Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
venerdì 20 luglio 2012
E ora, Guido?
E ora, Guido?
La festa non è finita,
la luce non si è spenta,
anche se la gente è partita,
la notte a volte sarà ghiacciata,
e ora, Guido?
e ora, che ne sarà di te?
di te che non hai ragione,
che prendi in giro gli altri,
di te che fai versi,
che ami, protesti?
e ora, Guido?
Ora che sei senza una donna,
ora che sei senza discorso,
senza tenerezza,
ora che bevi solo,
ora che fumi solo,
la notte a volte sarà ghiacciata,
arriverà il giorno,
arriverà il treno,
arriverà il riso,
ma non l’utopia
e tutto è finito
e tutto si è ammuffito,
e ora, Guido?
E ora, Guido?
Le tue dolci parole,
la gola, il cibo,
il tuo istante di coricarsi,
i tuoi libri,
il tuo immenso lavoro,
il tuo vestito di latta,
la tua incoerenza,
il tuo odio: e ora?
E ora che hai la chiave nella mano,
e tenti di aprire la porta,
lo sai, non esiste porta;
vuoi provare a sprofondare nel mare,
ma il mare è seccato:
vuoi ritornare,
ma lì non c’è più.
Guido, e ora?
Perché tu non gridi,
Perché non piangi,
Perché non suoni il tuo piano
il valzer, la patetica
Perché non dormi,
magari ti stancassi,
magari tu morissi…
Ma tu non muori,
tu sei duro, Guido!
Sei solo, nell'oscurità,
come un animale selvatico,
senza patria,
senza pareti nude
alle quali appoggiarti,
senza la sua mano,
senza le sue vesti,
senza cavallo nero,
la gola e il cibo,
tu avanzi, Guido!
Verso dove, Guido!
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