In questo momento, in questo istante, in questo mondo, nella notte, le parole dell'incubo, del sogno, dell'infanzia, della morte, non sono mai quelle che uno vuole dire. Ne pensa altre e altre ancora. La lingua ti castra, organo di conoscenza ma ti castra. Del fallimento di ogni poesia, poema, il detto è castrato dalla sua stessa lingua.
Lingua, organo della ri-creazione, del ri-conoscimento. Illuso, non quello della ri-surrezione.
Dice e offre, la negazione degli orizzonti di sofferenza con il suo tutto.
Forse una promessa ma nulla è promessa
Per tutto il detto, dicibile equivale alla menzogna, ché si può dire è bugia.
Il resto è silenzio nel tempo e nello spazio. Solo che il silenzio non esiste: no.
L'essenza delle parole non fanno l'amore ma fanno l'assenza.
se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questo momento, in questo istante, in questo mondo, in questa notte.
Straordinaria la notte con il suo silenzio
Quello che succede nell'anima non si vede
Quello che succede nella mente non si vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa cospirazione dell'invisibilità?
Nessuna parola è visibile.
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