E tante volte
riscoprirsi a ricorrere coincidenze,
vuoti a perdere, ombre di sensi,
e ripiombare nella misera vita umana,
fardelli di vita, tristezza infinita,
per rivederla in linea con un disegno più vasto,
per un componimento grandioso.
Forse la coincidenza per una verità
e un'altra e poi un'altra: tutto casuale!
Forse alla mercé di un disegno disumano
che mena fendenti alla cieca,
di un Dio insano; e il senso,
il fine, non esistono.
Vogliono spiegarci
ma nulla si spiega
Vogliono insegnarci
ma nulla si insegna.
Creano Miti,
i segreti della natura
bisogni, desideri indefiniti
per parlare di noi,
di noi stessi.
Ma l'enigma neppure si sfiora
visioni antiquate, che lasciano il tempo che trovano.
Nessuna verità, se non la tua, la nostra.
Ti ammoniscono, ti ridicolizzano con spiegazioni,
con mappe bidimensionali, su territori multiformi.
Per loro una natura morta, da anatomizzare,
estranea all'umano
come se non ne facesse parte, da nessuna parte
ma molto di più di quel che appare.
Vero, tutto, raccogliere qualche reliquia di essenza,
di verità, significato, nel deserto dell'assurdo.
Legami tra sognatori e visioni oniriche,
numeri, nomi che ci perseguitano,
come se volessero comunicare verità diverse,
brandelli d'intonaco, di un muro scomposto,
tracce di mirabili affreschi.
E in questo paesaggio in rovina,
tra ruderi, sotto un cielo desolato,
lì, ostinato, cresce qualche ciuffo d'erba.
Tra i risucchi di mulinelli di un vento grigio,
la polvere, i detriti, per un istante
porta l'eco radioso di un futuro magnifico...
Si spera.

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