lunedì 7 giugno 2010

Assurdo...Cazzo!

In balia delle onde... e il mare sommerge anche l'ultima mia visione.
Attingo dall'acqua l'ultimo suo ricordo, così come in uno specchio, leggo il suo sorriso, i suoi candidi occhi mi trafiggono il cuore e il suo caldo sguardo opera su di me un'indimenticabile trasporto.
L'acqua fredda ostacola le gesta e irrigidito affondo. La luce la vedo appena tra gli scrosci delle onde infrante... e giù nell'eterna tenebra solo il fluire dell'acqua, accarezzando il mio corpo, riempie il vuoto al mio passar.
Avevo chiesto solo un'aiuto e non un oceano di disperazione.
Il triste evento.
Improvvisamente una mano mi giunge: è il padre impaurito che con forza ostacola il mio andar. L'angelo della vita, il sapere nell'indifferenza, la protezione suprema. La calda mano mi stringe e portandomi mi conduce dove solo lui e la sua storia conosce. Finalmente respiro e giungendo sulla nuda roccia con un sollievo rivedo la luce. Rivedo i suoi occhi e il luccichio dell'infranto raggio solare mi avvolge. Rinasco e il gemito del lattante che dorme sopito fende l'aria e tutto intorno. L'onda continua la sua incessante corsa verso il rompere e il suo frastuono intenerisce le vesti che ondeggiando, seguono il suo corso.

Libera libellula che volteggiando voli liberata.

Guido Gaeta




Nessun commento:

Posta un commento

Attenzione a ciò che pubblichi, sei l'unico responsabile