venerdì 18 gennaio 2013

osate


“Osate, ragazzi! Provate sempre l’entusiasmo della ricerca, coltivate la passione per la libertà, alimentate il culto della verità, praticate il metodo del dubbio, assaporate l’emozione della scoperta e non vi mancheranno la gioia ed il piacere della conquista”.

Ma abbiamo la possibilità di esaudire questo incitamento di Gianni Rodari, se “libertà” e “verità” sono spesso solo petizioni di principio? Quando noi cittadini siamo incatenati da un sistema che ci ha reso lavoratori, consumatori e contribuenti?
Fino a che punto uno studente è libero di criticare i professori senza temere ritorsioni?
Un insegnante può trasmettere contenuti non ortodossi senza rischiare di ricevere richiami da presidi e genitori perbenisti?
Un giovane può fare del suo futuro ciò che vuole e costruirsene uno senza scendere a compromessi di chicchessia?
Un bravo ricercatore è effettivamente libero di fare ricerca in tutti i campi più disparati, senza sottostare alle direttive di multinazionali agganciate a baronie colluse con le potenti società?
Ebbene, le parole Libertà e Verità, oggi sono illusioni, parole ostentate giusto per riempirsi la bocca.
Eppure il vero problema non è l'oppressione ma quella diabolica e subliminale scaltrezza che il sistema usa, in maniera viscerale e subdola, nei confronti di uomini o ex uomini, inculcando il disdegno, il disprezzo per gli onorevoli princìpi. Quel conformismo, soggezione al potere, assenza di pensiero critico, adesione ai disvalori pubblicizzati dai media e propagandati dal regime, squalificano gli individui, li rende schiavi e non solo contenti del loro stato ma vogliosi che il sistema stringa ulteriormente le corde. Il sistema riesce così ad ottenere un consenso che non occorre più che venga strappato ma è offerto su un piatto d'argento da vittime ignare ed essi se ne servono a volontà.





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