Come ogni giorno, è venuto a chiedermi i soliti due euro e invece dei soliti due euro, mi ha chiesto 70 cent. -Perché, ho chiesto - e lui -Non ti preoccupà, ne voglio solo 70.
Con il suo "non ti preoccupà" i suoi occhi mi hanno attraversato, passato letteralmente da parte a parte come se mi avesse trafitto con una lancia. Lui non guarda, lui ha bisogno di definire gli accenni, solo quelli e subito dopo, dimenticarli.
Lui è un'isola, chiuso in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento, dove può solo e ancora, solo respirare.
Il suo sguardo innocente, di un bimbo se posso osare tanto, mi ha emozionato, commosso. Poi con la sua dolcezza e poca voce, mi ha chiesto di portargli il latte per cena. -Non ho fame voglio solo il latte.
Il latte. Quel latte, dal significato immenso. Il primo alimento di tutti e poi... con il passar degli anni, anche l'ultimo. Dare il latte ad una persona adulta, o anche quando me lo preparo da solo, è uno di quei momenti più intimi, di fragilità estrema, che l'io chiede e che con emozione, tollera a se stesso.
Paolo ha un carattere meraviglioso, forse per la sua sottomissione al mondo che lo ha voluto così e che gli ha inflitto una vita di rinunce. Mi escono le lacrime mentre scrivo. Soffro tanto per lui e per il suo stato. Lui tanto esile e tanto straziato. Chi lo ha conosciuto, ha compreso che esiste un dio cattivo e ignobile che riesce a suggellare tutte le sue perversioni in un solo individuo.
Paolo non ha passato e non ha mai pensato al futuro. Il suo è un tempo al presente. Nessuna illusione, poiché anche le illusioni gli sono negate. È privato anche del bisogno d'illusione, che è quella maledetta funzione biologica dell'uomo, e quindi anche un elemento importante della costruzione del nostro mondo. Ma quale mondo, ditemi, quale mondo lui vive? Perché il suo futuro è sempre stato dall'essere una promessa a essere una minaccia? Lui ha sempre vissuto ai margini, è sempre fuggito dal sociale attraverso i molteplici fori che lo rodono e lo trapassano, sempre in presa diretta su di esso, sempre in atto di predisporre ovunque le cariche molecolari che possono far saltare quel che deve saltare, cadere quel che deve cadere.
Paolo ha segnato per me tanti periodi della mia vita, terribili per averlo visto così, sempre sottomesso alle angherie degli eventi. Io al suo fianco da più di 15 anni, non ho mai smesso di difenderlo e proteggerlo. Proprio così, come si fa con un figlio, con un piccolo indifeso.
Dopo aver preso i soldi e avermi fatto la sua richiesta per la cena, si è allontanato con passo felpato, quasi strisciante. Era tanto energico fino a qualche anno fa.
Ma per lui, il tempo, non c'è.
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