venerdì 30 marzo 2012

Decimosecondo

quant'è bella gentilezza che di tanta mostra ancora
in un ciel di luce propria e di carta bianca, inodora


tu che t'avvicini in questo sinedrio canto
e percepisci il crepitio stato del mio incanto


vorrai cader tra le mie robuste braccia
e io infonder sicurezza come rami di acacia


addivenir quel posto ameno
e risuscitar come in un arcobaleno


t'ho vista giaccia in quel di letto
e m'arrampicai su, diretto


tu mi sorrisi, guardasti amore mio
e io inebriato, in un corpo, astemio


le calde tue labbra che gitane, s'apprestano
ed io tremante dal cuor gentil,  ti sfiorano


t'abbraccio, ti stringo, ti fondo
il tutto in un sol decimosecondo




Sapere Aude

E quando ti accorgi che parli da ore e ore e tristemente e malinconicamente, ti appare anche buffo, poiché dopo tanto tempo che hai parlato di tutto senza aver parlato di nulla, con la semplice morte nel cuore, con quella persona che definivi amico e unico. Renderti conto che ormai è tutto disatteso e tristemente circostanziale e anche se la buona educazione non ti manca e tu dal canto tuo non vuoi macchiarti di inutili sentimenti di rancore, avendo di tuo, già osato e investito molto del tuo tempo, per quel progetto scritto e ideato insieme ma da solo. E a quel punto anche un addio è superfluo poiché non ne capirebbe il vero senso: troppo sé stesso. Così vai avanti e fingi che le cose vanno bene, in fondo è la stessa cosa, anzi è ancora meglio per farlo cuocere nel suo brodo e in quel mare di superficialità che lo hanno sempre composto. Te ne vai così senza dover ancora mescolare altre inutili parole, senza che altre spiegazioni vengano servite poiché l'unico vero nome a tutto ciò è: indifferenza.

Giro Giro Tondo...

Cosa un uomo e una donna quando vivono le emozioni che li coinvolgono. Cosa un uomo ha nel suo cuore quando sa che Lei lo ama. Cosa lei, quando il suo Lui l'abbraccia e con si fare la protegge. Cosa le guerre rispetto all'amore provato. E il male rispetto alla forza dell'amore di due innamorati. Cosa un bimbo appena nato, rispetto ad una vita cessata. Cosa una passeggiata con la tua lei, su una spiaggia dove solo il suo e il tuo amore ascolti, le sue mani che accarezzano le tue e l'incontro delle labbra che respirano il cuore.
Cosa quella musica che ha accompagnato i suoi primi sorrisi e il suo primo bacio quando ha giurato amore. Cosa in una notte di stelle, il dondolio di una luna illuminando di argenteo le foglie e l'amore appena sbocciato.
Cosa una candela, che accende il suo viso nel tepore di una stanza. Cosa una parola, una poesia, un gesto o una semplice tazza di caffè in un fresco mattino accompagnato da un vento di levante. Un sorriso, un profumo, un fiore colto in un verde prato, un'ape che sfaccenda su un petalo. Un giardino in fiore con i suoi alberi di limoni e il suono delle fronde scosse dal vento.

Giro giro tondo...

Gli occhi di un bimbo stupiti, appiccicato ad una vetrata di un aeroporto, che contemplano l'aereo che decolla. I suoi giochi, le manine sporche di colori che imbrattano quel foglio bianco. Le sue corse per rincorrere chissà quale sua fantasia e la sua vocina, quando con altri bimbi intona la melodia:

"giro giro tondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra".



Quanto è bello l'Amore...chiudi gli occhi e ti pare di sentire il cuore!


Lui freme e quando ti vuole con se, realmente, non biasima parole né fatti e mette da parte il mondo per venire a prenderti e farti suo. Non ci saranno parole che tengono, o scuse, paure e sormonterà montagne per raggiungerti e mille e uno chilometri di agonia finché non ti avrà avuto con se. Voler essere liberi per un po'. I problemi, le difficoltà, nulla esiste, perché se veramente ti desidera, non ha neanche il tempo di pensarle queste cose.

L'unica cosa che vuole, sei Tu. Si forse la paura di una nuova delusione può far si che non ti affezioni alle persone ma non lasciare che la rabbia, il rancore facciano di te terra arida. Fai che tutto ciò che hai di buono nel cuore, fuoriesca, perché se riuscirai a resistere al suo fianco, entrando nella sua mente e nell'anima, tutto ti travolgerà e tutto ti sembrerà incredibile.

giovedì 29 marzo 2012

Il consenso



Non ho mai perso tempo quando imparo per me stesso.

Oggi mi ritiro e sottraggo la mia anima alla folla.
A volte, frequentare tanta gente diversa, può riuscire a cambiare il costume a uomini valorosi. Questo accade soprattuto quando il carattere subisce e sei succube degli eventi. Basta una sola volta, che ti poni mollo o lascivo nei confronti del vizio, che i danni sono incalcolabili. Dopo tutto, basta pensare a quanto è il danno, quando le nostre convinzioni vengono attaccate dalla massa: o li imiti o li odi. Ma sono entrambi situazioni da evitare: non devi imitare persone corrotte poiché sono tante, né tanto meno odiarle poiché sono dissimili.
Allora la strategia migliore è quella di ritirarsi dalla folla e stare con se stessi o stare con gente che può renderti migliore. Il vantaggio sarà per entrambi ed insegnando si impara.
Mi sono reso conto che non c'è ragione al mondo che mi debba ostinare a piacere al volgo e spingermi di esibire ai più, il mio ingegno, poiché anche se ho beni adatti alla massa, non ci sarà mai nessuno in grado di capirmi.
Il risultato lo traggo con me stesso, in quanto la materia del mio io è difficile da comprendere e a me bastano poche persone o solo una o addirittura nessuna. Mi ripeto, ostinatamente, che una persona sola vale quanto un popolo e il popolo quanto una sola persona. E a chi mi dice perché sono da solo, rispondo che non parlo per molti ma per te che ascolti e mi completi: io e te siamo un teatro sufficientemente grande.
Con queste regole, rifiuto il piacere del consenso generale e la domanda che mi pongo è : anche se molti mi lodano, perché rallegrarmi se sono tanti a capirmi?

I miei meriti li ricerco nell'approvazione della mia coscienza.




Siamo imperfetti e non possiamo pretendere di essere il contrario. Per  come siamo è inevitabile che le paure ci assalgono e possiamo inciampare, cadere avanzando e scivolare indietro. Soccombere.
Ma scivoleremo solo se non persevereremo nello sforzo di andare avanti; non dobbiamo allontanare l'impegno e la temperanza dei nostri propositi, altrimenti arretreremo. Chi demorde rinuncia ai progressi fatti.


g.


lunedì 26 marzo 2012

Esiste un dunque?


Esiste un dunque?

Sì esiste, ed è ora.
La parola si armeggia ed esprime quel che vuole dirmi. Non deve rispondere solo all'ossessione di comunicare, perché dal canto suo, trova semplice, il modo di compiacermi. È diventata il feticcio della nostra epoca e nel comunicare, aggiunge qualcosa, migliora il già detto. Alla comunicazione bastano gli slogan. Alla cultura serve il ragionamento.
Grave nel motto e solidale nel porgersi.




Poi, sì poi arriva la notte.
Ma la notte è magica e ti evita di vedere la polvere che colma le anime e le cose, ti evita di sporcarti gli occhi con quella luridezza. Solo il giorno te la evidenzia tutta. (si nascondono tra le mura di casa ) Te la getta negli occhi. Quella polvere che serve, essenziale al suo compito: nascondere le vergogne, la cruda realtà. Sembra che lui l'abbia inventata apposta, per regalare un pudore ad un lui, che ha fatto delle suo, scempio e ribrezzo. Soffrire per capire e raggiungere la coscienza. La sofferenza è l'unico motivo della coscienza. E sebbene la coscienza è per l'uomo la più grande disgrazia, so che mi è cara e non le scambierei con le maggiori soddisfazioni.

"C’era una volta la montagna. Alta, robusta, maestosa. Io volevo scalarla. Non volevo fare niente, tranne salire, arrampicarmi tra le sue rocce, lassù. Lasciai tutti per salirci. Volevo guardare con i suoi occhi. Arrivai in vetta, un silenzio che era musica. Cercavo i suoi occhi  ma trovai i miei"




Che fai non mi credi?
E tu, sai distinguere tutto?
I cieli nei miei occhi sono azzurri dal dolore e dalla tristezza. E tu li vedi azzurri o intrisi di dolore?
I miei campi erano verdi ma ora sono arsi.
Sai distinguere un campo verde
da una fredda rotaia d'acciaio?
O anche un sorriso da un pretesto?
Credevo negli eroi salvifici ma ora è tutto sconcerto. E a te, ti hanno portato a barattare i tuoi eroi per dei fantasmi?
E tutte le ceneri calde con gli alberi?
Quell'aria calda con brezza fresca?
Un freddo benessere con un cambiamento?
E hai scambiato un ruolo di comparsa nella guerra,
con il ruolo da protagonista in una gabbia?
Come vorrei, come vorrei che fossi qui vicino a me, tra le mie braccia.
Siamo solo due anime sperdute
Che nuotano in un piccola boccia, a sbattere tra le pareti.
Anno dopo anno,
Corriamo sullo stesso vecchio terreno ad appoggiarci, ad aggrapparci
E cosa abbiamo trovato?
Le solite vecchie paure. Aiutami a vedermi da lontano e fare ciao con la mano.

Vorrei che fossi qui, con me!

domenica 18 marzo 2012

Hai un buon udito?

Lo so, ti potrà sembrare strano che io ti possa fare questa domanda ma è quello che voglio che tu abbia: un buon udito!
Solo così, quando ti dirò, ciao, buongiorno, ti voglio bene, ti Amo, tu potrai comprendere che la mia anima ti sta sussurrando le sue parole, ti parla. Il semplice come stai? contiene tanto, quanto tu non possa immaginare. E tu non cogli. Parole disperse nel nulla. E invece sono doni, i doni dell'anima. Un giorno forse, potrebbe essere che non potrai più ascoltare la mia voce, vedere il mio volto e non potrai più ricevere quei sussurri di parole che hai avuto in dono e tu distrattamente hai lasciato scivolare via.
Anche dopo, il mi dispiace, pronunciato o mancato, non avrà valore. Sarà un silenzio che aspetta l'arrivo di una spiegazione e un tormento per te, che attendi dei perché senza senso.