Ho imparato a non confidare in me, subito e con facilità.Scruto e frugo esaminando me stesso e considero se ho fatto progressi con la mia stessa vita.Non cerco un qualsiasi favore popolare ne ostento gratitudine ma un risultato nei fatti. Cerco di formare l'animo con l'attività e ho il disgusto per ciò che viene dall'ozio. Regolo la mia vita cercando di domarla negli oceani agitati anche se in ogni istante mi si presentano circostanze che chiedono direttive. È vero! mi danno di tante regole anche se è la fortuna a fare uso della mia vita o il buon Dio a governarla. Ma nonostante tutto anche se esistono tanti domini esterni a gestire e a rendere vulnerabile e dominato il destino, voglio disciplinarmi e rafforzare il mio spirito fino a farlo diventare un modo di essere. Ecco perché cerco con tutto me stesso di raggiungere un determinato obiettivo. Non voglio andare errando poiché non avrei mai fine. Lo ritengo un desiderio naturale che ha dei limiti ben definiti:La mia meta.Mi accorgo dei desideri ciechi quando non hanno mai fine e le opinioni costruite su questi desideri sono false opinioni. Spesso consideriamo le opinioni: consigli, ricchezze. Le opinioni sono esigenti e creano il falso tutto intorno. Proprio per questo, l'andare errando e desiderare cose nate con false opinioni, non ha limiti e da queste cose impariamo solo a desiderarne altre.Quando mi rendo conto che dopo tanto lavoro ho sempre una meta più avanzata, allora il mio desiderio è cieco.
Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
venerdì 7 ottobre 2011
lameta
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