sabato 17 settembre 2011

Non dimentico

Non dimentico lo spazio che occupava il tuo sorriso quotidiano nella mia vita.
Non dimentico il tuo modo imperfetto che ti rendeva tanto speciale da rendere difficile ad ogni essere umano, non amarti. Non riesco a togliermi dalla testa i miliardi di consigli che potevi ancora darmi, se solo ne avessi avuto il tempo. Non desidero soldi, finti sorrisi e beni materiali per questa stupida realtà. Vorrei che sedessi ancora alla mia stessa tavola e mi raccontassi le storie che mille volte ho avuto la fortuna di ascoltare.
Facile lamentarsi dei parenti, dei cenoni e delle ricorrenze noiose per gente come noi, quando si ha tutto quello che si desidera e non si ha occhi per notarlo davvero. Lascerò un posto vuoto accanto a me, nella vana speranza di ritrovarti, a costo di doverti cercare dentro di me.



Credere


Infondo se non credo in Dio è perchè odio i monologhi e le conversazioni a senso unico. Anche perchè Lui esige sempre di essere temuto e adorato. Inoltre so già incasinarmi la vita da solo.

sabato 28 maggio 2011

Ma che Italia...

Esiste una dignità? no non credo che esista in un paese che si chiama Italia.
non può esistere una dignità poichè è quello che insegnano dall'alto del loro potere, i nostri uomini politici le nostre cariche istituzionali. sono rammaricato, affranto e angosciato.
Non è possibile che un parlamentare europeo si permetta di dire che un carnefice della stregua di Mladic era un patriota.

sabato 16 aprile 2011

Ma chi l'ha scritto

Non mi interessa chi ha detto quello o ha chi ha scritto questo.


Mi interessa che se io lo condivido e la penso in quel modo, è automaticamente un mio pensiero ed è mio in assoluto. Cosa strana invece quando entro in un tempio dove i santi e gli dei non sono miei. Magari dal di fuori posso anche schernirli e deriderne la verità. A volte forse anche con una vena di sentimentalismo. Quando sono dentro, invece, mi comporto come vero credente per non portare oltraggio a chi crede e chi si trova lì.
Un po' quel che accade con il fidanzamento che con il suo potere influisce non solo sulle labbra ma anche sul cuore. Ha la stessa rilevanza.

06/04/2009

A L'Aquila, nella zona rossa, devi ascoltare le mura come urlano la loro tragedia, i ricordi, la paura, la sofferenza. E allora ti accorgi come la stessa tragedia è ancora lì, tra le macerie. Ogni mattone ha le sue lacrime, il suo sangue. Ma non hai bisogno di fantasia per immaginarlo, lo vedi e lo senti come in un teatro.
Nelle case sventrate, vedi la perfetta scenografia di quegli attimi terribili.
Vedi gli indumenti ancora appesi alle grucce, gli armadi rimasti in bilico tra un piano e l'altro, le coperte penzoloni a quel letto di chi è riuscito a fuggire o chi non ce l'ha fatta ed è rimasto sotto. Vedi quei lacci di scarpe ormai sudici, incementati, o le pantofole di quella nonna che l'età ha tradito nei suoi movimenti. Poi vedi la polvere, ostinati segni del tempo che passa, che ricopre tutto con un velo di bianco, come se volesse nascondere la povera L'Aquila, vergognosa e fragile e la stupidità umana, che l'ha ridotta in quell'ammasso di macerie.
Quando ti trovi a L'aquila devi fermarti e ascoltare come urla quel silenzio.

e pur dico che così non si va avanti.

sto quasi per piangere, per scoppiare in un pianto devastante. sento che sto per perdere il controllo, per cedere. sento che la forza mi sta per mancare e non riesco più a contenere la mia disperazione. a volte credo che l'unica soluzione sia quella di affrancarsi e farla veramente finita. ho passato tre anni di eventi indescrivibili e di una tale malignità che non so proprio come ho potuto sopportarli e reprimerli, continuando ogni giorno il mio cammino all'insegna del sorriso e del bicchiere mezzo pieno. adesso invece ho le unghia sulla lavagna e la sto graffiando tanto da distruggermi le dita. sto per annegare nel profondo della mia solitudine e mi è estraneo tutto ciò che mi gira intorno.

sabato 6 novembre 2010

Verrà il giorno e avrà i tuoi occhi!

Ciao Amore, ti scrivo queste parole perché ho bisogno di scriverti.

Sono semplici parole ma colorano il mio animo e spero che anche sul tuo, abbiano lo stesso effetto.

Sai ti volevo dire che il mio cuore si sta spegnendo e non so cosa né sarà di lui.

Oggi è una bella giornata e so che tu hai ordinato agli elementi di accendersi e illuminarmi, al vento di sussurrarmi e accarezzarmi e alla terra di infondermi calore.

Te lo dissi: Verrà il giorno e avrà i tuoi occhi! Eccolo!

Vorrei prenderti le mani e nelle mie proteggerle. Affidarti il mio pensiero, che languido, ha una immagine del tuo viso e i capelli come luce risplendono. Non importa il colore ma blu nell'acqua.

La barca sul Nilo naviga dolcemente e i riflessi del sole, sono come dardi per il mio cuore.

Il vento ogni tanto erompe e mi schiaffeggia. Desta la mia osservazione su dettagli di vita che scorrono davanti ai miei occhi. Il tempo fugge!

Siamo lontani è vero ma ti sono vicino con il pensiero, poichè ti ho nel cuore e il cuore non è mai lontano e ogni giorno vede chi Ama. Non ti abbandonerà mai.

Scusa ma non volevo, non avrei mai voluto farti piangere, farti soffrire e so che la notte preghi il buon Dio che ti dia la forza per affrontare il nuovo giorno. Ma sai com'è, l'anima non muore e accompagna il tuo corpo, cosanche la forza sarà sempre con te.

Vorrei esserti vicino. Vorrei, perché ora posso solo desiderare ciò che ricordo.

Sei stata la compagnìa della mia vita e non dimenticherò mai gli splendidi affreschi e musicanti che il tuo cuore mi ha donato.

Adesso, sono seduto sotto un albero e cerco la solitudine per scriverti ancora.

Oggi il sole mi riscalda benevolo.

Sai, queste parole sono semplici ma concepiscono ardore e tanto rimarrà. Non so di noi e non so di me.

Il muschio sull'albero fa da cuscino. L'erba soffice è tra le dita della mia mano: fuoriescono ciuffi come per urlarmi e implorarmi di non spegnere il mio cuore.

Non so se riuscirò a corromperlo, ad animarlo sì da tentarlo, per meglio attendere.

Ma tu non devi spegnere questo giorno meraviglioso che mi hai donato: lo attenderò domani e poi domani, per averlo ancora con me.

Guido Gaeta