belle parole che all'anima sono dirette. Ma nello stesso tempo abbia il dono e la capacità di allargarne l'orditura, le maglie, per non essudare nulla di chi con tenacia e cattiveria, indirizza parole di guerra.
Indifferenza, solo indifferenza.
È come in cucina, lo chef, sceglie e utilizza gli utensili idonei a passare, tritare, tagliuzzare e poi con audacia e abilità, miscelare gli ingredienti per poi alla fine servire la pietanza sulla tavola imbandita per gli ingordi commensali, che con voracità ingurgitano, applaudendo le bontà gustate e da li a poco al cesso defecate. Così lo stesso il maestro, utilizza l'indifferenza per passare, la lingua per tagliuzzare, la conoscenza per triturare, l'intelligenza per argomentare e con follia precipitare lo discorso alla platea e a chi stolto, con tanto ardir, attende dalla sua bocca che gli vomiti i più semplici dei misteri e nello stesso tempo verità ovvie, che da lì a poco, la sua atrofica e denutrita mente, oblia.
Ma lo dramma principale è quando la stessa platea in altri simposi, si ritrova a rimembrar quelli concetti ascoltati e non avendoli per nulla assimilati, defecarne le parole, in un collage senza senso, così da turlupinare lo concetto iniziale ed offendere la intera intellighenzia umana.
Invero chi su terreno fertile ha piantato li semi ascoltati e dato modo di far crescere la pianta fino a far divenir arbusto dal tronco forte e austero, sarà assai bello sia agli occhi di chi ascolta che di chi dileggia, ammirar tale concetto crescere, addivenir folta foresta.
GUIDO GAETA
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