Non mi lasciare
Da te non voglio andare
Non posso cercare tra i ruderi la gioia infinita se l'abbandono mi riduce un eremita.
Abbi pietà, per quel che resta è cagion di buon animo e non di tempesta.
Sì, forse ti ho nominato l'Odio ma...
se ti odiassi da me fuggirebbero gli uccelli. In me la notte forzerebbe la sua tristezza.
Preferisco sopravvivere nel forgiarti come un’arma, come freccia nel mio arco, pietra nella mia fionda.
La mia vendetta è tutt'altro che odiarti.
Le cose parlano di noi. Tutte le cose parlano di noi, soprattutto dopo...parlano di noi. La mia, la vostra è un'attualità diversa ma inesorabilmente comune, quando rispolverando la Memoria, ti accompagna verso la conoscenza.
sabato 17 novembre 2012
giovedì 15 novembre 2012
Si spera
E tante volte
riscoprirsi a ricorrere coincidenze,
vuoti a perdere, ombre di sensi,
e ripiombare nella misera vita umana,
fardelli di vita, tristezza infinita,
per rivederla in linea con un disegno più vasto,
per un componimento grandioso.
Forse la coincidenza per una verità
e un'altra e poi un'altra: tutto casuale!
Forse alla mercé di un disegno disumano
che mena fendenti alla cieca,
di un Dio insano; e il senso,
il fine, non esistono.
Vogliono spiegarci
ma nulla si spiega
Vogliono insegnarci
ma nulla si insegna.
Creano Miti,
i segreti della natura
bisogni, desideri indefiniti
per parlare di noi,
di noi stessi.
Ma l'enigma neppure si sfiora
visioni antiquate, che lasciano il tempo che trovano.
Nessuna verità, se non la tua, la nostra.
Ti ammoniscono, ti ridicolizzano con spiegazioni,
con mappe bidimensionali, su territori multiformi.
Per loro una natura morta, da anatomizzare,
estranea all'umano
come se non ne facesse parte, da nessuna parte
ma molto di più di quel che appare.
Vero, tutto, raccogliere qualche reliquia di essenza,
di verità, significato, nel deserto dell'assurdo.
Legami tra sognatori e visioni oniriche,
numeri, nomi che ci perseguitano,
come se volessero comunicare verità diverse,
brandelli d'intonaco, di un muro scomposto,
tracce di mirabili affreschi.
E in questo paesaggio in rovina,
tra ruderi, sotto un cielo desolato,
lì, ostinato, cresce qualche ciuffo d'erba.
Tra i risucchi di mulinelli di un vento grigio,
la polvere, i detriti, per un istante
porta l'eco radioso di un futuro magnifico...
Si spera.
riscoprirsi a ricorrere coincidenze,
vuoti a perdere, ombre di sensi,
e ripiombare nella misera vita umana,
fardelli di vita, tristezza infinita,
per rivederla in linea con un disegno più vasto,
per un componimento grandioso.
Forse la coincidenza per una verità
e un'altra e poi un'altra: tutto casuale!
Forse alla mercé di un disegno disumano
che mena fendenti alla cieca,
di un Dio insano; e il senso,
il fine, non esistono.
Vogliono spiegarci
ma nulla si spiega
Vogliono insegnarci
ma nulla si insegna.
Creano Miti,
i segreti della natura
bisogni, desideri indefiniti
per parlare di noi,
di noi stessi.
Ma l'enigma neppure si sfiora
visioni antiquate, che lasciano il tempo che trovano.
Nessuna verità, se non la tua, la nostra.
Ti ammoniscono, ti ridicolizzano con spiegazioni,
con mappe bidimensionali, su territori multiformi.
Per loro una natura morta, da anatomizzare,
estranea all'umano
come se non ne facesse parte, da nessuna parte
ma molto di più di quel che appare.
Vero, tutto, raccogliere qualche reliquia di essenza,
di verità, significato, nel deserto dell'assurdo.
Legami tra sognatori e visioni oniriche,
numeri, nomi che ci perseguitano,
come se volessero comunicare verità diverse,
brandelli d'intonaco, di un muro scomposto,
tracce di mirabili affreschi.
E in questo paesaggio in rovina,
tra ruderi, sotto un cielo desolato,
lì, ostinato, cresce qualche ciuffo d'erba.
Tra i risucchi di mulinelli di un vento grigio,
la polvere, i detriti, per un istante
porta l'eco radioso di un futuro magnifico...
Si spera.
martedì 13 novembre 2012
Fermati con noi.
Non c’è bisogno di correre Papà in fin dei conti i problemi vanno e vengono, per te qual è il problema? Dài papà tranquillizzati e concediti una tazza di caffè. Vieni e stai un po' con me.
Rallenta un po' la tua vita piena di corse e di affanni, mettiamoci gli stivali e andiamo a fare una passeggiata, raccogliamo le foglie, sorridiamo, ridiamo, parliamo.
Papà, sembri cosi stanco, vieni, accoccoliamoci sotto le coperte, riposa insieme a me.
Prova a non correre, quelle cartacce possono aspettare, rallenta, dài divertiamoci – facciamo il ciambellone, insegnami a cucinare.
Rallenta papà, lo so che lavori tanto
ma a volte è bello quando semplicemente ti fermi per un po’.
Siediti con noi un minuto,
ascolta com’è andata la nostra giornata, trascorri con noi qualche momento in allegria,
perché la nostra infanzia non rallenterà!
Liberamente ispirata a R. Knight
Rallenta un po' la tua vita piena di corse e di affanni, mettiamoci gli stivali e andiamo a fare una passeggiata, raccogliamo le foglie, sorridiamo, ridiamo, parliamo.
Papà, sembri cosi stanco, vieni, accoccoliamoci sotto le coperte, riposa insieme a me.
Prova a non correre, quelle cartacce possono aspettare, rallenta, dài divertiamoci – facciamo il ciambellone, insegnami a cucinare.
Rallenta papà, lo so che lavori tanto
ma a volte è bello quando semplicemente ti fermi per un po’.
Siediti con noi un minuto,
ascolta com’è andata la nostra giornata, trascorri con noi qualche momento in allegria,
perché la nostra infanzia non rallenterà!
Liberamente ispirata a R. Knight
sabato 10 novembre 2012
Viatico
Vai adagio se vuoi esser seguìto,
parla sommesso per non assordire,
sii breve e chiaro, corretto e compìto,
cogli la gioia ma sappi soffrire.
Pratica il bene, misura l'ardire.
evita il male ed il basso appetito,
bada agli impulsi, detesta il mentire,
oltre ogni senso, interesse o partito.
S'è poi la volta di chi, da stordito
schiavo è dell'oro, dell'ozio o gioire,
passalo al largo, (egli è un pazzo finito)
gli occhi alla mèta, diritto l'aire,
cerca te stesso e là dentro, rapito,
odi dell'anima il dolce tinnire!
parla sommesso per non assordire,
sii breve e chiaro, corretto e compìto,
cogli la gioia ma sappi soffrire.
Pratica il bene, misura l'ardire.
evita il male ed il basso appetito,
bada agli impulsi, detesta il mentire,
oltre ogni senso, interesse o partito.
S'è poi la volta di chi, da stordito
schiavo è dell'oro, dell'ozio o gioire,
passalo al largo, (egli è un pazzo finito)
gli occhi alla mèta, diritto l'aire,
cerca te stesso e là dentro, rapito,
odi dell'anima il dolce tinnire!
mercoledì 7 novembre 2012
Al di là della scelta
Eppure vivere nel non sapere sarebbe cosa buona e giusta. Vivere senza che ci si ostini a scegliere. Senza concludere, attraverso le interferenze personali. Quando si lasciano vivere gli oggetti, le situazioni, esse si concludono da sole. Immaginate una ballerina su una corda tesa, certamente lei non pensa alla destra o alla sinistra ma stabilmente lei è al centro, senza pensieri. E' in uno stato di non conclusione, spontaneamente. Questo per spiegare, soprattutto a me stesso, che quando si è stabili, è normale vivere nella coscienza, senza scelta, come la ballerina del circo. A questo punto intuisci che l'azione o la non azione, appartengono allo spirito. Nella pienezza, nell'assenza di ogni controparte, c'è spontaneità, pura azione.
E sottolineo che se nessuno sceglie, che se non c'è azione in base ad una scelta in una via o in un'altra, l'azione è spontaneamente corretta. I fatti portano alla conclusione, anche se a volte può esserci una preferenza del tuo io ma è sempre giusta e guarda caso sempre appropriata. Quando vivi in una stato al di là della scelta, come evidenziato prima lo è la ballerina sulla corda, quando la tua mente è libera da cospirazioni e sei fuori dalle interferenze, quando tutti i fatti sono maturi, avviene che la conclusione è istantanea. Si vivrà aperti a tutto ciò che viene percepito, aperti all'apertura.
Mi viene in mente il testo di Sin Sin Ming, scritto da Seng-ts’an, che dice" la grande Via non conosce difficoltà poiché è al di là di tutte le scelte". L'accento è messo sul via che è al di là della scelta e non sul fatto che non bisogna scegliere. Quando comprendiamo ciò, non viviamo in uno stato senza differenze ma in un stato al di là delle differenze.
martedì 6 novembre 2012
Vox clamans in deserto!
Perché non ti rassegni anima mia,
a quel destino che ti fu segnato?
Non vedi che dovunque è tirannia,
un ingiustizia sola, nel creato?
In fondo il tuo, è quello stesso fato
che colse lunga di uomini una scia,
nessuno valse mai del nostro stato
a dir qualcosa o a intender la via.
Il chiedere il perché di tante cose
e il non trovarne mai la ragione,
è cosa vana, fra le tante oziose.
La vita è questa, l'essere, l'agone,
vivi fra spine tante e poche rose,
l'ansia perpetua e l'intima passione!
a quel destino che ti fu segnato?
Non vedi che dovunque è tirannia,
un ingiustizia sola, nel creato?
In fondo il tuo, è quello stesso fato
che colse lunga di uomini una scia,
nessuno valse mai del nostro stato
a dir qualcosa o a intender la via.
Il chiedere il perché di tante cose
e il non trovarne mai la ragione,
è cosa vana, fra le tante oziose.
La vita è questa, l'essere, l'agone,
vivi fra spine tante e poche rose,
l'ansia perpetua e l'intima passione!
lunedì 5 novembre 2012
La speranza
Se proprio lo vuoi saper cosa penso, di questa vita e di altre a venire, ti rispondo scaltro e senza inganno.
Per altri che stettero a letto, in media, fissi per otto ore nel giorno, in calde coperte, mentre io solo per quattro, quasi il doppio ho campato, in questi scanni. E precisamente, se questo fatto sia un bene o un male per chi scrive, è facile che tu lo comprenda se ti accingi a pensare, ch'egli ritiene la vita un'ansa immensa di triboli e illusioni per ignobili speranze, e come tale, meglio è viverla meno, questa vita, o non viverla affatto!
Per altri che stettero a letto, in media, fissi per otto ore nel giorno, in calde coperte, mentre io solo per quattro, quasi il doppio ho campato, in questi scanni. E precisamente, se questo fatto sia un bene o un male per chi scrive, è facile che tu lo comprenda se ti accingi a pensare, ch'egli ritiene la vita un'ansa immensa di triboli e illusioni per ignobili speranze, e come tale, meglio è viverla meno, questa vita, o non viverla affatto!
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