Non ho mai perso tempo quando imparo per me stesso.
Oggi mi ritiro e sottraggo la mia anima alla folla.
A volte, frequentare tanta gente diversa, può riuscire a cambiare il costume a uomini valorosi. Questo accade soprattuto quando il carattere subisce e sei succube degli eventi. Basta una sola volta, che ti poni mollo o lascivo nei confronti del vizio, che i danni sono incalcolabili. Dopo tutto, basta pensare a quanto è il danno, quando le nostre convinzioni vengono attaccate dalla massa: o li imiti o li odi. Ma sono entrambi situazioni da evitare: non devi imitare persone corrotte poiché sono tante, né tanto meno odiarle poiché sono dissimili.
Allora la strategia migliore è quella di ritirarsi dalla folla e stare con se stessi o stare con gente che può renderti migliore. Il vantaggio sarà per entrambi ed insegnando si impara.
Mi sono reso conto che non c'è ragione al mondo che mi debba ostinare a piacere al volgo e spingermi di esibire ai più, il mio ingegno, poiché anche se ho beni adatti alla massa, non ci sarà mai nessuno in grado di capirmi.
Il risultato lo traggo con me stesso, in quanto la materia del mio io è difficile da comprendere e a me bastano poche persone o solo una o addirittura nessuna. Mi ripeto, ostinatamente, che una persona sola vale quanto un popolo e il popolo quanto una sola persona. E a chi mi dice perché sono da solo, rispondo che non parlo per molti ma per te che ascolti e mi completi: io e te siamo un teatro sufficientemente grande.
Con queste regole, rifiuto il piacere del consenso generale e la domanda che mi pongo è : anche se molti mi lodano, perché rallegrarmi se sono tanti a capirmi?
I miei meriti li ricerco nell'approvazione della mia coscienza.
Oggi mi ritiro e sottraggo la mia anima alla folla.
A volte, frequentare tanta gente diversa, può riuscire a cambiare il costume a uomini valorosi. Questo accade soprattuto quando il carattere subisce e sei succube degli eventi. Basta una sola volta, che ti poni mollo o lascivo nei confronti del vizio, che i danni sono incalcolabili. Dopo tutto, basta pensare a quanto è il danno, quando le nostre convinzioni vengono attaccate dalla massa: o li imiti o li odi. Ma sono entrambi situazioni da evitare: non devi imitare persone corrotte poiché sono tante, né tanto meno odiarle poiché sono dissimili.
Allora la strategia migliore è quella di ritirarsi dalla folla e stare con se stessi o stare con gente che può renderti migliore. Il vantaggio sarà per entrambi ed insegnando si impara.
Mi sono reso conto che non c'è ragione al mondo che mi debba ostinare a piacere al volgo e spingermi di esibire ai più, il mio ingegno, poiché anche se ho beni adatti alla massa, non ci sarà mai nessuno in grado di capirmi.
Il risultato lo traggo con me stesso, in quanto la materia del mio io è difficile da comprendere e a me bastano poche persone o solo una o addirittura nessuna. Mi ripeto, ostinatamente, che una persona sola vale quanto un popolo e il popolo quanto una sola persona. E a chi mi dice perché sono da solo, rispondo che non parlo per molti ma per te che ascolti e mi completi: io e te siamo un teatro sufficientemente grande.
Con queste regole, rifiuto il piacere del consenso generale e la domanda che mi pongo è : anche se molti mi lodano, perché rallegrarmi se sono tanti a capirmi?
I miei meriti li ricerco nell'approvazione della mia coscienza.
Siamo imperfetti e non possiamo pretendere di essere il contrario. Per come siamo è inevitabile che le paure ci assalgono e possiamo inciampare, cadere avanzando e scivolare indietro. Soccombere.
Ma scivoleremo solo se non persevereremo nello sforzo di andare avanti; non dobbiamo allontanare l'impegno e la temperanza dei nostri propositi, altrimenti arretreremo. Chi demorde rinuncia ai progressi fatti.
g.
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