mercoledì 27 febbraio 2013

Paolo

Perché stai andando via, Paolo.
Perché rinunci, Paolo
Perché non resisti
Non scruti
Non osservi, Paolo.
Hai ancora la verità della vita e la sua angoscia, un mare di onde da navigare, un immensa storia ancora da amare.

Perché stai andando via, Paolo.
Perché non ascolti, Paolo
Non senti il canto della parola non detta
La sua profonda ansia
Il dolore di mamma,
nel desiderio che tu viva
Ora tu taci, Paolo
E le inutile domande
Le risposte frammentate
Il tremore delle mani, Paolo

Perché stai andando via, Paolo.
Sei felice, Paolo
Con i tuoi romanzi, le tue sillabe, i tuoi gesti, i tuoi vaffanculo non più gridati.
Costruisci i testi
scegli il tono,
lo scenario,
disponi prospettive,
inventi personaggi,
proponi i loro incontri e gli detti gli impulsi.
Quale mondo, Paolo.

Perché stai andando, Paolo
Perché non rimani
Ci mancano le tue risate a squarciagola
Ci mancano le tue poesie
Al loro posto una maschera, Paolo
Un frammento di smorfia
Un ramoscello senza foglie
Un vetro appannato
Un orgoglio ferito
Cosa faresti mai senza il tuo mondo senza volto né domande, Paolo.

Ormai sei andato e non torni più, Paolo
Da qualche parte sei, Paolo.
Ne ero parte, adesso non più.


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