mercoledì 19 ottobre 2011

Anima

Carissima Anima,

sono disperato, l'uomo forte immenso invulnerabile che si presentava ai tuoi occhi, è distrutto. È stato travolto dagli eventi e non sa più se riuscirà a cavarne fuori uno straccio di ragione, per tutto quello che gli è accaduto. Non voglio che tu mi commiseri, che mi biasimi. Il mio è uno sfogo e un portare alla luce il profondo disprezzo, poiché lassù nessuno ha accolto le mie grida, la mia vulnerabilità.
Sono arrivato al punto anche di pensare di affrancarmi, in attesa che vox populi faccia il resto. Ho proceduto con il mio cuore, per cercare di riscattarmi in ogni singolo giorno, ora, momento ma quando il virus ha danneggiato tutto il corpo, c'è proprio poco da fare e non credo che asportare sia la soluzione che possa farmi tirare un sospiro di sollievo.
Solo Dio sa, come irrimediabilmente mi sento.
Non voglio azzannare la tua essenza ma coinvolgere e aprirmi, affinché Tu possa sentire le mie urla.
Tu sei l'anima immortale che risiedi nel mio corpo, come Dio per l'universo.
Brandelli di corpo? ma non Tu, la mia Anima.
Anche se schiacciata, sei come il fuoco che si propaga in ogni cosa. Come l'aria. Se pur ti infliggono sferzate non ti scindi. Ti sposti ma non ti annienti. La tua sottigliezza si insinua in ogni parte ed erompe attraverso ciò che ti comprime.
Come il fulmine, pur se ha colpito e illuminato lo spazio, si ritira in piccolissime aperture, così l'anima, più sottile del fuoco, può fuggire attraverso ogni corpo.
Mi concedi l'ascolto dei rumori del silenzio e rappresentazione di splendidi/orridi figuri. Trai malvagie gioie e vizi inetti.
La Causa?
La causa sesta, il tempo, la settima lo spazio e il moto l'ottava.
Ma la vera causa?
La prima causa, ciò da cui, quella efficiente, che senza la materia, la seconda il creatore ciò dal quale, non avrebbe modo di esistere. Così la terza il modello ciò in cui il creatore si è divertito. Il fine che ad essa è imposto, è quel che più mi illumina, che è l'essenza di tutte le cause, ciò per cui tutto è plasmato. La quinta, ciò a cui è riferito il tutto, l'idea. Le ultime tre cause il tempo, lo spazio e il moto: niente può farsi senza il tempo, senza il luogo dove deve avvenire una cosa e senza il moto poiché senza l'attività, non ci sarà nessun mutamento.
Nel nulla, nulla può.
Ma anima mia così come tu risiedi nel corpo, così Dio risiede nell'universo e la causa prima quella universale, è la ragione creatrice di tutto e non può che essere Lui.
Pur semplice, poiché la materia stessa è semplice e tutte le altre cause, non sono che parti o singole cause che dipendono solo da una, da quella efficiente. Io non so quale è la verità assoluta ma tu Cara Anima si e devi darmi la ragione per colmare la lacuna.
Ma la posizione che occupa Lui nell'universo, tu la occupi nel mio corpo. Quello che il corpo rappresenta, è quello che nell'univero rappresenta la materia. Non temo ingiurie, ferite, disonore, carcere e povertà.
Non il tempo risparmierò affinché quel dì giungerà. Ti distaccherai dal corpo e la morte né avrà divorato il restante.

GUIDOGAETA


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