C'è chi ha scritto che i sentiri dell'anima sono diversi e ne esistono alcuni dove l'uomo cammina da solo. Sono strade che non portano alla società. Un qualcosa di alternativo, quasi un mondo privato che si sottrae allo sguardo pubblico.
Questo perchè la vita non è fatta solo di terra da arare, che crea pruduttività ma anche di immense montagne di sogni e, purtroppo, altrettanti sotterranei di dolore.
Forse, siamo tutti intenti a prepararci per un viaggio, pronti a solcare oceani e strade per ragiungere autostrade affollate, città rumorose, divertimenti. Senza considerare che durante l'anno le altre strade che percorriamo ci portanto a tempi di lavoro, terreni da coltivare e da edificare.
Oltre c'è un'altro mondo. Nella nostra anima ci sono anche altri sentieri, ove in silenzio si può procedere lentamente, meditando, interrogando se stessi. E preganodo, perchè no.
Ci sono le «montagne dei sogni»,dove si ascende non per respirare aria pulita ma per avere orizzonti diversi, più liberi e larghi sulla storia e soprattutto sul mondo, impedendo all'interesse, al realismo più bieco, al calcolo di restringere al minimo atti e pensieri. E poi ci sono pure i «sotterranei del dolore», quelle piaghe interiori che si cerca di ignorare, di accostare o di anestetizzare durante il resto dell'anno ma che sottilmente ci torturano, giorno per giorno, a poco a poco ma che devono essere esaminate e curate con coraggio, per evitare il collasso.
Il programma, in una vacanza, non si misura solo sul benessere fisico o sui progetti di riposo e di viaggio ma anche sull'avventura dello spirito, sulla cura dell'anima, sulla rinascita della coscienza, sull'allargarsi della mente e del cuore.
Noi siamo fatti non per il modesto cabotaggio ma per navigare negli spazi dell'infinito, del mistero, dell'amore.
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