accade per le malattie dello spirito, poiché più uno sta male, meno se ne rende conto. Come nel sonno, se leggero, percepisci appena delle immagini e a volte ci si accorge di dormire; un sonno profondo invece cancella tutto e non ti permette di ricordare una volta sveglio; sprofondi con la mente e perdi coscienza di te stesso.
La domanda quindi è: perché non ammettiamo i nostri difetti? Semplice, perché siamo ancora immersi nel nostro sogno e solo chi è sveglio riesce a raccontarli. Così per i nostri vizi, che li ammette solo chi è effettivamente guarito.
Dobbiamo destarci e renderci conto dei nostri errori.
Anticamente era la filosofia che poteva destare l’animo e porre i seria luce i nostri sbagli e oggi possiamo riprendere questo percorso di saggezza e scuoterci dal nostro profondo dedicandoci a lei completamente. Tutti ne siamo degni e possiamo stringerci a lei con un salutare abbraccio di rinascita. Ma dedicarci ad essa significa, non saltuariamente ma giorno per giorno e provare a respingere tutto il resto.
Se noi fossimo malati sicuramente tralasceremo i nostri impegni di lavoro e la cura del nostro patrimonio, dimenticheremo tutte le attività se non quella di curarci e guarire, liberandoci del male il più presto possibile.
E allora? Perché non facciamo lo stesso anche adesso che siamo malati nello spirito? Perché rifiutiamo di guarire?
Se noi ci dedichiamo animo e corpo alla ricerca di noi stessi, ci sarà un grande divario tra noi e gli altri e la superiorità si toccherà con mano. Il risultato? Avremo la debolezza di un uomo e la tranquillità di un Dio. Gli antichi lo dicevano sempre che la sua forza era nel respingere ogni attacco della sorte; nessuna arma riuscirà a conficcarsi nel suo corpo, essendo la sua difesa ben salda. Certe saette le neutralizza con la sua mole e altre le rende vane e le respinge contro chi le aveva scagliate.
È proprio vero che la differenza e la superiorità del saggio rispetto a Dio è che se Dio non teme nulla proprio per merito della sua natura, il saggio lo deve tutto al suo merito.
E questa è una differenza eterna.

Voglia di dire e scrivere

Voglia di dire e scrivere


Anche oggi ho voglia di dire qualcosa e allora scrivo. Si perché quando scrivo non è perché ho voglia di scrivere ma perché, ho voglia di dire qualcosa. Scrivo di argomenti difficili da scrivere e da descrivere ma cerco in questo modo di renderlo più facile da comprendere, non tanto a chi legge ma a me lettore che legge se stesso, e rileggendomi, forse, ne avrò più chiara l'immagine. E allora...? provo un certo senso di inferiorità, nel primo punto che ho descritto, poiché la difficoltà è insita nel fatto che ho poca esperienza con il linguaggio nei confronti del mio prossimo, me medesimo. Essendo il mio parlare e scrivere fondamentalmente e giornalmente verso persone giuridiche e società che fanno parte del mio circolo lavorativo, dove lettere, email e fax si intrecciano con vocaboli commerciali, che poco hanno a che fare con quel che voglio scrivere, anche se letti in un'altro contesto, sono di dubbio e opposto significato. Ma la verità sapete qual è? È che quando mi connetto con il mio io, all'improvviso mi sfugge quell'immediatezza che chi ha fatto il liceo classico ha insito nel proprio. Non curante del potere disinibito che hanno appunto le parole diafane, perspicaci e forbite. Mi duole ammetterlo ma questa inferiorità che opprime il mio stato, è fuorviante e alla fine getto penna e calamaio e ricomincio a leggermi cercando di intravederne la semplice via. Semplice poiché essa è discriminatamene semplice. Nei confronti di chi? Mi chiedo. Ma di me stesso, naturalmente.
Ma come la virtù che una volta raggiunta piena e completa, si volge al possessore e nulla richiede, così io una volta scelta la via, finalmente, soddisfo il mio essere e la percorro senza null'altro aggiungere.

Così Sembra! perchè così ci sembra tutto. Passiamo ore a disquisire su cose che ci appaiono o ci sembrano. Le cose ovvie,

fondamentali, le superiamo con un consenso sommesso, generalizzato.
Senza una riflessione. Senza porle e considerarle, appunto, come quelle reali cose che più ci piacerebbe argomentare.
Poniamo un'infinità di esempi a nostra ragione per suffragare un Mi sembra o un Mi Pare e il più delle volte ci si perde nel labirinto di un linguaggio che non fa parte, della nostra reale necessità quotidiana. Quella necessità di confrontarci che è il vero senso del rapporto tra gli uomini. Delirando! Incazzati più che mai. A volte anche ponendo fine ad un rapporto bello e personale, per inutili ed insensati litigi senza fine.
Quello di cui realmente ci farebbe piacere dialogare, rimane lì, in un limbo dove ogni giorno il nostro io si confronta ma difficilmente riesce a esternalizzarlo ed a emozionarlo.
Perché siamo così cechi? Perché non ci rendiamo conto che non è ciò che paghiamo con i soldi il vero prezzo pagato ma ciò che paghiamo personalmente con la nostra persona?

Pensiero

Ero in quella casa ridente e amena

non quel luogo mi rendeva felice e influiva sulla mia serenità.

Il mio animo, dava il valore alle cose.



Tu sei lontana ma con il mio pensiero, m’intrattengo con te

E per tutto il tempo che voglio sono con te



Quando siamo lontani ti penso con piacere

quando siamo vicini divento esigente

Sopporto la lontananza poichè spesso sei lontana quando ti sono vicino.



Sei il mio amore e ti ho nel cuore

il mio PENSIERO non è mai lontano e ogni giorno

ti vede, ti parla, ti ascolta.

Quando mangio sono con te

Passeggio con te

Leggo con te

Ti ho nel cuore, mia cara.

Proprio ora ti sento

Ti ho vicina e non so se scriverti una lettera o un biglietto.



Guido Gaeta

Esiste uno stato nel quale una volta entrato



Ti ci rigiri a perdifiato. Lo sottovaluti all'inizio che possa diventare un supplizio. Ma poi il tempo fugge e rimpiangi quell'inizio. Pensi con tanta nostalgia a quando tu con la bici, correvi sulla battigia. A quando eri più veloce del vento e quel momento prese il sopravvento. Ti ci rituffi in quello stato anche se il tempo è ormai andato



lunedì 19 settembre 2011

Non permettete a nessuno di uccidere i vostri sogni!

A volte sembra di combattere una guerra silenziosa, senza morti e feriti apparenti, ma dove cadono di continuo la dignità e il rispetto per se stessi. L’aspetto più terribile non è la sofferenza economica, che pure esiste. E’ la sofferenza morale. Quel sentirsi inutili, rifiutati, sconfitti.





"Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me". Semplice quando due persone si scambiano degli oggetti. Ma alla fine rimaniamo

possessori sempre di un solo oggetto. Mentre provate a scambiare delle idee. Non ci priviamo di nulla anzi, ci arricchiamo di due, tre o di un numero maggiore di idee, frutto di uno stimolo innovativo reciproco".

Ho intenzione di arricchire il mio animo solo con doni della mente e del cuore, che possono essere trasmessi solo con il linguaggio e le parole, non con doni materiali. Lo scambio di idee, pensieri come adesso stiamo facendo, è ciò che ci arricchisce.

Anche lo scambio di un libro arricchisce la mente ma non è mai come quando, parliamo e viviamo l'idea, il desiderio. L'oggetto rimane un dono materiale che mi completa la mensola ma la mente la completi tu con le tue parole, i tuoi stati d'animo. Chi non riesce in questo, completa il suo desiderio di trasmettere emozioni con doni materiali, che appagano non l'altro ma il suo orgoglio.


Quante cose mi ha trasmesso mia madre. La ricordo con dolcezza

come ogni giorno ma in questo, intensamente e non so perché. Ricordo tutto quel che mi ha donato: L’amore per la vita e per le belle cose; il piacere di leggere, scrivere e suonare il piano, il rituale di prender cura del proprio corpo; l’importanza del portamento e dell’eleganza; la necessità della bontà e della forza d’animo.
Grazie, Ti voglio bene



Petrarca: «La vita fugge e non s'arresta un'ora / e la morte vien dietro a gran giornate».

La vita: uno squarcio di luce che la morte, fulmineamente richiude. È importante riflettere sulla vita e sul suo significato profondo. Gioiamo per la nascita, soffriamo per la morte ma...perché non viviamo? Il moralista, La Bruyère, nei suoi Caratteri osservava: «Per l'uomo ci sono solo tre avvenimenti: nascere, vivere, morire. Non si accorge di nascere, soffre a morire e si dimentica di vivere». Forse è facile dimenticarsi di vivere perché la vita è fulminea, nonostante l'apparente lentezza del suo scorrere e la distesa degli anni. Bufalino, uno scrittore siciliano, ce lo ricorda nei suoi Pensieri a perdere. Brillante è l'immagine della «chiusura lampo»: con una mossa rapida la si apre e la si chiude. Ad aprirla, nella metafora della vita, è la nascita che ci depone nella luce del sole. A chiuderla con uno scatto repentino è la morte. In quel lungo istante che è l'esistenza, si cela tutta la nostra storia.
Non c'è, quindi, tempo per divagare e disperdersi in cose secondarie: anche se i giorni, i mesi e gli anni sembrano tanti e lenti a scorrere, in realtà sono veloci e repentini e alla fine ci si ritrova a mani vuote.



Sentieri dell'Anima

C'è chi ha scritto che i sentiri dell'anima sono diversi e ne esistono alcuni dove l'uomo cammina da solo. Sono strade che non portano alla società. Un qualcosa di alternativo, quasi un mondo privato che si sottrae allo sguardo pubblico.

Questo perchè la vita non è fatta solo di terra da arare, che crea pruduttività ma anche di immense montagne di sogni e, purtroppo, altrettanti sotterranei di dolore.

Forse, siamo tutti intenti a prepararci per un viaggio, pronti a solcare oceani e strade per ragiungere autostrade affollate, città rumorose, divertimenti. Senza considerare che durante l'anno le altre strade che percorriamo ci portanto a tempi di lavoro, terreni da coltivare e da edificare.

Oltre c'è un'altro mondo. Nella nostra anima ci sono anche altri sentieri, ove in silenzio si può procedere lentamente, meditando, interrogando se stessi. E preganodo, perchè no.

Ci sono le «montagne dei sogni»,dove si ascende non per respirare aria pulita ma per avere orizzonti diversi, più liberi e larghi sulla storia e soprattutto sul mondo, impedendo all'interesse, al realismo più bieco, al calcolo di restringere al minimo atti e pensieri. E poi ci sono pure i «sotterranei del dolore», quelle piaghe interiori che si cerca di ignorare, di accostare o di anestetizzare durante il resto dell'anno ma che sottilmente ci torturano, giorno per giorno, a poco a poco ma che devono essere esaminate e curate con coraggio, per evitare il collasso.

Il programma, in una vacanza, non si misura solo sul benessere fisico o sui progetti di riposo e di viaggio ma anche sull'avventura dello spirito, sulla cura dell'anima, sulla rinascita della coscienza, sull'allargarsi della mente e del cuore.

Noi siamo fatti non per il modesto cabotaggio ma per navigare negli spazi dell'infinito, del mistero, dell'amore.

La tua anima

Quanto vorrei, anche se a mani nude, mi lasciassi scavare per dissotterrare la tua amina, riportandola al centro della coscienza e al centro della mia esistenza. Liberarla dal fango che l'ha sotterrata, fatto di detriti, di relitti, scorie e rifiuti dell'esteriorità, della superficialità e delle colpe che non hai ma che ti vengono imposte.

Allora la dissotterrerei liberando le sue labbra,
perché semplicemente mi parlino. L'aiuterei ad accarezzarmi. La lascerei libera di muoversi, di scorrazzare nello spazio della mia e della mia vita.
Loro sono nate libere per liberamente abbracciarsi spontanee, schiette così...teneramente.

Anche dentro di me c'è una sorgente molto profonda. A volte riesco a raggiungerla ma spesso è ricoperta anche a me, da pietre, sabbia detriti. 

domenica 18 settembre 2011

That's just amazing for me.


If you put one picture in front of a hundred different people, each one of them will see what they want,, they'll see it in the way they feel... in their minds...you can tell it' s art when it brings so many different emotions from each people, because we're all unique, and have are own point of view... With The dreams is the same, they bring out our hidden emotions in such beautiful and so many different way...in each of us. That's just amazing for me.

GUIDO GAETA


Immagina

ho immaginato ancora e tanto ancora ...

che mi stringesse a se fra le sue braccia

di qull'infinito grande amore che ha donato al mio cuore.

ho immaginato ancora e tanto ancora ...

che i suoi sorrisi incrociassero i miei occhi

così come un'adolescente ti porge la mano

e che la notte non finisse più di travolgermi dalla passione

che le stelle fossero vicine da toccarle e le nubi disegnassero figuri nel cielo infinito

ho immaginato tanto e tanto ancora ...

che un suo ciao mi giungesse e il mio nome fuoriuscisse dalle sue labbra

che una rondine portasse un messaggio e

che le apparenze fossero dotate del dono dell'eternità

e che potessi essere in grado di rivoluzioni e novità.

ho immaginato tanto e tanto ancora...

che un fulmine colpisse inesorabile la cattiveria di chi mi circonda

e che potesse dar luce alla verità.

che un fuoco ardesse nella mia anima e

che non si esaurisse la linfa necessaria

che potesse essere una traccia di piacere e cambiamento

ho immaginato tanto e tanto ancora...

forse troppo per una vita così breve

forse troppo per chi sogna ad occhi aperti

forse troppo per chi concepisce nello spazio.

Ho immaginato tanto e tanto ancora...

e il volto non posso dimenticare

Forse il mio tesoro o il prezzo che devo pagare

Può essere il freddo che l'autunno porta

Può essere un centinaio di cose diverse

All'interno della misura di un giorno

Me, io prendo le sue risate e le sue lacrime

E farne miei souvenirs

Per dove va ho avuto modo di essere

Il significato della mia vita è

Lei .... Lei

Oh, lei ....


Lei

Lei può essere una traccia di piacere o di rammarico
potrebbe essere il mio tesoro o il prezzo che devo pagare
Lei può essere la canzone che l’estate canta
può essere il freddo che l’autunno porta
Può essere cento cose diverse All’interno della misura di un giorno.
Lei può essere la bellezza o la bestia
Può essere la carestia o la festa
può trasformarsi ogni giorno in un paradiso o un inferno
Lei può essere lo specchio dei miei sogni
Un sorriso riflesso in un ruscello
Lei non può essere quello che può sembrare Dentro il guscio
Lei che sembra sempre così felice in una folla
occhi di chi può essere così sensibile e così orgogliosa
Nessuno ha permesso di vederli quando piangono
Lei può essere l’amore che può sperare di essere l’ultima
può venire a me da ombre del passato che mi ricorderò fino al giorno in cui morirò
Lei può essere la ragione per cui sopravvivere
Il perché e il percome io sono vivo
Quello che se ne prende cura attraverso gli anni
e pronto mi prenderò la sua risata e le sue lacrime E farne i miei souvenirs
Per dove si va io ci voglio essere Il significato della mia vita è
Lei.
Elvis Costello

E l'Amore? L'amore mi ha accompagnato nell'adolescenza. Mi ha sovrastato l'animo,



dimezzato il tempo, sedotto le notti, coinvolto i sensi, drogato il cuore.

Mi ha accompagnato nella maturità. Dilatato l'animo, reso effervescente il piacere, raddoppiato la visione, segnato orizzonti.

Mi ha accompagnato da adulto, condiviso le città, materializzato il futuro, miscelato le culture, operato economie.

E ora? 

Ora l'Amore è stanca, ha chiesto un momento di abbandono. Ha bisogno di riflessione. Scruta e cerca anche Lei la sua moralità e occupa il tempo ormai minuto, per osservare se la sua opera è stata apprezzata, condivisa e valorizzata. Io lascio fare e mi alleno a farne a meno. Distraggo i miei istinti in altre faccende e occupo il mio cuore con emozioni seconde. Lei tornerà ne son certo. È solo allontanata e quando capirà che non possiamo viver divisi, cercherà un posto ancora, tra le pieghe del mio cuore.

Guido Gaeta



Prendi un foglio bianco ed osservalo. Ha due facce ed esposte a due reali visioni del mondo ben delineate e precise.

Prova ad accartocciarlo. Questo è quello che accade quando siamo afflitti e piangiamo sui nostri errori. La nostra visione è unica al suo interno e vede solo noi e il nostro problema. Ripiegati, accartocciati e soffocati dai nostri rimpianti.


Guido Gaeta

sabato 17 settembre 2011

Verso l'Oltre e l'Altro


«I cieli narrano», «il firmamento annuncia», «il giorno racconta al giorno». È un linguaggio silenzioso: «senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce».
Bisogna che impariamo e proviamo a staccare dalle orecchie le cuffie di una registrazione, a togliere l'audio della quotidianità e liberare l'orecchio dai rumori assordanti per mettersi finalmente in ascolto di questi messaggi e di presenze sommesse, che ci invitano a guardare in alto, verso l'Oltre e l'Altro.


Nulla...


Un giorno forse mi ritroverò nel nulla e il rischio di caderci dentro non è poi così fuori mano dalla mia coscienza.

Nell'anima non c'è più spazio, vuoto da colmare, c'è semplicemente il nulla.

Il rientro in casa, mi certifica che c'è o non c'è un posto vuoto da colmare ed è pur sempre il segno che manca qualcuno che si rimpiange o si attende di nuovo.
E allora mi domando: se questa è una assenza vera con la quale mi ci devo confrontare o il nulla che è ormai nel mio grembo, che mi sta risucchiando e non mi permette neanche di sentire quella mancanza dell'amore, della realtà, della ricerca?
Forse da giovane non sapevo voler bene neanche a me stesso.
E' in agguato, lo sento. L'ho riconosco e non è una mancanza, un'assenza... ma il nulla!


Nell'Anima...



C'è chi ha scritto che i sentieri dell'anima sono diversi e ne esistono alcuni dove l'uomo cammina da solo. Sono strade che non portano alla società. Un qualcosa di alternativo, quasi un mondo privato che si sottrae allo sguardo pubblico.
Questo perché la vita non è fatta solo di terra da arare, che crea produttività ma anche di immense montagne di sogni e, purtroppo, altrettanti sotterranei di dolore.
Siamo tutti intenti a prepararci per le vacanze e pronti a solcare oceani e strade per raggiungere autostrade affollate, città rumorose, divertimenti. Senza considerare che durante l'anno le altre strade che percorriamo ci portano a tempi di lavoro, terreni da coltivare e da edificare.
Oltre c'è un'altro mondo. Nella nostra anima ci sono anche altri sentieri, ove in silenzio si può procedere lentamente, meditando, interrogano se stessi. E pregando, perché no.
Ci sono le «montagne dei sogni»,dove si ascende non per respirare aria pulita ma per avere orizzonti diversi, più liberi e larghi sulla storia e soprattutto sul mondo, impedendo all'interesse, al realismo più bieco, al calcolo di restringere al minimo atti e pensieri. E poi ci sono pure i «sotterranei del dolore», quelle piaghe interiori che si cerca di ignorare, di accostare o di anestetizzare durante il resto dell'anno ma che sottilmente ci torturano, giorno per giorno, a poco a poco ma che devono essere esaminate e curate con coraggio, per evitare il collasso.
Il programma, in una vacanza, non si misura solo sul benessere fisico o sui progetti di riposo e di viaggio ma anche sull'avventura dello spirito, sulla cura dell'anima, sulla rinascita della coscienza, sull'allargarsi della mente e del cuore.


Noi siamo fatti non per il modesto cabotaggio ma per navigare negli spazi dell'infinito, del mistero, dell'amore.

Provavo soltanto una delusione immensa, perchè dovevo andare verso LEI a mani vuote. La consapevolezza


di giungere alla meta senza aver fatto nulla. Di aver attraversato tante situazioni nelle quali avrei potuto dare, creare , costruire e sconsolatamente ci si rassegna all'evidenza di quella felicità perduta. Mi pareva che fosse così facile essere perdonato. Mi sentivo come quel qualcuno che avesse appunto perso l’appuntamento con la felicità. Pauroso, braccato dal mio stesso carettere rivoluzionario. Ma alla fine, si alla fine ho acquistato la mia grandezza e il mio eroismo proprio partendo dal mio fallimento. Non voglio come suggello alla mia esistenza un tramonto triste, solitario e amaro. Ci sono uomini che si comportano come altoparlanti delle donne, non solo con le parole ma anche con i fatti. Altri invece hanno scelto una vita quieta e nessuna nemica. Ma come può un uomo non avere delle nemiche? La donna crea una rottura tale che la chiamano proprio – segno di contraddizione.