sabato 30 marzo 2013

Cuore


Corro verso orizzonti che s'allontanano. Porto in bocca carboni accesi come l'istante che agonizza. Insieme a me se ne vanno i giorni e le notti con le sue stelle e questa giostra di materia intorno al niente. Non ho nulla da fare, anzi no: ho da fare! 
Devo impegnarmi nel costruire un nuovo cuore, tutto nuovo, di ultima generazione. Un cuore che abbia capacità di interagire con il futuro e che abbia quelle doti di cui non posso farne a meno: di sentire e amare.
Ma in più deve farmi capire gli uomini e farmi sapere a chi liberamente tendere la mano e a chi non stringerla mai.

martedì 26 marzo 2013



Ti vorrei tra le mie braccia,
adagiata sulle mie gambe,
con una voce soffusa.
Come fu il nostro primo bacio,
che andò avanti in quella notte.
Non parlavamo: ci avvicinavamo.
Tu mi rivelavi il tuo splendore.
All'alba ti raggiunsi con delle parole.
Sul tuo viso,
allegria, curiosità,
incredibile evento!
Due labbra, contatto perfetto
sorriso arcaico, divenuto poi immenso,
radicato in un batter di ciglia.
Mi rialzai in catene:
le altre donne per me non esistevano più.

lunedì 25 marzo 2013

Io, sempre!

Sì forza, spegnimi pure la luce negli occhi, negami il tuo sorriso: ti vedrò lo stesso.
Sì forza, otturami gli orecchi: ti sentirò!
E anche senza piedi ti camminerò a fianco.
E anche senza bocca potrò scongiurarti lo stesso. Se mi spezzerai le braccia ti abbraccerò col cuore.
Poi mi potrai strappare il cuore: mi batterà il cervello.
E se infine zoppo, arido senza cuore e senza il fuoco, nella mente che mi priverai, allora ti porterò nel sangue.


domenica 17 marzo 2013

Azzurro



Era triste quella sera di marzo. Il cantiere era ancora aperto e noi compagni saltellanti come scimmiette ci dirigevamo spesso verso la ringhiera più alta, dove c'era la baracca degli attrezzi. Lì i nostri sogni si realizzavamo; bastava un sacchetto di chiodi di cielo che il caposquadra generosamente ci donava, facendo scrupolosa attenzione alla sfumatura di azzurro che esattamente avessimo in mente.

Oggi sento che ho bisogno ancora di quei chiodi di cielo con la loro esatta gradazione azzurro intenso, la filettatura impercettibile e la capocchia indistruttibile, in grado di reggere pesi ed inchiodare ogni cosa al nulla e farcelo stare.

sabato 16 marzo 2013

Accade

Accade che le sintonie dell'anima
non giungano ai contatti ma le parole riempiono i vuoti e emergono trionfanti
come un magnetismo.
É raro ma accade, quando la volontà di far pagare un passato ricade su chi non ne ha colpe. Può darsi ma non certezza!
Che sia vera soltanto la lontananza,
vera la stanza buia, vero l'obbligo della mancanza e vero l'oblio, vera la foglia secca più del fresco germoglio.
Tanto è tutt'altro che può darsi o dirsi.
Comprendo la tua sensuale caparbia volontà di essere sempre assente perché
solo così manifesti la tua magia.
Innumeri le sciocche astuzie che intendo.
Insisto nel provocare ricerche di te nel fuscello o nell'albero rigoglioso ma mai nel pieno, sempre a vuoto: in quello che
anche il tuo io resiste.
È o non è la mia volontà strana, multiforme, multi anima? Forse è così come mi pare o non è.
Ignoro se la mia inesistenza appaga il tuo destino, la tua essenza;
se la tua colma il mio animo che ne trabocca; se l'innocenza é una colpa oppure ti coglie impreparata sulla soglia della tua passata sofferenza.
Di me, di te tutto conosco ma tutto ignoro.

martedì 12 marzo 2013

Oblio


Ci aggiriamo disorientati fra i lugubri labirinti della notte. A tentoni, nella fioca luce di stelle lontane, crune nella gramaglia lambita dal fuoco del buio.

Non odo più gli inni alla gioia della vita. L’umanità si dispera, cammina nell'oblio, rasenta muri di fredde e riarse raffiche.

Gli istanti sgocciolano e gli ultimi, nell'abisso.




sabato 9 marzo 2013

Pensiero di te

Sono trasportato in punta di piedi da uno sguardo sull'infinito, galoppo sull'onda della vista.
Mi abbracciano le fasce di pelle.
Mi ci avvolgo, desideroso di possedere il pensiero e il flusso, lo zampillare di parole che da me proviene.
Mi cullo sul tuo seno immaginato e reclamo rivelazioni impossibili.
Le mie parole le incido sulla polvere.
La mia sete di te reca immagini.
Trascorro i rintocchi del tempo della sera indossando la mia natura di viandante, senza fissa dimora.
Mi addormento nell'ombra,
quando sono stanco. Ma prima mi attacca il dormiveglia, lì con il libro sulle ginocchia, con gli occhi spalancati e fissi,
la mente che corre lontano. Quando il pensiero ti corre incontro, mi cade addosso una malinconia dolce
come una carezza lieve,
che mi stringe il cuore,
un desiderio vago di cose ignote. .
Il terrazzo in primavera non mi istiga contro me stesso.
Amo le anime impossibili,
quelle i cui cui respiri sono ignoti all'aria e alle mani intrepide infilo i guanti della poesia.