È certo che noi siamo fantasmi, coloro che credono solo al loro passato.
Così a parlar di cieli da qui,
è una pagina strappata
dove stelle e comete si conficcano, schegge di grafite.
Cola via l'inchiostro e si spande, denso, nello spazio.
Arriverà il modo e tempo e mi domanderai: cosa resta?
Solo cadaveri di parole, come mosche e moscerini morti, ora lì, sullo stagno nero, galleggiano, nel nulla.
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