Perciò, e per solo questo motivo, quando uno comincia a scalar la vetta e sempre più si avvicina, praticando la virtù, anche se si avvicina a quel ben prezioso, tanto agognato e sognato, finché non ne entra in possesso, può darsi che farà anche qualche passo indietro, rallentando, con la volontà che si allenta.
Sono ostacoli continui. Può anche scivolare, poiché si trova su terreno scivoloso. Ma la sua caparbietà lo induce a proseguire, anche se le prove sono state dure. Con le sue virtù acquisite, la felicità è insita nel suo stato e prove che altri temono, non solo sopporta con ardore ma le abbraccia e preferisce che gli altri gli dicano che è un Grande più che sentirsi dire che è un Fortunato.
Non sono super poteri, chiunque può aver paura, soffrire: sono normali emozioni dell'anima.
Ma allora, quando sono reali disgrazie? reali mali?
Non sono sicuro di saper esercitare tale virtù e saper affrontare tali evenienze anche se sono convinto che si vince contro la fortuna, con la virtù. Molti pensano di essere in grado o di essere saggi ma si inibiscono difronte a minacce del tutto trascurabili e non comprendono la differenza tra essere saggio e essere neofita.
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