Mi trovo in quel letto e respirar mi duole, sensazione di mancamento e di vuoto sotto le lenzuola. Il peso del mio corpo, abbandonato a se stesso, mi pone un dubbio come se mi guardassi riflesso. Dai piedi in su, fino su la testa, una fredda aria avvolge le mie gesta.
Mi alzo...ma il mio corpo è ancora li che non mi segue: rigido. Osservo che mi guarda come per implorar il ricongiungimento estremo. Vorrei ma non riesco ad allungare la mano per afferrar la sua. Non riesco. Sono bloccato. Mi sembra di acciuffar l'aria. Solo essa è nella mia, nient'altro che aria. Comincio a gironzolar per la stanza, per cercare di intraprendere l'uscita ma anch'essa al mio avvicinar si allontana. Tornando indietro mi volto, per attinger dal mio corpo che giace sul letto, l'ultima forza sospirata. Lo vedo, vorrebbe, mi guarda con terrore, di chi ha un enorme peso, un masso immaginario, che blocca, che non permette il più semplice movimento. Come incollato, come se le lenzuola avessero piccole braccia che lo costringono, lo reprimono, lo annientano.
La disperazione è in me e il panico nel mio corpo. Respiro profondamente, cerco di rilassar la mente per ragionar e portar l'azione a giusta via. Allora comincio a parlar, a incitar le mie ragioni, a distoglierlo dalle sue paure, per prender tempo e cercar un ragionamento che incuta osservazione:
"Non puoi rifiutar la realtà, essa fa parte di noi, del nostro presente. Ostinarsi a non collaborar con chi ti vuol aiutar, riduce il nostro tempo a vagare nell'Assenza. Ti prego... aiutiamoci a vicenda, accetta ciò che la vita ci ha regalato. Le esperienze sono la linfa divina. Non questa sarà l'unica che riusciremo a superar. Vedo nel nostro futuro, oltre le ardue imprese, una strada dolce e luminosa.
Devi smetterla di chiuderti a riccio e vittimizzare la nostra sorte. Non certo è il nostro letto che blocca i nostri arti ma la paura, il terrore di un mondo ostile, che fuori da qualche parte attende i nostri errori. Ma non c'è vita senza errori, non c'è felicità senza una vera sofferenza. Devi convincerti che non siamo unici a questo mondo, costretti dalla sorte a modificar la via.
Alzati, saremo sempre in due e riusciremo,... ce la faremo!
Guido Gaeta
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