mercoledì 12 settembre 2012

È così che mi Pare

È così che mi Pare.
Ricordi? Io ti rivedo,
rivedo la donna,
la classe, il portamento,
china con le mani sul viso
dai pensieri assunta... Smilza
e femminile: un cinedo
liscio e bello...
Ricordi? Io ti rivedo
bionda, sciocchina, gaia:
un piccolo cervello
poco intellettuale
di piccola crestaia
molto sentimentale.
Non ti ricordi? Smorta,
con certa pelle chiara
iridi profonde
dal vasto arco ciliare...
È così che mi Pare.
Quella è la casa dove tu
crebbi fanciulla. Guarda
quella finestra dove
vegliavi ad ora tarda;
il biondo capo chino
su pergamene rozze
di greco e di latino,
sugli assiomi nudi...
Ma poi andasti via
lasciasti tutto
passando a nozze
cospicue: un amico,
un amico antico
della madre, uno sposo
ricchissimo ed annoso,
francese, che ti ha portata
in terra lontana
oltre alte cime...
È così che mi Pare.
Volsero gli anni.
E tu esule sulla Senna
non una notizia
non una novella...
Pure, nei giorni grigi,
tra i miei grigi ricordi,
vedevo a quando a quando
i coniugi discordi:
lo sposo venerando
e l'esile compagna
signora in Francia...
Quand'ecco fai ritorno
fra noi, senza marito;
e ti rividi un giorno
più bella nel vestito
cupo... Cercavi intorno
col volto sbigottito,
con pupilla assorta,
chi ti volesse amare...
È così che mi Pare.

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