martedì 29 maggio 2012

L'assenza

"E quando l'ombra dilegua e se ne va, la luce che si accende diventa ombra per altra luce, e così la vostra libertà, quando spezza le sue catene, diventa essa stessa catena di una grande libertà".

Kahlil Gibran




Non sono avvolto da nulla. In un assenza senza conforto. L'assenza non conforta, l'assenza non è neppure un dolore. Non mi avvolge, come fosse una coperta, necessaria, per quanto non voluta ma attesa. In una curva o in un miraggio rovesciato. Vivo con continue apparizioni di visioni, di divinità divine e di quelle terrene. Voglio comprendere, capire cosa è quell'assenza che è un fruscio, il cigolare sommesso di una porta, a poco a poco l'evaporazione dell'acqua che bolle, i profumi, la linea d'ombra che va a spegnere il bianco di un muro, il grigio, il terribile grigio di certi pomeriggi, un attimo prima che arrivi un tramonto, quando il sole si è deciso a sfumare sotto l'orizzonte, ma non ha deciso di farlo nel modo solito, quello che piace a tutti.
L'assenza non è un telefono muto, quella è la morte. L'assenza è un telefono che squilla una volta soltanto, e smette prima che tu dica:' Pronto...'.




liberamente ispirato da  Roberto Cotroneo, da "Questo amore"

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