Paura di volare.
Paura di essere al pari della divinità come logica intercomunicante tra te e la loro saggezza. Poiché l'Uno incontra il Primo e il fecondo mostra il pari.
Volare, essendo lo stato di liberazione da quei preconcetti e illusori palcoscenici che i media e tutti i sistemi di potere ci inondano la mente. Quanto una banalissima televisione può condizionare e stravolgere una esistenza e porla alla mercé di pochi. Una massa imprigionata nelle caverne del potere che occultamente infligge una falsa sorte, come se il divino ti avesse dato una possibilità. Una possibilità che ti conduce su una falsa via e, irrimediabilmente, fa ciò che esso ha imposto. Tenendoti in pugno. Illusione di una vita vissuta all'insegna del piacere e dei propri istinti.
Ma come può una giovane vita, credere, essere soddisfatta e percorrerla, se non ha valori di fondo che la conducono per mano verso il fecondo. Dove mistificazioni, orrori nichilismo e dove l'unica certezza è un cubetto di ghiaccio su un carbone ardente.
Sono stato strappato e costretto a volare via come un foglio di carta nella tempesta.
Sono rimasto attonito e stupito dal meraviglioso viaggio che il vento del potere, ha predisposto per la mia anima.
Sono stato malmenato e sbattuto sulle rocce.
Sono stato calato e innalzato fino a toccare il cielo con un dito.
Sono stato costretto ad utilizzare i loro mezzi per ottenere il fine ...che si allontanava al mio avvicinare.
Sono stato proiettato al successo e ricondotto a forza nelle ombre delle mie tenebre.
Sono stato capace di osservare, capire e nonostante la sabbia negli occhi, ho visto che c'era una possibilità.
Il tempo opportuno.
L'ho colto al volo e anche se il sole ora sorge alle mie spalle, uno slancio mi conduce.
Vedo tutto da un altro lato.
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