Non ho voglia, non ho voglia, non ho voglia.
Ho voglia solo di credere che questo è il mondo giusto, il mondo che voglio, il mondo dove mi posso rotolare, che mi ci posso tuffare e sorridere e camminare tra i suoi ridenti e meravigliosi prati. Non ho più voglia di avere dubbi, non è giusto averli. Questo e il mio mondo la mia casa ed è quello dove devo vivere e regalare, donare a mia volta, alla vita che ho educato, che ho fatto crescere, che mi guarda con gli occhi increduli, che mi sprona ed attende le risposte alle domande più incredibili che loro ti pongono. Ho voglia di superare senza ostacoli le miriadi di dune, che il vento scompone e ricompone e accompagnarmi verso gli orizzonti dei suoi occhi. Non ho voglia di sentire e ascoltare urla e pianti di madri azzannate dalla violenza, che le ha strappato il bimbo dal grembo, sua naturale culla della vita. Non ho voglia e rinuncio ad avere voglia, se continuo a girarmi e notare che la terra è anche usata per ricoprire corpi che non hanno vissuto, che hanno sofferto. E constatare che possano esserci occhi di bimbi o ragazzi come i miei, che non hanno i preziosi doni naturali che la natura elargisce, a chi apre i suoi occhi al mondo. Ho voglia di camminare in sentieri dove poter incontrare uomini e donne e conoscere la loro arte, la loro storia, la loro cultura. Ho voglia di comprendere la loro lingua e le loro origini, per poter parlare con loro e insieme stordirci nell'ennesimo tramonto o alba. Ascoltare le loro sensazioni e comprendere quanto non è dissimile dal mio animo il loro, che vivono come me. Voglio avere la capacità di scegliere solo il meglio e le persone migliori, insegnare loro le mie conoscenze e apprendere le loro, poiché solo insegnando s'impara e impregni la tua anima della virtù, come quando entri in profumeria e uscendo i tuoi vestiti lo sono di profumi. Ho voglia di sentire l'acqua piovana sulla mia pelle e non nascondere più le lacrime di sofferenza ma solo di gioia e vita da vivere. Non voglio vedere l'uomo che si annienta di fronte a Dio, poiché più la Divinità si fa grande, più l'umanità diventa miserabile. Voglio che il mondo mi guardi per guardarmi davvero, così come per guardare cosa il mio cuore vuole urlare. Voglio credere che la gente creda in se stessa e affronti il giorno così come affronta la morte. Voglio che torni e tornando capisci i tuoi sbagli e chiedi scusa, anche se preferirei che non andassi mai via e restassi per lottare e affrontare. Credo follemente nei baci, così come credo nelle parole, poiché i baci sono le tue parole che scolpisci con martello e scalpello sul mio cuore. Desidero leggere ed ascoltare la schiettezza e non giri di parole: una volta lette ti rimangono impresse nella mente e ti cambiano la vita. Voglio che la mia penna sia una spada ed infilarla ben dentro all'orgoglio perché con questa spada, uccido quando voglio.
Si forse qualche volta ho sbagliato, ho narrato emozioni e detto cose a cui non credevo. Può capitare a tutti di sbagliare ma non sono mai andato via. Mi sono rimboccato le maniche e ho ricominciato: ho ricominciato da zero. Ora però gli zero sono esauriti, non ne ho più. Ora voglio solo le labbra, la carne, l'anima, voglio riempirmi d'amore, ridere fino al mal di pancia, piangere se sarà necessario ma vivere.
Nessun commento:
Posta un commento
Attenzione a ciò che pubblichi, sei l'unico responsabile