giovedì 13 ottobre 2011

Paolo


Stai cambiando, il tempo ti sta portando via. Che vita la tua vita. Una esistenza passata a dover ogni giorno chiedere, come un mendicante, ciò che ognuno di noi nel nascere, ha già di suo e che è tuo di diritto sacrosanto ma che non hai mai posseduto. Chiedere in definitiva tutto, poiché tutto, è difficile ottenere per te.
La sorte, nulla ti ha donato. Ma nello stesso tempo nulla ti potrà togliere e questa è forse, l'unica vera fortuna che hai avuto. Ma chi può, con tanta sicurezza dire se sia vera fortuna?
Non lo so caro Paolo. Io piango quando penso alla tua vita misera di ricordi e arida di emozioni. Quante cose non hai avuto. Non hai avuto la possibilità di assaporare le labbra di una donna, emozionarti nel toccare la sua pelle, carezzare i suoi capelli, gestire un suo abbraccio, avvinghiarti al suo corpo. Essere guardato dai suoi dolci occhi mentre dormi e la mattina, al tuo risveglio, trovartela che ti sorride e insieme gustarti quel tanto agognato caffè, da sempre, vietato.
Non un bicchiere di vino, in una cena fantastica estiva o un pugno di caldarroste al tepore di un camino in una fredda serata invernale. Un film dove potersi vergognosamente commuovere. Nessuna possibilità di condividerne le gioie e le sofferenze.
Raccontare una favola ai tuoi figli, assaporare la loro crescita, insegnargli ad andare in bici, a fare le prime espressioni, ad educarli.
Tutte quelle semplici cose di cui, noi, "normali", ci compiacciamo nel nostro gioco delle parti.
Al di là delle più nere aspettative, sei sempre uguale magnifico e magnanimo, nel dare e nel ricevere. Con i tuoi sorrisi che si spengono giorno dopo giorno, così a poco a poco.
Lo sento quando mi abbracci che il tuo, è Amore sincero e i tuoi sguardi, sono di gioia quando con freddezza e tirchieria, ricambio lo stesso abbraccio con parole sommesse. Forse, sono l'unica persona che veramente hai Amato, la tua unica scialuppa di salvataggio che mamma e papà ti hanno lasciato in eredità, nel raccomandarmi la tua anima.
Eppure tu lo sai, che la tua vita sta giungendo al suo traguardo e tu con arrendevolezza hai ogni speranza abbandonato. La tua tenacia e testarda capacità, stanno per essere schiacciate da quel miscuglio di farmaci che interrottamente, da anni, ti obbligano ad ingurgitare e tu, stanco, vai sul tuo letto e spegni la luce. Anche con il sole. A mezzogiorno.

Guido Gaeta

1 commento:

  1. Quando una persona si sente amata non ha bisogno di nulla, l'amore basta all'amore nessun concetto di normalità rientra in questo.
    Paolo è fortunato perchè a te che lo ami.

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