giovedì 22 settembre 2011

lasorte

esiste un momento nella vita di tutti noi, che ti ritrovi a fare una stima su cosa effettivamente hai o su cosa puoi effettivamente pensare di contare. certamente non intingo il mio essere al dolore vissuto nanco voglio istigarti all'inerzia, che pure potrebbe somigliare all'ozio. ma credo che abbisogni, mio caro Guido, arrivare e decidere se tutto quello che desideriamo è fondamentale per la nostra esistenza o solo ornamento del nostro costume. sapere se per cibo si intende mangiare per gola o per chetar la fame e per tenere in salute il corpo e quanto basta. se per bere intendi quando hai sete e dissetarti. se per casa intendi salvaguardarti dall'intemperie. non importa se il tetto avrà tegole d'oro o frasche di campo, poichè copre bene alla stessa maniera. ornamenti e fregi che tanto ti hanno distolto e con fatica hai ottenuto, devi disprezzarli tutti. nulla c'è di più straordinario dell'anima e per un'anima grande nulla è grande. devi gridare con tutto il fiato che hai in gola e liberarti di tutto ciò che piace al popolo e che la sorte ti può donare. devi stupirti di ogni bene che viene dal caso poichè il caso ti tende una trappola e ti ci vuole invischiare. devi vivere una vita serena e tutto quello che viene dalla sorte lo devi evitare. stanne alla larga. essi sono beni che tradiscono. se pensi di possederli, no, essi possiedono te. e una volta entrato in quel circolo vizioso non si può più resistere: la propserità ti devia e alla fine o prosegui diritto o precipiti una volta per tutte. la sorte non solo ci travolge ma ci annienta e ci oscura l'animo.
pertanto lascia agli altri i presidi e i fori, lascia agli altri di porre il siggillo e appartati per trovare qualcosa da donare ai posteri. come consiglio o come semplice medicamento per una vita sana e serena.
alla fine fai più tu che sembra che non fai niente: ti curi nello stesso tempo delle faccende divine e di quelle umane.

Nessun commento:

Posta un commento

Attenzione a ciò che pubblichi, sei l'unico responsabile