Non è diverso, né per me e né per te. L’unica ossessione che vogliamo tutti: l‘“amore”.
E credere che basti innamorarsi per sentirsi completi. La platonica unione delle anime. Anche se siamo già completi al nascere, prima di cominciare.
E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.
Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
giovedì 28 giugno 2012
sabato 23 giugno 2012
Sai, nell'infanzia si gioca a campana con un sassolino, che bisogna spingere con la punta del piede. A campana, servono un marciapiedi, un sassolino, una scarpa e un bel disegno fatto col gesso. E' difficile centrare con il sassolino il disegno ma a poco a poco acquisisci le capacità necessarie e allora si va avanti. Arriva un giorno che riesci a lanciare il sassolino al cielo talmente bene che mentre tu riesci a farlo, e gli altri intrepidi cercano di eguagliarti, finisce l'infanzia. Cadi nell'angoscia, nei romanzi, nelle speculazioni dell'altro cielo a cui vuoi arrivare e nella corruzione. E si dimentica che, a causa della fine dell'infanzia, per raggiungere il cielo serviva un sassolino e la punta di una scarpa.
A te!
A te!
mercoledì 20 giugno 2012
Mi ritraggo e mi scompongo, d'altra parte è tutto così insufficiente per un proporsi a nuovi stimoli.
Sono io, giaccio, di adorno e complesso, incespico in un andirivieni di porpora soave.
Pensare di soccombere su sterminati avversi momenti, da non veder la luce.
Un sorriso poi all'improvviso, che infrange il bianco cristallino e la sofferenza scompare, così come per incanto.
L'alba del momento.
Sono io, giaccio, di adorno e complesso, incespico in un andirivieni di porpora soave.
Pensare di soccombere su sterminati avversi momenti, da non veder la luce.
Un sorriso poi all'improvviso, che infrange il bianco cristallino e la sofferenza scompare, così come per incanto.
L'alba del momento.
Tenebra
Forse sarò tenebra
Forse sarò foresta,
sarò buio che appesta
ma chi non avrà paura,
troverà pendii di prati in fiore,
sotto i miei cipressi.
venerdì 1 giugno 2012
Ma tu lo sai...
Ma tu lo sai cosa c’è di vero in quel che io ho da dire e detto?
No, tu non lo sai, anzi t’illudi di aver capito la più ben minima parola di tutte le parole intrecciate, in quel abisso di parole gettate.
Tu forse hai provato a raccoglierle a tenerle in mano,
provato a stringerle e a sentirle tue.
Ma nulla di fatto e nulla sarà, poiché, come se stringessi sabbia tra le mani e la stessa defluisca dalle fenditure, ti rimarrebbe solo la tua pelle, appiccicata alla tua pelle
e poi…il nulla di tutto il detto.
Ma tu lo sai cosa c’è di vero e quanto ho ancora da dire e da gettare nell’abisso del detto?
Sì, forse sai cosa la mia anima ha da dire
e forse comprenderai che qualcosa è successo
in quello svuotato e deserto aspetto.
Se mi potessi vedere, riconosceresti il pallore in viso e quanto in quel momento il corpo la comprende.
Quel timore improvviso, venuto dal nulla,
che cresce in noi a conferma del nostro sradicamento
e solo in ultima istanza appartenere a ciò che diciamo anima.
Che forse l’immane cuore ha sofferto e di lì a poco s’è rotto, in tanti pezzi che a ritrovarli passeresti mille e mille anni di abbandono.
Forse proverai a capire e la creatività ti coinvolgerà,
da proporti e riproporti.
Hai provato a bucare, perforare lo strato delle apparenze che ci separa dall’essenziale.
Cerchi anche tu la verità. E’ un compito irrealizzabile ma ha più fascino di una meta accessibile.
Ho trascinato pian piano come una lumaca a lasciare la scia, con modestia, applicazione e, in fondo con indifferenza… nella voluttà tranquilla e nell’anonimato.
martedì 29 maggio 2012
L'assenza
"E quando l'ombra dilegua e se ne va, la luce che si accende diventa ombra per altra luce, e così la vostra libertà, quando spezza le sue catene, diventa essa stessa catena di una grande libertà".
Kahlil Gibran
Non sono avvolto da nulla. In un assenza senza conforto. L'assenza non conforta, l'assenza non è neppure un dolore. Non mi avvolge, come fosse una coperta, necessaria, per quanto non voluta ma attesa. In una curva o in un miraggio rovesciato. Vivo con continue apparizioni di visioni, di divinità divine e di quelle terrene. Voglio comprendere, capire cosa è quell'assenza che è un fruscio, il cigolare sommesso di una porta, a poco a poco l'evaporazione dell'acqua che bolle, i profumi, la linea d'ombra che va a spegnere il bianco di un muro, il grigio, il terribile grigio di certi pomeriggi, un attimo prima che arrivi un tramonto, quando il sole si è deciso a sfumare sotto l'orizzonte, ma non ha deciso di farlo nel modo solito, quello che piace a tutti.
L'assenza non è un telefono muto, quella è la morte. L'assenza è un telefono che squilla una volta soltanto, e smette prima che tu dica:' Pronto...'.
liberamente ispirato da Roberto Cotroneo, da "Questo amore"
liberamente ispirato da Roberto Cotroneo, da "Questo amore"
martedì 22 maggio 2012
JACQUES PREVERT - M'HA FATTA L'AMORE
*M'HA FATTA L'AMORE
Nuda son nata
Come son nata vivo
Piccola son nata
E troppo in fretta cresciuta
Ma non son mai cambiata
E nuda vivo
La maggior parte del tempo
Quel tempo dove vivo nuda
Quel tempo è denaro
M'ha fatta l'amore
L'amore che mi ha fatto festa
L'amore che mi ha fatto fata
Dov'è mai andato a cacciarsi
L'innamorato che avevo
Che mi faceva piacere
Che mi faceva sognare
Che mi faceva ballare
Ballare al ritmo della sua bacchetta
Era il mio direttore d'orchestra
Io il suo corpo di ballo
M'ha fatta l'amore
L'amore che mi ha fatto festa
L'amore che mi ha fatto fata
E io vi trasformo in tante bestie
Ogni volta che mi pare
Il vostro amore mi fa ridere
Il vostro amore non è amore
Vi comando a bacchetta
Fuori la grana
M'ha fatto l'amore
L'amore che mi ha sfatta
E in asso m'ha piantata
L'innamorato che avevo
Dov'è finito mai
Dov'è finito mai
Dov'è finito mai
JACQUES PREVERT
Nuda son nata
Come son nata vivo
Piccola son nata
E troppo in fretta cresciuta
Ma non son mai cambiata
E nuda vivo
La maggior parte del tempo
Quel tempo dove vivo nuda
Quel tempo è denaro
M'ha fatta l'amore
L'amore che mi ha fatto festa
L'amore che mi ha fatto fata
Dov'è mai andato a cacciarsi
L'innamorato che avevo
Che mi faceva piacere
Che mi faceva sognare
Che mi faceva ballare
Ballare al ritmo della sua bacchetta
Era il mio direttore d'orchestra
Io il suo corpo di ballo
M'ha fatta l'amore
L'amore che mi ha fatto festa
L'amore che mi ha fatto fata
E io vi trasformo in tante bestie
Ogni volta che mi pare
Il vostro amore mi fa ridere
Il vostro amore non è amore
Vi comando a bacchetta
Fuori la grana
M'ha fatto l'amore
L'amore che mi ha sfatta
E in asso m'ha piantata
L'innamorato che avevo
Dov'è finito mai
Dov'è finito mai
Dov'è finito mai
JACQUES PREVERT
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