venerdì 20 aprile 2012

La lingua e le parole


Il problema della lingua è un problema carraio. Cioè non ci vuole niente davanti. Bisogna che esca, che fuoriesca, poiché la lingua non è che la punta dell'iceberg che tutti noi vogliamo vedere ma non guardiamo mai cosa c'è sotto, tutto il territorio che è esistente sotterraneo: il pensiero. E insieme, anche a quello dell'immaginazione. C'è un filo che noi abbiamo, dei fili che sono collegati a quello che è l'immaginario. Ecco, che allora, a me diverte poter andare a scavare speleo-logicamente in alto, scavare in alto. Questo oltre, è il mio scavare in alto e in altro. Non riesco più a seguire i codici della parodia, della imitazione, recitazione, non riesco più a seguire i codici del pensiero comune, anche perché ormai è quasi liso, bombardato e io ho bisogno di andare altrove. E' la legge dell'altrove. 

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