lunedì 21 maggio 2012

Svegliarsi


"Svegliarsi, come  ogni mattina, in un punto diverso del vasto universo. 
Uscire sulla terrazza e trovarsi davanti allo splendore di un nuovo mattino: tendere le braccia, stirarsi nell'aria fredda e pura; riempirsi di luce e di spazio; conoscere, al risveglio,la straordinaria ebbrezza di respirare solamente, di vivere solamente.

Mi prenderò cura del nostro giardino, affinché tu possa camminare a piedi nudi tra l'erba del prato. Sentire la natura che ti stuzzica.
Prova a guardare questi occhi, si nutrono di te, hanno la tua immagine ben chiara in testa ma così chiara che ormai la tua immagine è indelebile. Prova ad avvicinarti al mio petto e ascolta come batte il cuore, come scandisce il tempo, accompagnato dai respiri dei miei polmoni. Questa è la colonna sonora del mio amore, di cui ti offro una versione unica, rara. Noi due saremo protagonisti di una nuova saga, come dimora "il cuore", come lavoro "amare". Avvicinati, toccami, sfiorami, accarezzami. Fammi sentire come riesci a farmi soccombere solo guardandomi. Baciami con quelle labbra rosse, morbide, così avide d'amore e che io le possa nutrire. 

Avvicinati ancora di più, fammi entrare dentro di te, per non uscirne più." 






venerdì 18 maggio 2012

Ricominciare

Dover studiare ancora!
Lasciato ormai alle spalle
l’antica sete di conoscenza.
Non l’avrei mai pensato:
ma mi sto accorgendo di non sapere
come stare vicino a qualcuno.
Non ho mai appreso quest’arte sottile:
essere presente davvero
in ciò che non mi appartiene.
Ma ci provo, avidamente:
mi addentro e faccio errori,
imparerò sii paziente.

sabato 12 maggio 2012

Il tempo che non c'è.

"L'azzurro degli occhi di Paolo è infinito. Loro gridano aiuto, ad ogni sguardo."

Come ogni giorno, è venuto a chiedermi i soliti due euro e invece dei soliti due euro, mi ha chiesto 70 cent. -Perché, ho chiesto - e lui -Non ti preoccupà, ne voglio solo 70.
Con il suo "non ti preoccupà" i suoi occhi mi hanno attraversato, passato letteralmente da parte a parte come se mi avesse trafitto con una lancia. Lui non guarda, lui ha bisogno di definire gli accenni, solo quelli e subito dopo, dimenticarli.
Lui è un'isola, chiuso in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento, dove può solo e ancora, solo respirare.
Il suo sguardo innocente, di un bimbo se posso osare tanto, mi ha emozionato, commosso. Poi con la sua dolcezza e poca voce, mi ha chiesto di portargli il latte per cena. -Non ho fame voglio solo il latte.
Il latte. Quel latte, dal significato immenso. Il primo alimento di tutti e poi... con il passar degli anni, anche l'ultimo. Dare il latte ad una persona adulta, o anche quando me lo preparo da solo, è uno di quei momenti più intimi, di fragilità estrema, che l'io chiede e che con emozione, tollera a se stesso.
Paolo ha un carattere meraviglioso, forse per la sua sottomissione al mondo che lo ha voluto così e che gli ha inflitto una vita di rinunce. Mi escono le lacrime mentre scrivo. Soffro tanto per lui e per il suo stato. Lui tanto esile e tanto straziato. Chi lo ha conosciuto, ha compreso che esiste un dio cattivo e ignobile che riesce a suggellare tutte le sue perversioni in un solo individuo.
Paolo non ha passato e non ha mai pensato al futuro. Il suo è un tempo al presente. Nessuna illusione, poiché anche le illusioni gli sono negate. È privato anche del bisogno d'illusione, che è quella maledetta funzione biologica dell'uomo, e quindi anche un elemento importante della costruzione del nostro mondo. Ma quale mondo, ditemi, quale mondo lui vive? Perché il suo futuro è sempre stato dall'essere una promessa a essere una minaccia? Lui ha sempre vissuto ai margini, è sempre fuggito dal sociale attraverso i molteplici fori che lo rodono e lo trapassano, sempre in presa diretta su di esso, sempre in atto di predisporre ovunque le cariche molecolari che possono far saltare quel che deve saltare, cadere quel che deve cadere.
Paolo ha segnato per me tanti periodi della mia vita, terribili per averlo visto così, sempre sottomesso alle angherie degli eventi. Io al suo fianco da più di 15 anni, non ho mai smesso di difenderlo e proteggerlo. Proprio così, come si fa con un figlio, con un piccolo indifeso.
Dopo aver preso i soldi e avermi fatto la sua richiesta per la cena, si è allontanato con passo felpato, quasi strisciante. Era tanto energico fino a qualche anno fa.
Ma per lui, il tempo, non c'è.

martedì 8 maggio 2012

Che sarà

– Dunque, che sarà della vostra coscienza? Della vostra. La vostra. Ma voi cosa siete? Qui sta il punto. Guardiamo meglio. In che modo avete memoria di voi stessa, di quale parte del vostro organismo siete cosciente? Dei vostri reni, del fegato, dei vasi sanguigni? No, per quanto ricordiate, di voi vi siete sempre accorta di una estrinsecazione, in un atto, nelle opere delle vostre mani, in famiglia, fra gli altri. E, ora, state bene attenta. L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, di che cosa si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.

lunedì 7 maggio 2012


Credo ai sorrisi vivi sopra visi ormai spenti.
Credo nell'amore che ti autodistrugge-
Credo nei respiri  e negli attimi in cui il fiato non ti basta più, quei momenti in cui sei in apnea senza acqua.
Credo negli amici quelli scemi, quelli che ti fanno ridere ad ogni costo.
Credo nel sapore dell'alcol per consolazione e per festeggiare.
Credo nel fumo di una sigaretta accesa, che ti inebria nei polmoni un pizzico di vita rubata.
Credo nella musica, quella buona, la musica che ormai è solo in paradiso.
Credo nello sport, quello vero, quello dove non sono i soldi a renderlo "sincero".
Credo in una magia un po' alternativa che ti rapisce senza bacchetta ma con un sorriso.
Credo nei baci, quelli dolci, quelli veloci, quelli lenti e passionali, credo nei baci che sembrano volerti rubar le labbra a morsi per usurparne la legittima propriètà.
Credo nelle carezze e negli abbracci che ti rendono felici per la loro semplicità.
Credo negli sguardi innamorati, quelli incazzati e quelli tristi.
Credo nel sesso, quello forte e intenso, che ti lascia con il sospiro spento.
Credo nel dormire abbracciati tutta la notte con le stelle che spiano il nostro amore sotto delle lenzuola.
Credo nel lavoro onesto, nei sacrifici, nei nonni e nei morti.
Credo a coloro che hanno coraggio nel rialzarsi cento volte ancora.
Credo a coloro che vogliono vivere e non esistere.



Pezzi di cuore zuppi di vodka.

sabato 5 maggio 2012

Commento


Un commento alla vita non si deve scrivere ma vivere. E ci sono molti più commenti viventi alla vita, di quanto possa sembrare a prima vista.
Per la mia strada incontro tanta gente e ci sono solo visi pallidi o arrossati dall'egoismo; nei loro visi ci sono anche commenti viventi di vita, giovani anziani e persone che credono di non credere ma conducono un'esistenza specchiata e generosa. 
Ogni giorno li incontro e sono quelli che hanno abbattuto tra loro e gli altri «la muraglia cinese del proprio io».

Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche accusava in questi termini i cristiani: «Se la buona novella della vostra Bibbia fosse anche scritta sul vostro volto, non avreste bisogno di insistere così ostinatamente perché si creda all'autorità di questo libro: le vostre azioni dovrebbero rendere quasi superflua la Bibbia perché voi stessi dovreste essere la stessa Bibbia»

mercoledì 2 maggio 2012

Ricordi

Ricordo che non mi serviva supplicare i miei per fare un giro in motorino con l'amico. Non mi ritrovavo montagne di compiti da sbrigare nel weekend e vodka che straripava dai bicchieri del solito bar.
Quei ricordi dell'adolescenza sono diventati sfumati, mi sento sempre più trasposto verso l'infinito, con spazio solo per impegni, progetti e responsabilità.
La routine è diventata sempre più monotona, il lavoro pesante e gli impegni sempre più inderogabili. Oggi il cielo sembra davvero avere dei limiti e i social network strumenti di lavoro.
Tutte le cene con i parenti sono asfissianti, le giornate al mare stancanti e l'unica preoccupazione è cosa cucinare per cena.
Il fisico non è più un vincolo e l'ho trascurato lasciandolo al logorio del tempo.
I miei pochi capelli cominciano a diventare bianchi ma non andrò dal barbiere per tingerli a nuovo.
Le rughe cominciano a segnare il viso e la pelle comincia a decadere. Ho realizzato molti progetti ma ne sogno tanti altri e spero di realizzarne, alcuni altri. La scrittura mi aiuta a sopportare e ad agonizzare lo scandire dei giorni. Ho pianto per le morti di parenti molto stretti e ho gioito per matrimoni e nascite.
Ho conosciuto molte persone e tutte hanno segnato la mia vita ed aiutato la mia voglia di essere uomo. Ne conoscerò delle altre ma...solo voi avete e potrete realizzarla ed inciderla a fuoco: voi due piccoli fanciulli che fino a qualche anno fa, avevate ancora bisogno dei miei abbracci, delle mie carezze e vi ho visto crescere con tanta caparbia, per volere essere anche voi, uomini.
Questa è l'unica cosa che effettivamente mi ha realizzato: essere padre.