lunedì 17 ottobre 2011

cosa è

Casa è, se al momento ti senti perso in quella stanza dalle mura crespe, senza il loro lamento, i loro gemiti malinconici
Cosa è, se la scena ha un cenno invisibile che anche il sorriso viene sospinto verso l'angusto corridoio che porta alla stanza buia
Cosa è, se la convinzione è solo un diritto a possedere uno spazio e dove il tempo non è affine a se stesso
Cosa è, se la morte prende il sopravvento al di là del mescolarsi, consumando tutta la forza che accomuna
Cosa è, se l'uno è finito e vanità di sé
Cosa è, se non ti rifugi tra te e te e comprimi il tuo io al fine di festeggiare la tua malinconia in una distesa di mille perchè così, a poco a poco
Cosa è, del semplice averne, di infimi pensieri, e prenderne cura per accompagnarli dove essi ti riconducono
Cosa è, se la solitudine ti rigetta e ti rimprovera una pagliuzza quando è il trave il vero problema
Cosa è, di tanto ovvio se poi l'ovvio lo disprezzi e lo riconduci a cose indelicate
Cosa è, se l'amore non viene a te così puerile e fragile, senza quello sfondo così cluadicante e tenebroso allorquando il corso delle cose giunge al suo oblio

La consapevolezza di possedere quello che più ti è proprio, è il fulcro di una esistenza che non ha confini, al di là della morte, al di là della contrapposizione della vita rispetto alla morte.  Intrecciati come edera attorno ad un palo. 
Tanto più in solitudine, tanto più la festosità degli squarci t'ingoiano fino a soffocarti.

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