lunedì 24 settembre 2012

Pomeriggi




Il tutto irreale, immobile
in quegli estivi pomeriggi. 
Atmosfere torpide, inerti,
dove il tempo è eternato 
nell'afa, tagliato da saette 
di luce arida.
E cercare un senso quando 
nulla ha più senso.
Il tempo si dissolve nella 
tragica illusione: attimi che 
schiudono le cose,
approssimate a tradire il loro
ultimo segreto, a lasciar trasparire
quella flebile filigrana del destino,
il destino dell'universo.

Così i greci la chiamavano
l'ora dei demoni. In quegli istanti che
gli oggetti non ombreggiano e si 
proiettano, nudi nella loro sfingea assenza.
Il Daimon del mezzogiorno, con quello 
strano silenzio che affoga la radura e fissa
il tormento del divenire. 
Tutto si pietrifica: cede il vento, le fronde si 
afflosciano e si specchiamo nell'acqua cristallizzata.
Poi, un fremito di vento, il canto di una cicala
e tutto riprende il suo moto, apparentemente immobile 
ma ininterrotto verso l'ignoto.


sabato 22 settembre 2012

La pazzia

La pazzia... ma è proprio pazzo colui che perde il senno e che viene rinchiuso in un manicomio, o isolato?
Il vero pazzo è lui? Ma anche tutte quelle persone che si sradicano dalla realtà e sprofondano nel nulla, superando i limiti della razionalità umana per afferrare, o solo cercare di spiegare a se stessi la verità. Concetti che fino a quel momento sembrano solo un accozzaglia di parole che vorticano nella mente e si prendono gioco di lui.
Chi, il vero pazzo?
Che poi di vera pazzia ne è pieno il mondo, ne esistono di tante varietà come il cioccolato, su un bancone di una pasticceria. Ma la più frequente è proprio la più adulata e la più osannata da mila e mila anni: la pazzia d'amore. 
Organi come la mente il cuore, i veri organi della pazzia, gli strumenti di questa strana e particolare melodia di pensieri. Come non impazzire per il sorriso di una lei, dell'amato che in sua assenza può distruggerci completamente? Come ossigeno che viene a mancare, come se quel filo, che divide amore dalla pazzia, fosse una valle intera, percorsa da persone che hanno perso la ragione e la coscienza, inseguendo l'amore della vita. Eppure così flebile, quella distanza, scandita da rosse labbra carnose che si cercano, inseguono freneticamente nella danza dell'amore e quando non si possono strusciare, resistono alla tentazione passionale, come se fossero congelate, in quello spazio tempo, senza una ragione, per chissà quale motivo. Ecco allora la pazzia che alla fine è il vero motore del mondo, il carburante della felicità, che rende la vita meno monotona e più intrigante, passionale. Come un film ben girato, dove la colonna sonora e le immagini, vanno a braccetto; ma la colonna sonora è scritta senza note né strumenti; solo scandita dal battito del cuore di chi la vive, di chi la sente nella carne, impressa a fuoco sulla pelle, di chi vuole fare di questa colonna sonora un intero film. Di chi vuole fare di questa vita, con la giusta dose di follia, l'unica vera cosa che effettivamente ci fa andare avanti, che ci sprona, quando tutto va a rotoli e sembra che la vita ci scivoli dalle mani come sapone, come sabbia tra le fenditure delle dita.
Che poi ogni vita, ogni amore è una storia, un film, un libro, uno spettacolo teatrale senza prove, tutto improvvisato, dove davvero chi sbaglia impara e dove tutti sono attori, bravi attori senza maschere.

martedì 18 settembre 2012

A


Dietro tende lontane, gonfie, come vele.

Pongo domande anch'esse lontane

Navigo nelle risposte, vicine

e mi preoccupo di trovare

un'altra strada, per raggiungere te.

lunedì 17 settembre 2012

Leggimi bene, ti scrivo e leggi anche ciò che non scrivo.

Leggimi bene, ti scrivo e leggi anche ciò che non scrivo. Non lasciarti persuadere solo dalle parole che io scrivo e inganno e apparenze e tante e tante maschere che io indosso per apparire e non essere. Forse immagini un uomo sicuro, capace che sia in grado di infondere sicurezza, fiducia, di possedere e creare bisogni che possano essere e non possano essere. Di non aver bisogno di nessuno. Ma abbi pietà e non credere a tutto ciò che leggi ma trova, scava con le unghie e che il sangue sgorghi dai polpastrelli, affinché trovi il tesoro di ciò che non scrivo. L'esteriorità ti potrà apparire e tutto sembrare ma non è; ciò che veramente si cela, il mio vero io che affoga nel caos e nella paura, nella solitudine, lo nascondo. E non lo saprà nessuno e nessuno lo scoprirà, poiché lo nascondo bene e il solo pensiero di evincerlo, mi provoca il panico. Non quello che appare dunque ma in fondo in fondo, potrai vedere il vero uomo che si cela dietro la maschera e che potrà essere svelato solo dallo sguardo che mi capisce: la mia salvezza. Quello che provo a far seguire allo sguardo è l'accettazione, è l'amore: lo strumento che può liberarmi da me stesso. Ma il terrore di non essere all'altezza, di non valere veramente qualcosa, questo io, non te lo scrivo, non ho il coraggio. Se al tuo sguardo non segue l'accettazione, l'amore, sarei risucchiato e il tuo sorriso mi ucciderà. L'essere rigettato. Allora io continuo ad indossare le maschere dell'apparenza, sicuro ma con un bambino tremante dentro. Tutta una finzione, come d'altronde la speranza. Allora ti racconterò cose che non contano e niente di tutto ciò che è veramente importante, di ciò che mi distrugge dentro. E quando ne avrai la capacità, di riconoscere questa mia sceneggiata, non lasciarti distrarre dalle parole, leggi ciò che non scrivo, ciò che vorrei scriverti, ciò che avrei bisogno di scriverti ma che non riesco a scriverti. Ti chiederai se mi piace nascondermi, no! non mi piace nascondermi, è la mia confessione. Vorrei ma non posso, essere genuino, spontaneo e solo tu puoi aiutarmi. Ti sembrerà strano ma ciò che ti chiedo è di stendermi la mano così da portare alla luce ciò che è dentro di me, la mia vitalità: ogni volta che provi ad essere gentile, attenta e premurosa, ogni volta che comprendi perché e per cosa mi vuoi bene, il mio cuore, la mia anima rinasce. Tu devi sapere quanto sei importante per me e che formidabile potere hai su di me. Ma questo è solo se tu lo vuoi, se leggi bene ciò che non scrivo. Così potranno cadere le barriere e la caverna dove sono rifugiato s'illuminerà di luce intensa e sarò libero dalla mia solitudine. Ma solo se tu non passerai oltre quella prigione dove io sono rinchiuso, solo se tu non ignorerai quella fiammella che arde lì in fondo. Ti chiedo di soprassedere alle parole che leggi e scovare, con pazienza, ciò che non scrivo e se a volte ti sembrerà di leggermi come se mi ribellassi alla tua presenza, abbi pietà, abbi pazienza, sono un uomo irrazionale e combatto ciò di cui ho bisogno. Sono fatto così. Ma l'accettazione e l'amore, sono più forti di ogni male che resiste e farà accadere ciò che dovrà accadere e tu finalmente leggerai ciò che devi leggere. Ricordati solo di usare modi gentili, poiché un bambino resta molto fragile.
Chi sono, mi domandi?
Sono quello che conosci molto bene.
Sono ogni persona che incontri.
Sono te stesso.


mercoledì 12 settembre 2012

È così che mi Pare

È così che mi Pare.
Ricordi? Io ti rivedo,
rivedo la donna,
la classe, il portamento,
china con le mani sul viso
dai pensieri assunta... Smilza
e femminile: un cinedo
liscio e bello...
Ricordi? Io ti rivedo
bionda, sciocchina, gaia:
un piccolo cervello
poco intellettuale
di piccola crestaia
molto sentimentale.
Non ti ricordi? Smorta,
con certa pelle chiara
iridi profonde
dal vasto arco ciliare...
È così che mi Pare.
Quella è la casa dove tu
crebbi fanciulla. Guarda
quella finestra dove
vegliavi ad ora tarda;
il biondo capo chino
su pergamene rozze
di greco e di latino,
sugli assiomi nudi...
Ma poi andasti via
lasciasti tutto
passando a nozze
cospicue: un amico,
un amico antico
della madre, uno sposo
ricchissimo ed annoso,
francese, che ti ha portata
in terra lontana
oltre alte cime...
È così che mi Pare.
Volsero gli anni.
E tu esule sulla Senna
non una notizia
non una novella...
Pure, nei giorni grigi,
tra i miei grigi ricordi,
vedevo a quando a quando
i coniugi discordi:
lo sposo venerando
e l'esile compagna
signora in Francia...
Quand'ecco fai ritorno
fra noi, senza marito;
e ti rividi un giorno
più bella nel vestito
cupo... Cercavi intorno
col volto sbigottito,
con pupilla assorta,
chi ti volesse amare...
È così che mi Pare.

giovedì 6 settembre 2012

Il segreto delle nuvole

Momenti intrisi d’acqua nella notte, riempiti di magia…
Guarda, ho cominciato a parlare con le gocce di pioggia!
Ho chiesto alle gocce:
‘Ditemi la verità, qual è il segreto
quale tristezza spinge le nuvole ad abbassarsi così?’
E loro mi hanno detto ‘Queste sono lacrime
di desiderio per qualcuno;
le nuvole impazziscono di piacere per le montagne:
ubriache, lasciano scorrere giù le gocce

Sono impazzito per qualcuno anche io…
La fragranza della terra bagnata sale,
le gocce di pioggia cadono, battenti:
ché essenza ha rilasciato questa terra!
L’amore straripato dalle nuvole
vedi come, sulla terra irrequieta,
ha inondato me pure
e ha reso fragrante anche me.
Qualcuno allo stesso modo
ha riversato amore su di me!

Pioggia

Pioggia battente che cadi,
tu accendi le braci dentro al cuore.

Nell’umidità delle piogge insistenti di oggi cos’è questa fiamma bruciante da dentro?
Le piogge sembrano ardenti quest’anno e la stagione è così irrazionale:
i venti sono ebbri, non so di cosa,
e accendono le braci nel cuore.
Nell’umidità delle piogge insistenti di oggi
cos’è questa fiamma bruciante da dentro?
Non è facile condividere neppure con gli amici, che l’anima si sta legando ad un estraneo: ma non so quali sforzi possano aiutare, quando le braci vengono accese nel cuore…

Nell’umidità delle piogge insistenti di oggi
cos’è questa fiamma bruciante da dentro?

mercoledì 5 settembre 2012

Il cuore irrequieto

Il cuore è irrequieto,
gli occhi scrutano la strada.
La mia vita è insipida,
non c’è melodia né ritmo
Vieni amata,
vieni:
accorda il tuo ritmo col mio.

Oggi la pioggia mi ha inzuppato
mi sono sentito annegare
in una angoscia sottile
e sotto gli scrosci mi chiedo se
ho perso qualcosa -
che cosa ho perso…?
Perché rimani in silenzio
parla, danza con me
armonizza il tuo passo al mio
accorda il tuo ritmo col mio.

Ammetto che tu sei una sconosciuta
ammetto che io sono un estraneo per te
Ma ti conoscerò e se tu vorrai
arriverai a conoscermi.
Vieni, vieni vicina,
percorri la strada del mio cuore.
La tua condizione
è la condizione in cui sono io
Armonizza il tuo sentire al mio
accorda il tuo ritmo col mio.

lunedì 3 settembre 2012

Hey, sconosciuta!


Hey sconosciuta
mi ricontatterai qualche volta?
Io vivo una vita frammentaria qui
e tu stai vivendo solo a metà
lì fuori non so dove.

Hey sconosciuta
Il tuo richiamo lo sento.
Ogni giorno mentre il vento va e viene
mi chiedo cosa il vento di seta sussurra a te…
Dove sono finiti l’amore che stava sbocciando
La luce e la vita?

Hey sconosciuta
mi arriva il tuo richiamo da qualche posto
Tu non sei qui
ma il tuo sorriso c’è
Il tuo volto non è permesso vederlo
ma sento il suono dei tuoi passi
Tu non mi sei accanto
ma le tue impronte sono il mio universo
Io sono incompleto qui
e tu sei viva solo a metà
lì fuori non so dove.

Hey sconosciuta
mi richiamerai qualche volta?