martedì 25 ottobre 2011

Più volte sono morto con la coscienza sporca di chi disprezza la vita.


Defluisco lentamente, sparpagliandomi nell’etere come vapore.
Invece il mio respiro appanna ancora il vetro ed osservo il pulsare, il magico condensare, lo svanire di un alone doloroso e trasparente.
Voglio respirare amore. Alitare su tutti gli specchi. Lasciare un segno chiaro come un bimbo curioso che scopre il mondo attraverso un magico gioco.
Non morirò più… Solidificato dall’impotenza. Non bramerò più la fine, perché ho disciolto al giusto punto di fusione la gioia di guardare oltre.
Una questione di fisica. Un processo reversibile che non sapevo di avere, che terrò dentro di me fin quando renderò infinito il mio amore per te.
Non siamo altro che lo specchio delle proprie paure. Ed io vi alito ancora col sorriso di chi ha ingannato il “morire”…
Gg


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