Vi racconto una storia, di un tipo assai strano e come lui confonde la realtà coi sogni. Anzi, direi che vive costante nei sogni. Non che sia un male, per carità ma si sa, la vita vuole altro che le insufficienze di voli pindarici e immagini diafane di sognate vicende umane.
Più volte gli rammentiamo che la vita è tutt'altro ma con eguali inefficaci conseguenze.
Lui, un uomo che ha l'hobby del piano e manuali di ingegneria sulle articolazioni della vita e a parte lo sport, che pratica e non guarda, altro ha da inventare per riempire li giorni. Non voglio che pensiate che sia un nullafacente, perché non è così e nelle sue passate vicende, anche il sole, non faceva a tempo a illuminarlo che aveva da salutarlo del buon giorno e dell'oro da donargli ogni mattino. E quando il tramonto lo colpiva, l'homo era ancora lì, ad annaspar tra le sue carte. Insomma s'è fatto d'amore per le missioni da compiere e tutto...per veder il mondo più bello. ( all'occhi sua )
Ora le cose son cambiate, come il mondo e la sua natura. Molti suoi sogni, che lo hanno visto artefice, pur c'hanno a lui e alle persone intorno, cambiato i momenti in ore, poi divenuti giorni per poi divenir mesi e alcuni anni. Ora sono un ricordo, a volte triste, a volte angoscioso e altre fitta nebbia. Ma le maggior volte, tempi e spazi sublimi. Gioie, divertimenti tutto sopito; lusso e delizie del palato, tutto ridimensionato o addirittura annullato e la sorte che tutto ha dato, all'improvviso s'è ripiegata e a lui l'ha ripiegato. Con cieli illuminati, distese di stelle e tanti orizzonti ammirati in mare aperto, ha tagliato ponti, sponde e cieli azzurri.
L'homo ora osserva la natura, artefice del bel divenire, incauta, nel toccare l'animi che siano o no felici. Perspicace, percepisce nel fondere ciò che è di più vero. Lui s'inzuppa di profumi, tra merletti e lenzuola bianche e con le braccia aperte, così, come il primo giorno che venne al mondo, attende il sorriso di un amore, che possa dargli l'eterno, che possa fargli ancora male.

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