"In un sogno, un piccolo sogno. Tocco le tue labbra e seguo il disegno, come una bella calligrafia che uscisse dalle mie dita, come se per la prima volta venissero disegnate, così appena schiuse e mi basta chiudere gli occhi nel sogno, per ricominciare, e ridisegnarle, e farle nascere di nuovo, in un desiderio senza fine, su quel volto tuo. Una bocca scelta tra tante, con libertà ma per una strana coincidenza, senza caprine il perché, la bocca che la mia mano sceglie, è esattamente la tua bocca, che sorride, sotto quella che la mia mano disegna.
Tu mi guardi, ci guardiamo da vicino, ogni volta più da vicino e ci riguardiamo ogni volta più da vicino, in quel piccolo sogno. Tutto si ingrandisce, tutto si avvicina, tutto si sovrappone. Respiriamo confusi e le bocche si incontrano, lottano tiepidamente, si mordono appena le labbra, appoggiando la lingua sui denti, giocando nei loro recinti. Un profumo, va e viene, nel silenzio.
Le mie dita intrecciano i tuoi capelli con carezze lente ma profonde mentre ci baciamo, come se fuoriuscissero fiori, con movimenti vivi, con fragranza. Ci mordiamo simultaneamente ma il dolore è dolce. Soffochiamo in un breve assorbire simultaneo del respiro: questa è la morte istantanea che ci piace. Tra noi, tra le nostre labbra, c'è una sola saliva, un solo sapore di frutta matura. Ti sento tremare, stretta a me come una ninfea nell'acqua"

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